Nanotecnologie in campo agroalimentare

Nanotecnologie in campo agroalimentare

Che cosa è la nanotecnologia? La nanotecnologia è il controllo della materia a dimensioni tra circa 1 e 100 milionesimi di millimetro (nanometri): essa comporta il vedere,
misurare, modellare e manipolare la materia a questa scala di lunghezza. Essa è differente dalle tecnologie convenzionali in quanto emergono insolite proprietà fisiche, chimiche e
biologiche dei materiali alla nanoscala.

Oggi la nanotecnologia è usata in molti prodotti commerciali e processi industriali., compreso il campo agroalimentare, principalmente nella food safety/biosecurity e nel packaging,
anche se è ancora insufficiente la conoscenza dei benefici dell’applicazione in campo agroalimentare.

Le potenzialità di applicazione nel settore food:vanno dal food packaging, ai sistemi di tracciamento anticontraffazione o alla ricerca attraverso nanobiosensori di batteri, estrogeni o
allergeni.

Nel food packaging l’influenza delle nanocariche nella biodegradazione favorisce un processo più veloce nella degradazione del packaging: l’applicazione di nanotecnologie su un prodotto
di packaging aumenta in maniera molto accentuata il processo di biodegradazione.

La tracciabilità degli alimenti, decreto comunitario dal 2005, è un campo di applicazione molto importante per le nanotecnologie: sistemi RFID (a radiofrequenza) integrati come
nanostrutture (nel packaging ad esempio) possono garantire informazioni per la tracciabilità dal produttore al consumatore e per la rintracciabilità, per logiche di “food safety”.
I benefici sono indubbiamente l’aumento della sicurezza alimentare, una fidelizzazione della clientela e una valorizzazione dei prodotti, una gestione efficiente del ritiro delle merci,
l’affinamento dei controlli sui processi, certificazioni di qualità, di origine. Un sistema “informativo” che segue il prodotto e lo identifica, rende sicura la filiera. I costi di
applicazione sono ancora elevati sia per l’integrazione di soluzioni hardware/software di gestione del sistema sia per l’applicazione stessa sui prodotti esistenti:il barcode risulta essere la
soluzione meno dispendiosa e di più diffuso utilizzo.

Sempre parlando di sistemi di tracciabilità e anticontraffazione, un sistema brevettato dall’ENEA consta di una litografia di proiezione che attraverso un’irraggiamento su una superficie
minimale (anche di meno di 100 nanometri) di disegni/immagini che possono contenere informazioni che garantiscono l’autenticità del prodotto.

Dal lato invece della sicurezza alimentare, un sistema sviluppato dal Politecnico di Torino, utilizza le nanotecnologie attraverso nanobiosensori che permettono la ricerca di batteri, estrogeni
o allergeni all’interno dei prodotti della filiera. Si passa quindi da nanotecnologie a nanoBIOtecnologie, ovverosia l’applicazione al mondo BIO delle nanotecnologie stesse.

Andrea Della Rolle

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