Mipaaf: Alla nuova Pac serve flessibilità finanziaria

Mipaaf: Alla nuova Pac serve flessibilità finanziaria

No ai Piani di sviluppo rurale divisi per regione, ma introdurre un piano finanziario unitario per ciascun Paese dell’Ue, per permettere che le risorse non spese possano tornare allo Stato
centrale e non a Bruxelles. E’ la flessibilità finanziaria uno dei punti contenuti nel documento presentato a Roma dal capo del Dipartimento delle politiche di sviluppo economico e rurale
del Mipaaf Giuseppe Nezzo, che indica la posizione italiana circa il futuro della politica di sviluppo rurale dopo il 2013.   

I Psr oggi sono al centro dell’attenzione perché il livello delle risorse finanziarie gestite da ogni singola regione, non raggiunge il 20% del totale, con il rischio che entro dicembre
tornino all’Unione europea. “Il documento – ha detto Nezzo – è un primo strumento per riflettere sulle prospettive della Pac dopo il 2013, che cade in un momento delicato essendo in
concomitanza con la definizione delle risorse economiche”.     

Oltre alla flessibilità finanziaria, tra gli altri punti nel documento vengono indicati il rafforzamento del secondo pilastro (sviluppo rurale) non solo come dotazione economica ma anche
come maggior coordinamento degli strumenti di intervento sia all’interno della Pac che con le altre politiche comunitarie; chiarezza di obiettivi e di aiuti tra quelli destinati al reddito e
quelli invece alla competitività; concentrazione sui temi dei singoli territori; semplificazione del sistema; eliminazione del meccanismo di demarcazione tra i diversi fondi, che di fatto
ostacola una razionale utilizzazione integrata delle politiche comunitarie nel loro complesso.

Ansa.it per NEWSFOOD.com

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