Crisi, Fiom Cgil: a febbraio 1.048% per la cassa integrazione ordinaria nell’industria metalmeccanica

Crisi, Fiom Cgil: a febbraio 1.048% per la cassa integrazione ordinaria nell’industria metalmeccanica

Roma – Solo nell’industria metalmeccanica, la cassa integrazione ordinaria e’ cresciuta di oltre il 1.000% a febbraio. Lo segnala la Fiom Cgil in una
nota. “Questo ammontare di ore di Cassa integrazione e’ pari all’assenza dal lavoro per l’intero mese di 150.000 lavoratori. In realta’, i metalmeccanici interessati dalla Cassa integrazione
guadagni superano le 200.000 unita’ in quanto la sospensione e’ realizzata, in molte aziende, a rotazione, e mediamente, riguarda un periodo di due o tre settimane”, prosegue la nota.

“Se si guarda alla sola Cassa integrazione ordinaria che e’ il vero indicatore della violentissima crisi che interessa ormai tutti i principali comparti dell’industria metalmeccanica
(Automotive, Siderurgia, Elettrodomestici) – si legge nella nota – si registra un aumento vertiginoso di oltre il 1.048% rispetto al febbraio 2008, confermando l’andamento preoccupante del
dicembre 2008, che aveva avuto poi una lieve attenuazione nel mese di gennaio 2009”.

“Le regioni piu’ colpite sono il Piemonte e la Lombardia che, da sole, rappresentano oltre il 60 % di tutta la Cassa ordinaria del settore ed il 53% della totalita’ della Cassa nei
metalmeccanici. Un segnale di particolare gravita’ viene dalle Marche, dove si registra una vera e propria esplosione della Cassa integrazione straordinaria, e dalla Campania che, con quasi 1,2
milioni di ore di Cassa, e’ la terza regione del settore con una quantita’ di sospensioni di poco superiore al Veneto e al Lazio”.

“Nel periodo novembre 2008-febbraio 2009 – si legge sempre nella nota – sono state autorizzate dall’Inps, per le aziende metalmeccaniche, oltre 67 milioni di ore di Cassa integrazione. Di
questi, 50,3 milioni di ore riguardano la Cassa integrazione ordinaria che, dunque, ha interessato centinaia di migliaia di lavoratrici e di lavoratori. Una condizione socialmente
insostenibile, questa, che rischia di protrarsi, se non di aggravarsi, nel corso dell’anno, con una perdita di salario che varia oramai tra il 40 e il 50% dello stipendio mensile, senza
considerare che e’ frequente che in una stessa famiglia siano in Cassa integrazione sia la moglie che il marito”.

“Questi dati – conclude la Fiom Cgil – confermano per intero la piattaforma con cui la Fiom ha chiamato allo sciopero lavoratrici e lavoratori metalmeccanici lo scorso 13 febbraio. Piattaforma
in cui veniva affermata la necessita’ di misure straordinarie di politiche industriali e occupazionali che siano in grado di rispondere con efficacia alla crisi a partire dal blocco dei
licenziamenti, dall’estensione degli ammortizzatori sociali a tutti i lavoratori che ne sono privi e dall’aumento dell’indennita’ di Cassa integrazione, arrivando al reale 80% dei salari di
fatto”.

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