Risarcimento dei consumatori e delle imprese vittime di violazioni delle norme di concorrenza

La Commissione europea ha pubblicato un Libro bianco che propone un nuovo modello per ottenere il risarcimento di consumatori e imprese che sono vittime di violazioni delle norme antitrust
(infrazione delle norme del trattato CE sulle pratiche commerciali restrittive e sull’abuso di posizioni dominanti nel mercato).

Attualmente nella maggior parte degli Stati membri dell’UE esistono ostacoli seri che scoraggiano i consumatori e le imprese dal ricorso in tribunale per richiedere, a livello privato, un
risarcimento dei danni derivanti da una violazione delle norme antitrust. Il Libro bianco contiene proposte per rendere più efficienti le domande di risarcimento presentate dai
danneggiati, assicurando nel contempo il rispetto delle tradizioni e dei sistemi giuridici europei. Il modello contemplato dalla Commissione si basa su un risarcimento unico del danno subito.
Le altre raccomandazioni principali del Libro bianco riguardano il ricorso collettivo, la divulgazione delle prove e gli effetti delle decisioni definitive emesse dalle autorità
responsabili della concorrenza nelle cause per danni avviate successivamente. Le raccomandazioni sono volte a garantire un equilibrio tra i diritti e gli obblighi di ricorrenti e convenuti e
prevedono misure di garanzia contro il ricorso abusivo alle controversie giudiziarie. Le parti interessate sono invitate a commentare le raccomandazioni entro il 15 luglio 2008. La Commissione
valuterà in seguito le misure concrete da adottare in base alle risposte al Libro bianco.
Il commissario responsabile per la concorrenza europeo Neelie Kroes ha dichiarato: «Il Libro bianco contiene proposte in materia di giustizia per i consumatori e le imprese, che perdono
ogni anno miliardi di euro a causa delle aziende che violano le norme antitrust comunitarie. Questi soggetti hanno diritto ad un risarcimento attraverso un sistema efficace che vada ad
integrare l’applicazione delle norme ad opera delle autorità pubbliche, evitando i potenziali eccessi del sistema statunitense».

L’efficace applicazione delle regole di concorrenza del trattato CE, che vietano le pratiche commerciali restrittive e lo sfruttamento abusivo di una posizione dominante sul mercato (articoli
81 e 82), richiede che le vittime delle violazioni del diritto della concorrenza – sia consumatori che imprese – abbiano il diritto di ricevere un risarcimento per il danno subito.

Per garantire un effettivo accesso alla giustizia da parte delle vittime delle violazioni delle norme sulla concorrenza sono necessari sforzi congiunti da parte dell’UE e degli Stati membri.

Il Libro bianco presenta una serie di raccomandazioni volte a garantire che i soggetti danneggiati da questo tipo di violazioni abbiano accesso a meccanismi veramente efficaci per chiedere un
risarcimento completo del danno subito. Queste raccomandazioni offrono una soluzione equilibrata rispetto ai sistemi di risarcimento attualmente esistenti e spesso inefficienti, evitando al
tempo stesso l’eccesso di incentivi all’azione giudiziaria che determinano abusi a livello di controversie in alcune giurisdizioni non europee.

Le principali raccomandazioni del Libro bianco sono le seguenti:

risarcimento danni unico: la Commissione propone un risarcimento danni unico anziché multiplo. Questo significa un risarcimento completo che si estenda alla perdita
effettiva dovuta, ad esempio, ad un aumento anticoncorrenziale dei prezzi o alla perdita di profitto a causa di una riduzione delle vendite. Il risarcimento del valore reale della perdita
subita comporta inoltre il diritto agli interessi;

ricorsi collettivi: in particolare i consumatori e le PMI con richieste di indennizzo di valore limitato necessitano di un migliore accesso alla giustizia e dovrebbero avere la
possibilità di raggruppare le loro richieste e di intentare azioni legali tramite rappresentanti adeguati. È tuttavia necessario prevedere forme di garanzia per evitare che tali
azioni determinino la presentazione di richieste non fondate. Nel settore dell’antitrust, la Commissione raccomanda dunque di consentire soltanto le cosiddette «representative
action» condotte, ad esempio, da gruppi riconosciuti di consumatori e le azioni alle quali i danneggiati possono scegliere di partecipare, anziché le cosiddette «class
action» condotte dagli studi legali per un numero non precisato di richiedenti;

divulgazione: onde fare in modo che il giudice abbia una visione completa del caso, alle parti non dovrebbe essere consentito di tenere per sé prove rilevanti. La
divulgazione delle prove rilevanti sotto il controllo del giudice dovrebbe contribuire a garantire un procedimento equo in cui entrambe le parti abbiano un accesso equivalente alle prove. La
Commissione non raccomanda tuttavia alternative più ambiziose, quale un diritto automatico alla consultazione dei documenti, che potrebbe determinare abusi procedurali, per cui i
convenuti raggiungono una transazione semplicemente per evitare i considerevoli costi dovuti ad un diritto di consultazione eccessivamente ampio;

valore di prova delle decisioni definitive: onde evitare i tempi e i costi di una nuovo procedimento giudiziario, la Commissione raccomanda, come già avviene per le
decisioni della Commissione, che le decisioni definitive adottate dalle autorità responsabili della concorrenza degli Stati membri in merito a violazioni delle norme siano considerate
una prova sufficiente di dette violazioni nelle cause per danni avviate successivamente.

Sebbene si siano registrati recentemente segni di miglioramento in alcuni Stati membri, negli scorsi decenni sono state presentate in Europa pochissime richieste di risarcimento danni.

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