Natale: è riscossa per il vino, sulle tavole si affermano qualità e “made in Italy”

Natale: è riscossa per il vino, sulle tavole si affermano qualità e “made in Italy”

La Cia evidenza che, dopo le difficoltà registrate negli ultimi mesi, per la nostra produzione vinicola s’annuncia un periodo di ripresa. Bene soprattutto le denominazioni d’origine, con i
“rossi” protagonisti. In flessione, invece, i vini sfusi.
 
Le prossime feste di Natale saranno un momento di vera riscossa per il vino “made in Italy”. Dopo mesi che hanno visto il prodotto segnare il passo, anche con cali dei consumi, durante i pranzi e
le cene delle festività si stapperanno più di 80 milioni di bottiglie, oltre il 95 per cento di produzione nazionale, con un aumento in valore del 4,2 per cento e in quantità
del 2,7 per cento rispetto allo scorso anno. A vincere sarà ancora una volta la qualità e soprattutto le denominazioni di origine che cresceranno, in quantità, del 3,8 per
cento.

E’ quanto rileva la Cia-Confederazione italiana agricoltori per la quale si conferma l’andamento positivo delle produzioni “etichettate”, mentre risultano in flessione (meno 2,8 per cento) i vini
sfusi.
I vini “rossi” ancora una volta – afferma la Cia – saranno preferiti ai “bianchi”, con un rapporto di 4 su 5. Una tendenza, questa, che si consolida proprio nel periodo invernale e che durante le
feste natalizie aggiunge il suo apice.

Sulle tavole di Natale, quindi, non mancherà un buon bicchiere di vino. La scelta degli italiani -sottolinea la Cia- sarà rivolta soprattutto alle produzioni a denominazione
d’origine, i cui prezzi si sono mantenuti, tranne qualche eccezione, pressoché stabili rispetto alle feste dell’anno passato. Dunque, spazio sulle tavole degli italiani ai 316 Doc
(Denominazione di origine controllata), ai 120 Igt (Indicazione geografica tipica) e ai 41 Docg (Denominazione d’ origine controllata e garantita), che rappresentano più del 65 per cento
della produzione nazionale.

Così negli ultimi anni anche gli acquisti di vino da parte dei nostri connazionali -rimarca la Cia- si sono fatti molto più attenti e l’interesse è rivolto, di conseguenza,
alla qualità. Non si compra più vino tanto per bere. Si acquistano, invece, bottiglie di marca ed etichettate che racchiudono particolari caratteristiche e tipicità.
Non solo. Anche tra i regali natalizi il vino – ricorda la Cia – è uno dei più gettonati. Nell’85 per cento dei “pacchi-dono” c’è, infatti, una o più bottiglie di vino
a denominazione d’origine.

Gli acquisti di vino per le feste di Natale – sostiene la Cia – sono ripartiti tra supermercati (dove si trovano bottiglie “etichettate” per tutti i gusti e prezzi) ed enoteche, che hanno
ripreso, dopo le difficoltà registrate nel 2008, un soddisfacente trend. Da registrare, infine, un deciso aumento dei vini “biologici” che conquistano -conclude la Cia- spazi sempre
più consistenti di mercato. Per quest’anno si prevede una crescita delle vendite pari al 5,5 per cento rispetto alle feste natalizie del 2008.

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