Natale, Coldiretti: «divorati» a tavola 2,7 miliardi tra cibi e bevande

Valgono 2,7 miliardi di euro i cibi e le bevande che sono stati consumati a tavola dalle oltre ventitre milioni di famiglie italiane tra il cenone della vigilia e il pranzo di Natale, che in
più di nove casi su dieci è stato trascorso a casa con parenti o amici, è questo il bilancio stimato dalla Coldiretti sui consumi alimentari delle festività appena
trascorse durante le quali si è registrato un calo delle spese del 10 per cento rispetto allo scorso anno con una tendenza a sostituire salmone, ostriche e caviale con i prodotti della
tradizione alimentare territoriale Made in Italy.

La maggioranza delle tavole sono state imbandite con menù a base di prodotti o ingredienti nazionali con una spesa stimata – sottolinea la Coldiretti – in 900 milioni di euro per carni o
pesce, di 500 milioni per primi piatti e condimenti, di 500 milioni per dolci con gli immancabili panettone, pandoro e panetteria-pasticceria, 300 milioni per vini e spumanti, 300 milioni per
salumi e formaggi e 200 milioni per frutta fresca o secca. Sulla maggioranza delle tavole – precisa la Coldiretti – sono state preparate le ricette del passato: dai cappelletti in brodo della
Romagna al cappone in Piemonte, dai canederli in Trentino alla minestra di cardi in Abruzzo, dalla brovada e muset con polenta in Friuli, alle scillatelle in Calabria, dal pandolce in Liguria
alla Pizza de Nata’ nelle Marche e le molte altre specialità presenti in tutte le Regioni italiane. Nonostante i rincari denunciati da Federconsumatori del 12 per cento per il pandoro e
del 9 per cento per il panettone i due dolci tipici delle feste di fine anno – continua la Codliretti – sono risultati immancabili sulle tavole. Ma il pranzo di Natale è stata anche
l’occasione per «aprire» i regali enogastronomici tipici che sono stati tra i più gettonati dagli italiani nel 2007, con il minor tasso di «riciclo», per
l’affermarsi di uno stile di vita attento alla riscoperta della tradizione a tavola che si esprime con la preparazione fai da te di ricette personali per serate speciali o con omaggi per gli
amici che ricordano i sapori e i profumi della tradizione del territorio. Sono quattromilatrecentosettantadue (4372) i prodotti agroalimentari italiani ottenuti secondo regole tradizionali
antiche tramandate nel tempo che – precisa la Coldiretti – si aggiungono ai 164 prodotti a denominazione di origine Dop/Igp (oltre il 20 per cento del totale riconosciuto dall’Unione Europea) e
ai 469 vini a denominazione di origine controllata (Doc), controllata e garantita (Docg) e a indicazione geografica tipica. Ad essere stati preferiti – continua la Coldiretti – sono stati i
vini, i formaggi, i salumi, gli oli di oliva e legumi, frutta secca ed altri prodotti con una netta impennata per i prodotti tipici del Natale come gli spumanti, le lenticchie, zamponi e
cotechini la cui produzione viene assorbita quasi completamente durante le feste di fine anno.

Molto diffusi sono stati gli omaggi raccolti nei tradizionali cesti di vimini dove si privilegiano prodotti a più lunga conservazione come i salumi più pregiati (dal Parma, al San
Daniele, al Culatello di Zibello), cotechini o zamponi di Modena o soppressate calabresi. Tra i formaggi a vincere sono stati il parmigiano reggiano, il grana padano e il pecorino sardo o altri
formaggi (generalmente non freschi per problemi di conservabilità) come i caciocavalli silani e il provolone. Molto apprezzato è stato l’olio extravergine d’oliva in suggestive
bottiglie da 0,75 litri con etichette che garantiscono provenienze e metodi di lavorazione. Non sono mancati poi una miriade di confezioni in busta o sacchetto dove vengono offerti legumi come
i fagioli (ricordiamo quelli di Lamon, di Sarconi e di Sorana), lenticchie (quelle del Castelluccio di Norcia imperversano), frutta secca (ad esempio le pregiate nocciole di Giffoni o del
Piemonte) e cereali (come il farro della Garfagnana) e il riso vialone nano veronese.

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