Napolitano: “Più intese: il pacchetto riforme va chiuso”

By Redazione

Durante la cerimonia di consegna delle insegne di Cavaliere dell’Ordine «Al Merito del Lavoro» ai nuovi Cavalieri del Lavoro, il presidente Napolitano ha lanciato un monito
affinché le parti politiche riescano ad instaurare “un clima di maggior concentrazione costruttiva su questioni che è necessario affrontare e tendere a risolvere attraverso le
indispensabili intese”.

Ed il presidente della Repubblica non ha parlato tra le righe, sottolineando le sue parole si riferiscono alle “questioni di riforma del sistema politico-istituzionale”: “Solo così – ha
continuato Napolitano – si potranno meglio assicurare in futuro quella effettiva governabilità, quegli equilibrati punti di riferimento”, senza i quali non si potrà che subire
“l’effetto negativo di forme esasperate di spettacolarizzazione e contrapposizione politica”.
Ancora una volta, dunque, il presidente ha richiamato all’ordine i nostri politici, che, attraverso i media, si scagliano gli uni contro gli altri perdendo di vista i loro compiti e le
necessità dettate dal Paese.
Napolitano ha anche sottolineato che “ci sono tematiche ed esigenze vitali per il nostro Paese che dovrebbero essere tenute fuori dal clima di concitazione che la vita politica e istituzionale
sta attraversando”: per questo motivo, secondo il presidente della repubblica, è necessario che tutti valutino “i fatti, i problemi, gli impegni cercando di dare valutazioni obiettive,
senza cedere né a forme di autosoddisfazione propagandistica né a sommarie stroncature”.

Appoggio completo alle parole dei Napolitano è arrivato dal presidente della Camera, Fausto Bertinotti, che, a margine dell’assemblea generale dell’Upi, ha dichiarato di condividere le
parole sull’urgenza di concludere il pacchetto riforme: “Il presidente Napolitano ha straragione, ha ragione da vendere. Sono assolutamente d’accordo”, ha affermato Bertinotti, aggiungendo che
“questo invito del presidente della Repubblica non debba essere considerato rituale: é un intervento politico con la P maiuscola totalmente rispondente al ruolo che il presidente deve
correttamente interpretare, pensoso delle sorti del quadro istituzionale del Paese”.
Bertinotti, d’altra parte, è tornato a sottolineare che «non si può andare a votare con una legge elettorale che tutti considerano cattiva e con un blocco istituzionale che
vede la camera dei deputati già impegnata in prima persona nel dibattito di questi giorni per modificare punti importanti della Costituzione, come il bicameralismo perfetto, il numero
dei deputati»: «Io credo – ha Bertinotti – che questo percorso con la legge elettorale avrebbe ragione di essere completato in ogni caso, sarebbe una cosa molto ragionevole».

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