Natale 2007: il mondo nelle case italiane

Dolci natalizi, lenticchie, caviale, agrumi, spumanti, frutta secca, pesce e agnelli, e ancora alberi scintillanti, ghirlande, candele colorate, addobbi e calendari per il nuovo anno; prodotti
che accompagnano il Natale da un capo all’altro del mondo e che in Italia sono sempre più internazionali.

Il Natale internazionale degli italiani. Torte e dolci con uva passa provengono da Germania e Polonia, l’agnello del cenone parla spagnolo e neozelandese, il caviale, tra uova di storione e
succedanei, è tedesco o olandese mentre l’uva sultanina e i fichi secchi sono turchi. E gli agrumi che abbondano sulle tavole natalizie? Dalle clementine alle arance fresche e secche,
passando per mandarini e tangerini, arrivano per lo più dalla Spagna e dal Brasile. E per festeggiare il Capodanno, le lenticchie, portafortuna delle feste, saranno canadesi (paese che
pesa per il 70% sull’import nazionale) mentre per il brindisi la scelta degli italiani sarà tra champagne, rigorosamente francese (da cui proviene il 97% delle importazioni nazionali) e
vini spumanti di provenienza spagnola.

Se non tutti sanno che gli alberi di Natale freschi che abbelliscono le nostre case sono soprattutto danesi, non sorprende che la Cina regni nel settore delle luci e ghirlande usate per
decorarli (98% delle importazioni nel 2006) e negli addobbi natalizi, di vetro (44,6%) e non (82,3%). Mentre i calendari che inaugureremo dal 1 gennaio sono soprattutto tedeschi, cinesi e
inglesi.
L’export natalizio italiano. Nel 2007 il nostro Paese ha esportato asti spumante e dolci come i panettoni per un valore rispettivamente di oltre 88 milioni e 186 milioni di euro, il primo
destinato soprattutto a Stati Uniti, Germania e Russia, i secondi a Francia, Germania, Spagna. Ma l’Italia nel 2007 ha esportato anche calendari in Germania e Regno Unito per 5,5 milioni di
euro e uova di storione nel mondo per 7 milioni di euro anche se le regine della tavola made in Italy restano l’uva da tavola (261 milioni di euro di export) e le arance (47 milioni di euro).

Le tradizioni natalizie degli stranieri in Italia. I dodici chicchi d’uva che gli spagnoli mangeranno dieci minuti prima della mezzanotte, uno per ogni mese dell’anno, arriveranno dal Cile e
dall’Egitto, paesi che pesano rispettivamente il 20,1% e il 18,6% del totale importazioni italiane di uva nel 2007; gli inglesi non rinunceranno all’usanza di pescare con le dita frutta secca
galleggiante su liquore infiammato, acquistando noci e nocciole di provenienza cilena, statunitense e francese. I tedeschi in Italia festeggeranno offrendo ad amici e conoscenti uvetta turca,
noci e nocciole cilene e statunitensi e metteranno in tavola filetti di aringhe di provenienza patria (il 68,7% dell’import italiano di aringhe proviene dalla Germania). E ancora i russi in
trasferta accoglieranno il nuovo anno con scorpacciate di prugne secche americane (57,5% del totale importazioni nazionali del prodotto) farcite di nocciole e ricoperte di panna acida.
Emerge da un’elaborazione Camera di commercio di Milano su dati Istat al terzo trimestre 2007 e quarto trimestre 2006.

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