La Giornata Internazionale “Città per la Vita – Città contro la Pena di Morte”

By Redazione

La Giornata Internazionale “Città per la Vita – Città contro la Pena di Morte” del 30 novembre ricorda l’anniversario della prima abolizione della pena di morte dall’ordinamento
di uno stato europeo, da parte del Granducato di Toscana nel 1786, l’iniziativa – giunta alla sua sesta edizione – è promossa dalla Comunità di Sant’Egidio e sostenuta dalle
principali associazioni internazionali per i diritti umani, raccolte all’interno della World Coalition Against the Death Penalty.

Mille città sono già diventate “Città per la vita”: tra esse capitali europee come Roma, Vienna, Parigi, Bruxelles, Madrid, Berlino, e mondiali, tra cui Città del
Messico, Buenos Aires, Bogotà, Santiago del Cile, Maputo, Dakar. Tutti i loro monumenti “simbolo” verranno illuminati formando un ampio schieramento morale mondiale per chiedere di
fermare tutte le esecuzioni capitali.
“Nel mondo sono sempre meno gli Stati che ancora adottano la pena di morte, con un trend fortunatamente in costante diminuzione – hanno dichiarato il Presidente della provincia Paolo Filippi e
il Vice Presidente Maria Grazia Morando -. L’approvazione della Risoluzione per una Moratoria Universale della Pena capitale alla terza Commissione dell’Assemblea Generale dell’O.N.U., che lo
Stato italiano ha voluto con forza, ha segnato nel mese di novembre una tappa decisiva per l’affermazione di una giustizia senza morte”.
Progressi del fronte abolizionista si segnalano, a livello di opinione pubblica o nelle leadership, anche in molti stati mantenitori quali gli Stati Uniti, dove si è aperto un ampio
dibattito sulla costituzionalità dell’iniezione letale, così come in alcuni importanti Paesi dell’Asia (Taiwan, Corea del Sud). L’Africa, pur provata più di altri
continenti dai conflitti e dalle povertà, si distingue per un trend positivo sia nella diminuzione costante del numero delle esecuzioni che nell’aumento dei Paesi che attuano una
moratoria de facto. Oltre la metà dei paesi africani non applica più la pena di morte. La più recente notizia in questo senso è data dall’annuncio dell’abolizione
della pena capitale in Gabon.
“In questa Giornata 1000 città per la vita si uniranno idealmente manifestando una accanto all’altra, per dire insieme NO alla pena di morte e affermare con la loro voce l’espressione di
un’autentica cultura e civiltà della vita. A questo impegno – hanno continuato Paolo Filippi e Maria Grazia Morando – si unisce con forza e decisione anche la vice della provincia di
Alessandria, che ribadisce il proprio no alla pena capitale”:
Molti Comuni hanno già predisposto iniziative culturali e di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sostenute e organizzate in sinergia con la Comunità di Sant’Egidio e
associazioni ad essa collegate, in Italia e in altri Paesi.

La Provincia di Alessandria, con 24 Comuni del suo territorio (Alessandria, Arquata Scrivia, Bistagno, Carrosio, Cassinelle, Castellazzo Bormida, Castelnuovo Bormida, Castelnuovo Scrivia, Gavi,
Morbello, Novi Ligure, Occimiano, Ovada, Quattordio, Rivalta Bormida, Serravalle Scrivia, Tortona, Voltaggio, Basaluzzo, Bosio, Castelletto d’Orba, Cremolino, Molare, Orsara Bormida) si
è unita in questi anni a questo schieramento contro la pena di morte. Molteplici sono le iniziative per coinvolgere i cittadini in questa campagna di civiltà, che vuole
contrastare la dilagante logica della violenza e dell’odio.
Tra queste inziative si segnala la conferenza Non c’è giustizia senza la vita. La testimonianza di Edward Mpagi Edmary che avrà luogo ad Alessandria lunedì 3 dicembre alle
ore 20,45 presso la sala conferenze di Palazzo Guasco, via dei Guasco, con la partecipazione del Vice Presidente della Provincia di Alessandria Maria Grazia Morando.

Con la Provincia di Alessandria organizzano la conferenza la Comunità di SAnt’Egidio, Amnesty International e il CSVA.

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