Nasce nel Lazio il primo Istituto per la cura delle malattie della povertà

Roma – Nasce oggi, presso l’ospedale San Gallicano di Roma, il primo Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e per il contrasto delle
malattie della povertà (Inpm).

L’Istituto è frutto di un accordo, sottoscritto il 7 settembre 2006, tra il ministero della Salute e le Regioni Lazio, Puglia e Sicilia, finanziato con 15 milioni di euro. In ognuna
delle regioni firmatarie dell’accordo sarà individuato un ospedale di riferimento per assistere la popolazione immigrata e quella in difficoltà economiche.

A sottolineare l’importanze del nuovo centro che si avvale anche della collaborazione con l’Unione europea è stato il Presidente della repubblica Giorgio Napolitano intervenuto
all’inaugurazione della struttura: «Questa iniziativa ha un evidente significato e valore per la tutela dell’immigrazione, l’integrazione e la lotta alla povertà nel mondo».

Anche il ministro alla Salute Livia Turco partecipando all’inaugurazione ha sottolineato l’importanza del centro: «Partiamo dal San Gallicano, ma intendiamo estendere lo studio delle
malattie della povertà, la formazione degli operatori e l’assistenza anche alle altre regioni».

Per il Presidente Marrazzo si realizza un progetto di grande spessore: «Il San Gallicano è un fiore all’occhiello del nostro Paese. Questa struttura rappresenta un grande esempio
di cooperazione non solo sanitaria ma anche umanitaria – ha aggiunto Marrazzo – è la conferma che la sanità del Lazio dimostra è sana ed ha una grande capacità di
reazione, garantendo equo accesso alle cure e arricchendo la nostra offerta sanitaria».

Marrazzo ha poi ricordato il direttore dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Natoli, scomparso alcuni mesi fa, rivendicando «l’unicità del sistema sanitario laziale che
sia il punto di riferimento a livello nazionale».

Tra i compiti del neonato Inmp, infatti, ci sono quelli di: svolgere, d’intesa con la programmazione nazionale e regionale, attività di ricerca per la promozione della salute di migranti
e poveri, elaborare e attuare programmi di formazione professionale e di educazione e comunicazione sanitaria, in rapporto con altri enti. E ancora: sostenere, in collaborazione con
l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), le modalità di trattamento delle malattie della povertà nei Paesi in via di sviluppo attraverso la ricerca clinica, elaborare
piani di ricerca e modelli anche sperimentali di gestione dei servizi sanitari in collaborazione con Unione europea e Oms, infine dar vita a una rete di istituzioni italiane, europee e
internazionali per la promozione della salute dei migranti e assicurare le attività assistenziali tramite le strutture delle regioni che partecipano al progetto.

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