Notai, Antitrust: «no a tetto massimo per i ricavi»
29 Maggio 2008
La norma definita dal Consiglio Nazionale del Notariato, che individua una soglia massima ai ricavi dei notai, se effettivamente adottata, potrebbe costituire un’intesa restrittiva della
concorrenza, non proporzionata né giustificata dal perseguimento di un interesse generale quale la tutela della qualità delle prestazioni notarili.
Lo scrive l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, in una lettera inviata al ministro della Giustizia Angelino Alfano e al Consiglio Nazionale del Notariato. L’Antitrust
avverte che valuterà l’attivazione dei propri poteri istruttori se la previsione dovesse essere inserita nel codice deontologico notarile.
La norma, peraltro riproposta anche da numerose delibere adottate da alcuni Consigli Notarili Distrettuali, individua una soglia massima di onorari repertoriali, fissata per ciascun distretto
sulla base del parametro del doppio della media repertoriale distrettuale dell’anno precedente: nei confronti dei notai che, guadagnando di più, dovessero sforare il tetto, sarebbero
avviate procedure ispettive e di controllo, svolte anche da altri notai operanti nel medesimo distretto.
Secondo l’Autorità il meccanismo individuato potrebbe rappresentare una ripartizione dell’offerta dei servizi notarili tra i professionisti attivi nel medesimo distretto, a danno dei
notai più efficienti. Le verifiche ispettive, effettuate dai colleghi concorrenti, servirebbero inoltre ad acquisire elementi economici dettagliati di estrema sensibilità sotto il
profilo concorrenziale, quali i dati relativi alla clientela, ai prezzi ed agli onorari praticati in concreto.
Per l’Autorità, se si vuole garantire la qualità della prestazione, come affermato dal CNN, l’attività di controllo dovrà essere effettuata da soggetti terzi e
presso quei notai che siano incorsi in specifiche e circostanziate contestazioni da parte dei loro clienti.
Nella segnalazione l’Autorità ricorda in proposito i risultati di uno studio svolto su incarico della Commissione Europea. Dall’analisi, realizzata dal Centre of European Law and
Politics (ZERP) at Bremen University, ( ) emerge
che nei Paesi in cui, come in Italia, la regolazione è maggiormente restrittiva, i prezzi dei servizi notarili necessari al trasferimento delle proprietà immobiliari sono
vistosamente più elevati, mentre non è stato riscontrato nei medesimi Paesi un più elevato livello nella qualità delle prestazioni offerte. L’Italia si posiziona
peraltro al decimo posto, sui sedici Paesi esaminati, in termini di qualità del servizio.





