Nella giornata di ieri altre cinque morti bianche

A distanza di 2 settimane dall’incendio alla acciaieria ThyssenKrupp, la giornata di ieri è stata nuovamente segnata da incidenti mortali sul luogo di lavoro che registrano un bilancio
di cinque vittime e altri tre operai gravi.

Maurizio Michielon, dipendente della Iccem (società veneziana di costruzioni), Franco Raselli, operaio in una fornace di Valenza (Alessandria), un operaio italiano di 22 anni, dipendente
di una ditta in appalto, incaricata della realizzazione di un impianto fognario a Cecchina vicino a Roma, Luigi Simeone, dipendente della ditta Merielettra due operante alla Fiat di Melfi, un
carpentiere di 37 anni, originario di Brescia, che lavorava alla costruzione di un solaio del nuovo centro polifunzionale in costruzione di Vignola: queste le cinque vittime degli incidenti
alle quali si aggiungono tre feriti gravi in Friuli, nel Pavese e nel Tarantino.

L’ennesima giornata segnata dalle morti bianche spinge il governo ad assicurare un impegno sempre più forte e concreto per fronteggiare quella che Romano Prodi definisce ormai
«un’emergenza reale».
Mobilitati anche sindacati e Confindustria che chiedono a Palazzo Chigi di convocare con urgenza le parti sociali: il Segretario Generale della Cgil, Guglielmo Epifani, al termine dell’incontro
con Confindustria sulla revisione del modello contrattuale, dichiara che “è urgente che il Governo convochi le parti sociali. C’e’ bisogno di un tavolo e di un intervento perche’ il
problema sta diventando drammatico».

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