Mozzarella, CIA: «dalla Francia una decisione assurda»

By Redazione

Una decisione completamente immotivata che contrasta con la stessa posizione della Commissione dell’Unione europea che ha espresso soddisfazione per l’azione svolta dall’Italia sulla questione,
così la Cia-Confederazione italiana agricoltori commenta le misure sulla mozzarella di bufala da parte della Francia e, nello stesso tempo, plaude al riconoscimento dell’Esecutivo di
Bruxelles verso il lavoro fatto in queste settimane nel nostro Paese.

L’atteggiamento francese -sottolinea la Cia- è sconcertante e preoccupante e risulta, quindi, ancora più assurdo sia alla luce dello sblocco dei prodotti italiani in Giappone che
delle disposizioni del governo Ue il quale, oltre a dare l’ok alle misure adottate dall’Italia, sottolinea che prossimamente la situazione per la mozzarella di bufala tornerà alla
normalità.
A questo punto la Cia sollecita un immediato intervento da parte del Governo italiano in sede europea affinché la Francia venga messa in stato d’infrazione per la misure adottate che
rischiano di provocare un vero «effetto domino» sui mercati internazionali con effetti disastrosi non solo per la mozzarella di bufala, ma anche per l’intero agroalimentare
«made in Italy».

La Cia chiede al nostro Governo di far sentire tutto il suo peso a livello comunitario e, se necessario, di chiedere anche un vertice straordinario dei ministri agricoli europei per affrontare
in maniera chiara, senza allarmismi ingiustificati e speculazioni, la delicata questione.
L’esplosione del «caso» della mozzarella di bufala ha, di fatto, dell’inverosimile. Sembra più una «bomba mediatica» che -rileva la Cia- un reale allarme per i
consumatori. Gli sforamenti da diossina -ricorda la Cia- sono stati finora registrati solo su una decina di campioni su 83 in esame, a fronte di 1900 allevamenti e di 250 mila capi di bestiame.

Inoltre, nel rilevare che i limiti consentiti dalla legislazione europea, che sono di 3 picogrammi di diossina e di 6 picogrammi di diossina più Pcb (Policlorobifenili), la Cia evidenzia
che nei campioni «incriminati» della Campania rilevano percentuali fino al 4 per cento nel primo caso e tra il 7 e il 9 per cento nel secondo tipo di contaminazione.
Tali risultati -conclude la Cia- sono per il mondo scientifico centinaia di volte al di sotto dei limiti che potrebbe arrecare danno concreto alla salute, anche se giustamente segnalati e
perseguiti dall’ l’Ue, che, oltretutto, fissa limiti assai precauzionali.

Condividi su:

VISITA LO SHOP ONLINE DI NEWSFOOD