Mozzarella di bufala, Vecchioni: «meno allarmismi e meno speculazioni»
27 Marzo 2008
«Occorre una serena analisi della situazione, senza allarmismi ingiustificati e sempre nell’interesse del consumatore e dei produttori, non dimenticando la sicurezza alimentare europea
che viene garantita sempre e comunque».
Ha reagito così il residente della Confagricoltura Federico Vecchioni – da Taormina, dove è in corso il forum «Futuro Fertile» – in merito alla vicenda dei controlli
positivi sulla mozzarella di bufala campana.
Spiace che i prodotti agricoli italiani siano di frequente oggetto di «esigenze di visibilità» che non aiutano a fare chiarezza.
«I prodotti alimentari italiani ed europei – ha detto il presidente Vecchioni – sono sottoposti a controlli costanti e permanenti. Ciò che mangiamo è salubre, perché
viene continuamente sottoposto a verifiche da parte del sistema sanitario nazionale».
E da qualche anno c’è anche la rintracciabilità totale delle produzioni, che consente di ricostruire in ogni momento tutti i passaggi della catena alimentare. Se si riscontrano
dei problemi, è l’Autorità europea per la sicurezza alimentare che, con il sistema di «allarme rapido», provvede ad intervenire quando il rischio supera la soglia
della precauzione.
Tutto questo significa sicurezza per i consumatori; sempre, a prescindere dalle vicende particolari di questi giorni. «Non dobbiamo pensare che siano state le cautele di Tokio o Seoul a
determinare maggiori controlli sui nostri prodotti. Non è accaduto questo.»
Confagricoltura ricorda che i prodotti Dop hanno una garanzia ulteriore: sono ottenuti con un processo codificato da un disciplinare ed approvato a livello comunitario, che controlla l’origine
e le tecniche di produzione. E c’è un Consorzio di tutela per ognuno di essi che provvede alla verifica ed ai controlli ed è responsabile del rispetto del disciplinare.
«Quello che si è riscontrato – ha concluso il presidente Vecchioni – è un fenomeno molto circoscritto, che va monitorato attentamente anche per verificare come intervenire
per rimuovere le cause».





