Infortuni sul lavoro, la situazione nel Comune di Torino

Torino – La seduta del Consiglio comunale di oggi è stata aperta dalla discussione di un’interpellanza generale sul tema dei requisiti sulla sicurezza del lavoro inseriti nelle
gare d’appalto e di subappalto da parte del Comune e delle società controllate.

L’assessore al lavoro Tom Dealessandri ha riepilogato il quadro delle procedure attuate dal Comune e dalle società partecipate dettagliando gli obblighi di legge previsti dalle norme.
«Gli atti di riferimento – ha precisato Dealessandri – sono i capitolati d’appalto, con le relative schede di lavoro e le valutazioni dei rischi».

Per quanto riguarda gli incidenti sul lavoro, l’assessore ha riepilogato il numero degli incidenti su base annua degli ultimi esercizi a carico dei lavoratori del Comune e delle società
partecipate.

Alla Gtt si segnalano nel 2007 due infortuni con prognosi superiore ai 30 giorni; in Amiat nel periodo 2006/2007 sono riportati otto infortuni con prognosi inferiore ai dieci giorni e sei con
prognosi superiori ai dieci giorni; alla Smat negli ultimi tre anni sono segnalati venticinque infortuni di cui quattro (uno mortale) nell’ultimo esercizio; Iride riporta diciotto infortuni nel
2007, di cui soltanto due con prognosi superiore a venti giorni. Infine la Sagat, per la quale non si registrano infortuni nel 2007. Nei circa quattrocento cantieri del Comune di Torino, sempre
per il 2007, ci sono stati due infortuni lievi.

Dopo l’intervento dell’assessore sono intervenuti i consiglieri per il dibattito consiliare:

Monica Cerutti (Sinistra democratica) – E’ significativo aprire il 2008 con un confronto sul tema della sicurezza sul lavoro. Già quando approvammo le linee d’indirizzo
dell’amministrazione, nel 2006, avevamo approvato una mozione relativa alla sicurezza negli appalti pubblici. Su questo, l’attenzione del Comune deve essere costante, ci sono stati incidenti
mortali anche in cantieri subappaltati da aziende partecipate.
E’ importante il fatto che l’Agenzia per i servizi pubblici locali abbia iniziato la raccolta dei dati su sicurezza e incidenti nelle public utilities.

Domenico Gallo (Comunisti Italiani) – Abbiamo avuto segnali di come anche nelle aziende partecipate dal Comune possono verificarsi incidenti gravi, anche mortali. Come ente pubblico
abbiamo il dovere morale di considerare la sicurezza come elemento prioritario e irrinunciabile nell’assegnazione degli appalti. L’arroganza dei vertici della ThyssenKrupp ha superato ogni
limite, la Città deve costituirsi parte civile.

Luca Cassano (Rifondazione Comunista) – Dobbiamo avere attenzione sulle aziende partecipate ma anche e soprattutto sui subappalti. In Commissione Lavoro abbiamo visto come la riduzione
dell’organico metta in situazione difficile gli addetti alle emergenze. Non dimentichiamo gli infortuni nelle aziende private, come la FIAT. A fronte dell’attacco portato dai vertici
ThyssenKrupp ai lavoratori e a tutta Torino, la costituzione parte civile è necessaria.

Ennio Galasso (Alleanza Nazionale) – E’ una vicenda che ci vede impegnati nel tentativo di creare terreno fertile per tutte quelle iniziative volte a migliorare la situazione esistente
dei lavoratori. Va reso onore ai lavoratori che spesso con un modesto stipendio riescono mettere su famiglia: a loro va la nostra gratitudine. Vorrei sapere quale controllo ha predisposto
l’amministrazione sui cantieri controllati dal Comune e su quelle aziende che in quei cantieri lavorano, anche in merito alle recenti dichiarazioni del procuratore Guariniello riguardanti
presunte deviazioni e collusioni degli ispettori del lavoro?

Antonello Angeleri (Udc) – Nonostante l’Aula mi sembri troppo distratta rispetto ad un tema di questa importanza, trovo estremamente positive le dichiarazioni fatte dal vicesindaco in
merito alle società controllate e che l’attenzione del consiglio sfoci in una mozione firmata all’unanimità dai capigruppo. Vorrei concludere con una nota sui documenti trovati
nelle borse di alcuni dirigenti della ThyssenKrupp, contenenti dichiarazioni di presunta colpevolezza degli operai per l’accaduto. Dichiarazioni che vanno stigmatizzate con forza: l’attuazione
delle leggi in materia di sicurezza sul lavoro deve comprendere la possibilità dell’errore umano, soprattutto in ambienti a livello elevato di stress.

