Natale a tavola: ogni famiglia spenderà 225 euro

Natale a tavola: ogni famiglia spenderà 225 euro

Secondo un’indagine della Cia, la spesa per le feste dovrebbe segnare un aumento in termini valutari intorno all’1 per cento in più rispetto allo scorso anno, mentre in quantità si
dovrebbe registrare un andamento molto stabile (più 0,3 per cento). Per un totale che supererà i 3,4 miliardi di euro. Bene vini e spumanti, frutta fresca e secca, verdure e dolci.
In risalita anche i consumi di pane e pasta.
 
Per imbandire le tavole di Natale ogni famiglia italiana spenderà, in media, 225 euro. Intorno all’1 per cento in più, in termini valutari, rispetto allo scorso anno e lo 0,3 per
cento in più in termini quantitativi. Per un totale che supererà i 3,4 miliardi di euro. Quindi, nonostante la difficile crisi economica, non ci sarà crollo. Anzi, il trend
non dovrebbe discostarsi di molto da quello registrato nel 2008. La stima viene dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori che ha compiuto un’indagine sulla base dell’andamento della
compravendita nei vari passaggi della filiera agroalimentare e ai dati relativi al commercio estero.

A tavola, sia per il cenone della vigilia che per il pranzo di Natale, vincerà ancora una volta la tradizione e le preferenze – afferma la Cia – andranno anche quest’anno per i prodotti
“made in Italy”, ovviamente con grande oculatezza nella spesa. Non ci saranno, quindi, acquisti folli. Salmone, ostriche, caviale e frutta esotica ancora una volta con il contagocce. E lo
spumante anche in questa occasione trionferà sullo champagne.

A trionfare sulle nostre tavole saranno, dunque, le produzioni nazionali. E la spesa alimentare delle feste natalizie sarà così ripartita: carni e insaccati (18,5 per cento del
totale), pesce (11,8 per cento), pane e cerali (14,6 per cento), latte, formaggi e uova (13,1 per cento), frutta e ortaggi (15,2 per cento), vini e spumanti (14,2 per cento), dolci (12,6 per
cento).

Dalle stime si ricava che – sottolinea la Cia – gli italiani, sempre più attenti ai conti, proprio a causa di una precaria situazione economica, indirizzeranno i loro acquisti verso
prodotti enogastronomici più abbordabili sotto l’aspetto economico. Pochi, quindi, i cibi di “fascia alta”. Si guarderà, invece, molto al prodotto tipico legato al territorio.

Andranno abbastanza bene – segnala l’indagine della Cia – gli acquisti di dolci (più 1,2 per cento), di frutta, sia fresca che secca, e di verdure (più 1,3 per cento). In picchiata,
a contrario, i consumi di frutta esotica (tanto ricercata negli anni passati): ananas, avocado, banana, mango. Prodotti che dovrebbero avere una diminuzione superiore al 20 per cento.

In risalita anche i consumi di pane e pasta (rispettivamente, 0,8 e 0,7 per cento). Mentre ancora un trend al ribasso (seppur lieve) ci sarà per carni e insaccati (meno 0,4 per cento) e
per i formaggi (meno 0,5 per cento). Tuttavia, per questi comparti, dopo le forti diminuzioni, soprattutto per le carni bovine, avutisi nei mesi passati, si stanno notando evidenti segni di
risveglio.

Una soddisfacente performance dovrebbe essere registrata anche dai vini, in particolare quelli rossi. Secondo l’indagine della Cia, si dovrebbero stappare circa 80 milioni di bottiglie, il 95 per
cento di produzione italiana, con una crescita del 1,5 per cento nei confronti dello scorso anno. Stesso discorso per gli spumanti che dovrebbero registrare un aumento negli acquisti del 2,5 per
cento.

Per gli acquisti dei prodotti agroalimentari da consumarsi durante le prossime feste natalizie, le oltre 23 milioni di famiglie italiane si rivolgeranno in prevalenza alla grande distribuzione
commerciale (56 per cento), seguita dai negozi tradizionali (24 per cento), dai mercatini locali (18 per cento), e da internet (2 per cento).
 
La tavola delle famiglie italiane a Natale
(dati in quantità)

Carni e insaccati
-0,4%

Formaggi
-0,5%

Dolci
1,2%

Frutta e verdura
1,3%

Frutta esotica
-20%

Vini
1,5%

Spumanti
2,5%

Pane
0,8%

Pasta
0,7%

Così sarà ripartita la spesa alimentare a Natale
(dati in percentuale)

Carni e insaccati
18,5

Latte, formaggi e uova
13,1

Dolci
12,6

Frutta e verdura
15,2

Vini e spumanti
14,2

Pane, pasta e derivati dei cereali
14,6

Pesce
11,8

Stime Cia-Confederazione italiana agricoltori

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