Nuove norme per auto più sicure, silenziose e ecologiche

Nuove norme per auto più sicure, silenziose e ecologiche

Sulla base di un maxiemendamento di compromesso negoziato dal relatore Andreas SCHWAB (PPE/DE, DE) con il Consiglio, il Parlamento ha approvato – con 610 voti favorevoli, 34 contrari e 20
astensioni –  un nuovo regolamento che fissa i requisiti dell’omologazione per tipo degli autoveicoli e dei loro rimorchi nonché dei sistemi, delle componenti e delle entità
tecniche ad essi destinati per quanto riguarda la loro sicurezza.  Più in particolare, il regolamento stabilisce i requisiti dell’omologazione per quanto riguarda la sicurezza,
l’efficienza dei carburanti e le emissioni di CO2 riferiti ai sistemi di controllo della pressione degli pneumatici, nonché ai requisiti sull’efficienza dei carburanti e le emissioni di
CO2 riferiti agli indicatori di cambio di marcia. Fissa poi i requisiti dell’omologazione degli pneumatici di nuova fabbricazione per quanto riguarda le loro prestazioni di sicurezza e di
resistenza al rotolamento e la rumorosità di rotolamento.

Il regolamento, che riunisce in un solo testo le norme disperse in cinquanta direttive, si limita a prescrivere i requisiti generali affidando alla Commissione il compito di definire le misure
specifiche di attuazione in base a un preciso calendario. Sarà applicabile a partire dal 1° novembre 2011, ma talune misure si applicheranno progressivamente entro il 2018,
prevedendo termini più lunghi per i “nuovi veicoli” (modelli già in produzione) rispetto ai “nuovi tipi di veicoli” (modelli non ancora esistenti), anche per lasciare ai
costruttori il tempo necessario di adattarsi alle nuove prescrizioni. 

Campo d’applicazione e obblighi dei costruttori

Come obbligo generale, i costruttori dovranno dimostrare che tutti i veicoli nuovi venduti, immatricolati o messi in servizio nella Comunità siano stati omologati conformemente al
regolamento e alle relative misure d’attuazione. Inoltre, dovranno garantire che i veicoli siano concepiti, costruiti e assemblati in modo «da ridurre al minimo i rischi di lesioni per
gli occupanti del veicolo e gli altri utenti della strada».

Dovranno anche far sì che i veicoli, i sistemi, le componenti e le entità tecniche soddisfino le prescrizioni relative all’integrità della struttura del veicolo (che
comprende le prove d’urto), ai sistemi come lo sterzo, i freni e i sistemi elettronici di controllo della stabilità, a quelli destinati a informare il conducente, in modo acustico o
visivo, sullo stato del veicolo e della zona circostante, a quelli di illuminazione del veicolo e alla protezione dei suoi occupanti (inclusi poggiatesta, cinture di sicurezza, ancoraggi ISOfix
e porte del veicolo). Ma anche alla parte esterna del veicolo e agli accessori, alla compatibilità elettromagnetica, ai dispositivi di segnalazione acustica, agli impianti di
riscaldamento, ai dispositivi antifurto, ai sistemi di identificazione del veicolo, alla sicurezza elettrica e agli indicatori di cambio di marcia. I veicoli per il trasporto merci dovranno
inoltre essere dotati di dispositivi antincastro in caso di urto frontale e essere costruiti in modo tale da ridurre al minimo le lesioni agli “utenti della strada non protetti” in caso di urto
laterale.

Pneumatici più sicuri, silenziosi e che riducono le emissioni

L’utilizzo obbligatorio e coerente di tecnologie d’avanguardia per la fabbricazione di pneumatici sarà «determinante ai fini della riduzione della quota delle emissioni di gas
serra dovuta al traffico stradale …, contribuendo al contempo a promuovere l’innovazione, l’occupazione e la competitività dell’industria automobilistica europea». Al tempo
stesso, occorre ridurre il rumore di rotolamento e mantenere alti livelli di sicurezza degli pneumatici. Nel classificare i vari tipi di pneumatici in funzione delle categorie di veicoli ai
quali sono principalmente destinati, il regolamento fissa quindi i diversi requisiti relativi all’aderenza sul bagnato, alla resistenza al rotolamento e alla sua rumorosità.

La riduzione delle emissioni sarà ottenuta combinando pneumatici a bassa resistenza al rotolamento con l’introduzione nelle automobili di sistemi di controllo della pressione degli
pneumatici. Questi ultimi sono strumenti capaci di emettere un avvertimento all’interno dell’abitacolo nel caso in cui si produca una perdita di pressione in uno degli pneumatici,
«nell’interesse di un ottimale consumo di carburante e della sicurezza stradale». Per raggiungere questo obiettivo, vengono fissati nelle specifiche tecniche dei limiti adeguati,
che consentiranno anche un approccio improntato alla neutralità tecnologica e all’efficienza dei costi per la loro messa a punto.

