No al bis del primo, raro il piatto unico. Ecco le linee-guida per le mense italiane

No al bis del primo, raro il piatto unico. Ecco le linee-guida per le mense italiane

Inizia il nuovo anno scolastico, e la politica offre regole e metodi per dare ai piccoli una sana alimentazione. Ritornano così sul tavolo le linee-guida per le mense nazionali o, detto
ufficialmente, le Linee d’indirizzo nazionale per la ristorazione scolastica.

Tale documento, redatto dal Ministero della Salute, ha due obiettivi, tra loro legati.

Primo, combattere la crescente obesità infantile. Secondo gli studi INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione) il 30% degli italiani minorenni è obeso
e sovrappeso. Perciò, la mensa scolastica deve agire come molla per il ritorno al peso salutare, dando comunque carburante per studio, sporte e tempo libero.

Inoltre tale luogo deve insegnare agli studenti ad alle loro famiglie come e quanto mangiare, in modo da esportare le buone pratiche anche tra le mura domestiche.

Sintetizza Silvio Boriello, responsabile della Direzione generale della sicurezza degli alimenti e della nutrizione del Ministero: “La lotta contro l’obesità infantile si fa anche a
scuola. La refezione non è solo un servizio che prevede la somministrazione di pasti, ma svolge anche una funzione educativa: serve a far conoscere le corrette abitudini alimentari ai
bambini e, attraverso di loro, anche alle famiglie”.

Inoltre, a livello burocratico, Boriello ricorda si potrà tenere conto delle Linee-guida “Nei nuovi bandi di appalto per la ristorazione in modo da migliorare in particolare l’aspetto
nutrizionale dei menù”.

Nel dettaglio, il documento offre alcune regole-base. Per cominciare, i bambini devono assorbire la giusta quantità di nutrienti carboidrati, grassi, proteine, fibre. Si alla
varietà (“Non ci sono alimenti vietati”), ma si alla moderazione e no agli eccessi. In particolare, disco rosso per il bis di primo: come spiegano i nutrizionisti: “Sì a una
porzione quotidiana di pasta (o riso, orzo o mais), ma si sconsiglia la doppia razione, altrimenti il bambino introduce troppe calorie, si sazia e non mangia il secondo”.

In tale cornice generale, ci saranno comunque cibi rari e cibi comuni. Salumi ed insaccati rari, mentre frutta e verdura saranno ben più frequenti, proposte in varie forme per evitare
monotonia e rifiuto. Sempre in nome della varietà, una volta a settimana verrà offerto un sostanzioso piatto unico, come pizza o cannelloni.

I suggerimenti del Ministero cercano di coprire l’intero spettro del settore, dalle regole tecniche al rispetto delle tradizioni. Il cibo verrà allora messo in tavola in coppia con
l’utensile corretto: mangiare bene vuol dire saper padroneggiare forchetta coltello e cucchiaio, per far crescere la consapevolezza di cosa va in bocca e nello stomaco.

Infine, riguardo le tradizioni, i suggerimenti spingono a menù con cibi validi presi dalle consuetudini locali, come polenta per gli studenti settentrionali o pasta coi broccoli per gli
scolari della Puglia.

LINK alle “Linee d’indirizzo nazionale per la ristorazione scolastica” (PDF, al sito del Ministero
della Salute)

Matteo Clerici

ATTENZIONE: l’articolo qui riportato è frutto di ricerca ed elaborazione di notizie pubblicate sul web e/o pervenute. L’autore, la redazione e la proprietà, non
necessariamente avallano il pensiero e la validità di quanto pubblicato. Declinando ogni responsabilità su quanto riportato, invitano il lettore a una verifica, presso le fonti
accreditate e/o aventi titolo.

Leggi Anche
Scrivi un commento