Giovanni Ferraris (Moderati) – Di sicurezza se ne può parlare all’infinito ma bisogna cominciare a riflettere sulla necessità di avere una cultura della sicurezza sul
lavoro in questo Paese, partendo dai luoghi di lavoro ed ancora prima dalle famiglie dove ancora troppi sono gli infortuni.
Si possono anche fare leggi molto utili ma poi bisogna applicarle, farle applicare e vigilare affinché vengano applicate correttamente. In ambito di pubblica amministrazione, si possono
ottenere più efficienza e meno infortuni solo se in tutti i settori i dirigenti riescono a redigere appalti che consentono un maggiore controllo.

Ferdinando Ventriglia (Gruppo delle Libertà) – Bisogna avere il coraggio di guardarsi in casa. Noi riceviamo continue denunce in merito alle condizioni di lavoro, da parte dei
lavoratori delle aziende comunali, particolarmente da quelli dei cimiteri, di Amiat e Gtt, aziende i cui manager spesso provengono direttamente dal sindacato o, indirettamente, passando per
ruoli di rilievo nei partiti della sinistra.
I sindacati hanno fatto fino in fondo il loro dovere oppure hanno pensato piuttosto al mantenimento dei posti di lavoro, a discapito delle condizioni in cui si lavora.

Andrea Tronzano (Forza Italia) – Credo sia necessario fermare la perversa logica dell’economia sui lavori pubblici. La legislazione esistente va applicata a favore dei lavoratori e non
dei numeri del bilancio. Dobbiamo ritornare ad avere il coraggio di trovare la dignità delle dimissioni. Trovare la forza di essere forti con i forti. E quindi dicendo ai sindacati che
non sono esenti da responsabilità.

Mario Carossa (Lega Nord) – Più le aziende pubbliche utilizzano il lavoro in subappalto, più è alto il rischio di incidenti sul lavoro. Non vorrei poi, che alla fine
questa vicenda finisse in un’ondata di ipocrisia. Servono atti concreti senza caccia alle streghe che andrebbero solo a penalizzare le piccole ditte. Partiamo dalla sicurezza in casa nostra,
quest’estate a Palazzo civico c’è stata un’impresa che ha lavorato chiaramente in condizioni non a norma e in mancanza di sicurezza per i lavoratori.
Infine un pensiero agli operai della ThyssenKrupp e alle loro famiglie: che il loro sacrificio non sia inutile.

Lucia Centillo (Partito Democratico – L’Ulivo) – Torino è stata città all’avanguardia sul tema della tutela della salute e delle condizioni di lavoro. Credo sia necessario
affrontare in sinergia con le altre istituzioni la ricerca della qualità del lavoro e della sicurezza, con tutti gli strumenti disponibili: vigilanza, assistenza, repressione,
incentivazione. Non dobbiamo affrontare questi temi sull’onda dell’emotività. E’ vero che tanto più è precario il lavoro e minori sono gli investimenti, tanto più
aumentano i rischi di infortunio. Bisogna investire sulla qualità, anche rinforzando il ruolo dei responsabili della sicurezza all’interno dei posti di lavoro. La Città inserisca
indicatori di qualità del lavoro in tutti gli atti amministrativi.

Agostino Ghiglia (AN) – Ho apprezzato la condotta del sindaco sul dramma ThyssenKrupp.Ci sono stati incidenti mortali in cantieri SMAT. Abbiamo chiesto una commissione d’indagine sugli
appalti assegnati da Comune e aziende partecipate. Bisogna dotarsi di uno strumento che controlli gli appalti di Comune e aziende, nonché i subappalti, onde garantire il rispetto della
normativa in materia.

Giuseppe Lonero (La Destra) – La sicurezza del lavoro è un argomento che deve essere sempre presente, e non può essere limitata ad un fatto burocratico-formale. Il profitto
non può prescindere dall’incolumità dei lavoratori. Occorre che gli imprenditori seri applichino con coscienza la normativa antinfortunistica.

Beppe Borgogno (assessore Polizia Municipale) – La Polizia Municipale collabora nel monitoraggio della sicurezza nel campo dell’edilizia, in sinergia con l’ispettorato del lavoro,
svolgendo congiuntamente ad esso più controlli nell’ambito dei cantieri. A questo compito è dedicato un gruppo di lavoro specifico, che negli ultimi due mesi si è ampliato
e consolidato.

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