Data la difficoltà di rispettare i requisiti e tenuto conto del tempo di cui l’industria avrà bisogno per sostituire le attuali linee di pneumatici, è previsto un periodo
più lungo per applicare i requisiti sul rumore di rotolamento riguardo ai nuovi pneumatici di tipi già in commercio. Ma il regolamento chiede anche agli Stati membri di investire
di più nel miglioramento del manto delle strade e di sviluppare una politica globale di emissioni sonore che includa anche il trasporto aereo e ferroviario. Inoltre, entro dodici mesi,
la Commissione dovrebbe presentare una proposta di classificazione delle strade dell’UE in funzione della produzione del rumore allo scopo di fissare priorità e requisiti appropriati per
il manto stradale e stabilire limiti massimi per il rumore stradale.

Come richiesto dai deputati, il regolamento precisa che è possibile sfruttare appieno le potenzialità connesse all’aumento della sicurezza e alla riduzione delle emissioni di CO2
e del rumore causato dal traffico «solamente affiancandole a un sistema di etichettatura inteso ad informare il consumatore in merito alle varie prestazioni dei pneumatici».

Sistemi avanzati per veicoli

I sistemi elettronici di controllo della stabilità, i dispositivi avanzati di frenata d’emergenza e i sistemi d’avviso di deviazione dalla corsia hanno un elevato potenziale di riduzione
degli incidenti stradali.

Il regolamento prevede che le autovetture e i veicoli commerciali leggeri dovranno essere anche dotati di un sistema elettronico di controllo della stabilità. Ad esclusione di taluni
veicoli fuoristrada, tale sistema dovrà essere applicato anche ad altri mezzi più grandi, ma non a quelli con più di tre assi, agli autobus e ai pullman articolati. Prima
dell’introduzione dei sistemi elettronici di controllo della stabilità, la Commissione dovrebbe prevedere iniziative e campagne di informazione sulla loro efficacia e promuoverne le
vendite. Dovrebbe inoltre osservare l’evoluzione dei prezzi per accertarsi che i prezzi dei nuovi veicoli non aumentino in modo sproporzionato a seguito della loro dotazione conformemente alle
nuove norme di sicurezza.

Le automobili (M1, non oltre 2610 kg) munite di un cambio manuale dovranno anche essere dotate di indicatori di cambio di marcia (GSI).

Fatte salve alcune esenzioni e deroghe da stabilire a seguito di un’analisi costi-benefici, i veicoli più pesanti per il trasporto di persone e quelli commerciali (categorie M2, M3, N2
ed N3) dovranno essere muniti di un dispositivo avanzato di frenata d’emergenza e di un sistema di avviso di deviazione dalla corsia che soddisfino i requisiti del regolamento e delle relative
misure di attuazione. Ma la Commissione dovrà valutare la possibilità di estendere tali dispositivi ad altre categorie di veicoli.

Una revisione nel 2012

La Commissione dovrà continuare a valutare la fattibilità tecnica ed economica di altri dispositivi avanzati di sicurezza e la relativa maturità del mercato ed eseguire una
revisione, eventualmente accompagnata da modifiche al regolamento, qualora necessario, entro il 1° dicembre 2012 e successivamente ogni tre anni. Dovrà valutare la fattibilità
di estendere l’obbligo di montaggio dei sistemi di controllo della pressione dei pneumatici, dei sistemi di avviso di deviazione dalla carreggiata e dei dispositivi avanzati di frenata
d’emergenza su altre categorie di veicoli e, se del caso, proporre una modifica al regolamento.

Le misure del regolamento che riguardano la riduzione delle emissioni di CO2, precisa il testo, «dovrebbero essere collegate, entro i limiti del possibile, alle misure aggiuntive miranti
a conseguire un’ulteriore riduzione di 10 g di CO2 rispetto all’obiettivo di riduzione delle emissioni di 130 g di CO2» previste dal regolamento sull’omologazione Euro 5 e Euro 6 per i
veicoli leggeri. E’ anche aggiunto che, ai fini di un approccio più integrato e previa un’esauriente valutazione d’impatto, la Commissione dovrebbe proporre a tempo debito ulteriori
modifiche al regolamento riguardo alle eventuali misure aggiuntive volte a raggiungere tali obiettivi di emissione e alle altre tecnologie disponibili sul mercato, comprese quelle per il
mantenimento della pressione negli pneumatici, il miglioramento del manto stradale e le altre nuove tecnologie pertinenti. Così come sui requisiti relativi all’efficienza dei sistemi di
condizionamento dell’aria che influiscono sulla resistenza al rotolamento degli pneumatici e/o sul risparmio di carburante del veicolo e sulle emissioni di CO2.

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