Nidi aziendali, Cotto: «più sostegno dalla Regione Piemonte»

Piemonte – Prevedere risorse aggiuntive per il funzionamento dei nove asili nido nati nelle aziende sanitarie piemontesi, lo chiede con una interrogazione urgente la consigliera
regionale di Forza Italia, Mariangela Cotto, che ha registrato difficoltà finanziarie in alcuni micro-nidi sorti sul territorio piemontese con i contributi regionali messi a disposizione
dalla Giunta Ghigo nel 2004.

In particolare l’esponente azzurra segnala quali situazioni che necessitano di un maggiore sostegno da parte della Regione, quelle relative alle Aziende sanitarie locali di Vercelli, Asti,
Torino (Asl 2 e 4), Ciriè e nelle aziende ospedaliere Santa Croce di Cuneo, Molinette e Oirm S. Anna di Torino, S.S Antonio e Biagio di Alessandria.

“Il micro-nido si è rivelato una valida e sempre più importante alternativa all’asilo tradizionale – spiega Cotto – perché costituisce per le famiglie e in particolare per
le mamme che lavorano un modo per evitare le lunghe liste di attesa, ma anche un incentivo. Spesso infatti, di fronte alle mille difficoltà nella gestione del lavoro e dei figli, il
problema dell’asilo può costituire un deterrente alla maternità. La creazione fin dal 2003 di micro-nidi per i figli dei dipendenti è dunque stata una risposta ad una forte
esigenza delle famiglie piemontesi. Ora però la Giunta Bresso deve dare soluzione anche alle necessità segnalate dalle stesse aziende sanitarie, e intervenire con maggiori
risorse, per evitare forti ripercussioni anche sugli utilizzatori del servizio. Peraltro è importante sottolineare come il micro-nido costituisca un’opportunità importante per
poter recuperare, in termini di presenza, i dipendenti altrimenti costretti a ricorrere al part-time e all’aspettativa. Non ha senso inoltre che asili già esistenti e finanziati oggi non
siano in condizione di essere operativi”.

Cotto propone inoltre di facilitare l’estensione delle convenzioni che allo stato attuale molti Comuni stipulano con strutture private anche alle Aziende sanitarie, sollevando così le
Asl da una parte delle spese.

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