Moratoria: Napolitano ricorda che non è un punto d'arrivo, ma una base di partenza

“Un grande risultato, con una maggioranza larga”, con queste parole il ministro degli esteri Massimo D’Alema ha commentato l’approvazione della moratoria contro la pena di morte da parte
dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, avvenuta martedì sera con 104 voti a favore, 54 contrari e 29 astenuti.

E, anche se D’Alema ha chiarito che l’Onu “ha approvato un appello e non un’interferenza”, è comunque un passo avanti per “aprire un dibattito”, “anche in vista dell’abolizione” della
pena di morte.
“Saluto con intensa commozione il voto. E’ davvero una giornata storica”. E’ stato il commento di Prodi, che, durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi, ha aggiunto che “l’orgoglio
dell’Italia è quello di avere promosso per prima un’iniziativa che si è progressivamente trasformata in una grande coalizione internazionale a favore del diritto e della vita
umana”.

“Profonda soddisfazione” è stata espressa anche dal Presidente della repubblica, che, in una nota ha dichiarato: “Quello di oggi [martedì ndr] è uno storico segnale che
l’organo più rappresentativo, per la sua universalità, delle Nazioni Unite lancia alla Comunità Internazionale”.
Ma Napolitano ha anche sottolineato che la moratoria “non è per noi un punto di arrivo, ma una base di partenza” perché “l’Italia crede nei valori della democrazia e del rispetto
della persona umana come asse portante di un ordine internazionale giusto e stabile”: “Siamo convinti – ha spiegato – che, pur nel rispetto delle diversità tra popoli e continenti,
questi valori debbano accomunarci”.
Anche l’ex premier, Silvio Berlusconi, ha espresso apprezzamento per il voto dell’Onu, ricordando il suo ruolo nella successo dell’iniziativa italiana: “E’ stata una lunga battaglia per la
quale ci siamo impegnati fin dal 1994 – ha puntualizzato il Cavaliere – Ed è una vittoria storica per tutti i cittadini del mondo”. Il presidente del Senato Franco Marini, infatti, ha
ricordato che l’Italia è “in prima linea dal 1994”, quando “per soli 8 voti la risoluzione sulla moratoria non passò”.

Il presidente della Camera Fausto Bertinotti, invece, ha riconosciuto “a tutti i gruppi parlamentari il contributo offerto per questo obiettivo”, ribadendo che “non è una manifestazione
arbitraria di patriottismo istituzionale”, ma “un fatto di grande civiltà”.

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