Mutui INPDAP: pensionati presi in giro dall'INPDAP

Prosegue quella che ormai potremmo considerare una telenovela, ossia la promessa da parte dell’Inpdap, grazie alla trattenuta dello 0,15% dell’importo lordo di pensione, di poter avere prestiti
personali e mutui ipotecari.

Ebbene, dopo aver incassato il contributo, ecco la novità (che ovviamente si sono ben guardati dal comunicare prima al povero pensionato già sufficientemente tartassato): occorre
«un’anzianità effettiva di almeno 3 anni ?. per il quale sia stato versato il contributo al fondo credito?». Traduzione della vocina del risponditore automatico del numero
verde Inpdap (800 10 5000): sei un pensionato e vuoi un mutuo per l’acquisto della prima casa? Dovrai aspettare 3 anni prima di sapere se ti verrà concesso. Poco importa se hai
già 80 anni, se il tuo proprietario di casa la sta vendendo ora. Tre anni solo per presentare domanda, più il tempo per valutarla (vogliamo essere generosi e parlare di 4 mesi),
il tutto ovviamente se ci saranno i fondi, visto che le sedi locali da noi contattate ci parlano di ritardi dei finanziamenti persino per i piccoli prestiti che vanno da 6 mesi ad un anno.
Insomma se tutto va bene, ma proprio bene, tra 4 anni avrai il tuo finanziamento, forse?

Peccato che sull’opuscolo pubblicitario inviato dall’Inpdap a tutti i pensionati ci fosse invece scritto, come incipit: «Gentile pensionata, gentile pensionato, sono lieta di comunicarLe
che, a partire dal 1° novembre prossimo (ndr. 1/11/2007), Lei potrà accedere alle prestazioni erogate dalla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali
dell’Inpdap».
Il Codacons ha deciso di presentare un esposto all’Antitrust contro l’Inpdap per pubblicità ingannevole.

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