Mipaaf: 37 indagati, 11 arresti e 22 milioni di Euro sequestrati

Mipaaf: 37 indagati, 11 arresti e 22 milioni di Euro sequestrati

Anche oggi, 11 dicembre 2012, nulla di nuovo. Le solite ruberie, i soliti arresti. Ma non preoccupatevi, tra poche ore saranno già a casa a godersi il loro gruzzolo. Chi se ne frega se
le aziende chiudono, se le famiglie non riescono a pagare le bollette del riscaldamento o la mensa dei figli a scuola. Ci sono anche le “ruberie” legalizzate (leggi: stipendi, pensioni d’oro ed
emolumenti cumulativi vari -assolutamente in regola con le leggi “ad casta” che si sono fatte loro. Che schifo!).

MIPAAF: è da un po’ che aspettavamo questa notizia.
E’ da un po’ che non si capiva il perchè, nonostante i fiumi di denaro a disposizione per “riempire” le tasche di dirigenti, funzionari, impiegati infedeli e imprenditori disonesti
(pardon: promuovere e tutelare le eccellenze agroalimentari Made in Italy) non si riusciva ad entrare nel gotha dei fortunati “pianificati” con campagne ADV del Ministero delle Politiche
Agricole.

Speriamo che da ora in poi, il MIPAAF si accorga che, per fare una corretta informazione, è necessario utilizzare i mezzi di comunicazione idonei.

PS: e negli altri Ministeri, negli altri centri di potere, come è la situazione? (Domanda inutile: idem)
Giuseppe Danielli
Direttore Newsfood.com

Riportiamo integralmente la notizia pubblicata da AdNKronos
(adnkronos.com – ultimo aggiornamento: 11 dicembre, ore 15:28)
Roma – (Adnkronos) – Vasta operazione in materia di reati contro la pubblica amministrazione: in manette 11 tra dirigenti e funzionari pubblici. Sequestrati dalla Guardia di Finanza anche beni
per oltre 22 milioni di euro. Il ministro Catania: ”Piena fiducia nella magistratura”
Roma, 11 dic. (Adnkronos) – Sono oltre 30 i capi di imputazione per gli 11 arrestati tra imprenditori e dirigenti, funzionari e impiegati del ministero delle Politiche Agricole, al termine
dell’operazione ‘Centurione’ condotta dal Comando provinciale della Guardia di Finanza in esecuzione di un’ordinanza del Gip di Roma Flavia Costantini. Corruzione per atti contrari ai doveri di
ufficio, turbata libertà di incanti e turbata libertà nella scelta del contraente sono alcune delle accuse contestate a vario titolo ai 37 indagati.
Le indagini sono partite da una decina di esposti anonimi pervenuti alla Procura di Roma con una serie di documenti allegati appartenenti al ministero e che segnalavano presunte condotte illecite
ad opera del direttore generale del Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in agricoltura Giuseppe Ambrosio, caposegreteria del sottosegretario Franco Braga, ed ex capo di gabinetto dei
ministri Zaia e Galan, arrestato questa mattina insieme alla moglie Stefania Ricciardi, dirigente presso la direzione generale per la Promozione della qualità agroalimentare del ministero,
oltre ad altre presunte illegalità che sarebbero state commesse da dipendenti dello stesso discastero anche nella concessione di finanziamenti pubblici.
Da qui è iniziata l’attività di indagine con importanti intercettazioni telefoniche e relativi riscontri e accertamenti che hanno anche portato al sequestro di beni per un valore di
22 milioni di euro: 43 tra terreni e fabbricati, 10 autoveicoli, numerosi conti correnti, depositi titoli e polizze assicurative. A questi si devono aggiungere 32 milioni di euro in contributi
statali, che, secondo la Gdf, sarebbero stati illecitamente percepiti da alcuni imprenditori grazie alla corruzione di funzionari del ministero.
Le indagini, condotte dal Nucleo di Polizia Tributaria della Capitale e coordinate dal procuratore aggiunto Nello Rossi e dal sostituto procuratore Stefano Fava del gruppo ”reati contro
l’economia”, hanno individuato, secondo gli investigatori, “un diffuso sistema corruttivo radicato nell’ambito del ministero”, attuato in maniera sistematica in occasione di erogazioni di denaro
pubblico.
In pratica, secondo la Gdf, i dirigenti e i funzionari del Ministero coinvolti nelle indagini si accordavano di volta in volta con alcuni imprenditori per l’erogazione di contributi e
finanziamenti pubblici, per la stipula di contratti o l’aggiudicazione di gare pubbliche in regime di favore (anche attraverso la predisposizione o la partecipazione pilotata ad alcuni bandi di
gara), ricevendo compensi corruttivi di varia natura come controprestazione dell’attivita’ illecita svolta.
In cambio delle loro condotte illecite i dirigenti e i funzionari del ministero avrebbero infatti ottenuto somme di danaro in contanti e indebiti vantaggi patrimoniali, tra cui vacanze pagate
all’estero, soggiorni presso lussuosi alberghi e centri benessere in Italia, stage e promesse di posti di lavoro per parenti, amici e amanti, generi alimentari, oggetti di arredo di elevato
valore.

I dipendenti, secondo l’accusa, si sarebbero accordati per ”turnare” i vantaggi corruttivi. Infatti, laddove la misura ridotta del finanziamento pubblico non consentiva la retribuzione di tutti
i pubblici ufficiali coinvolti, a parere della Gdf, l’imprenditore provvedeva a soddisfare la richiesta di uno solo di essi con la certezza, per gli altri, di essere a loro volta soddisfatti alla
prima utile occasione.
Attraverso questo sistema gli imprenditori coinvolti sono riusciti, dal marzo 2007 al maggio 2011, ad aggiudicarsi 32 milioni di euro di finanziamenti pubblici, per lo piu’ relativi al
finanziamento di iniziative di informazione e di comunicazione per la valorizzazione delle produzioni agricole nazionali, per la tutela della salute dei consumatori, per l’educazione alimentare e
per le altre attivita’ di interesse sociale.
Dai riscontri investigativi è emerso che i 32 milioni di euro di finanziamenti erogati e appalti irregolari, sarebbero stati suddivisi in 46 tra appalti e finanziamenti e che sarebbero
almeno 20 le aziende coinvolte, nonche’ 5 enti locali.
Tra i bandi di gara che sarebbero stati oggetto di accordo corruttivo si citano ”Food4u”, per la realizzazione di campagne di sensibilizzazione rivolte a scuole italiane ed europee
sull’importanza di una consapevole alimentazione (3.780.000 euro) e ”Frutta nelle scuole”, finalizzato ad aumentare il consumo di frutta e verdura da parte dei bambini e ad attuare iniziative
che supportino piu’ corrette abitudini alimentari (oltre 13 milioni di euro). Altri contributi pubblici sono invece serviti per finanziare iniziative quali ”La Giornata Nazionale
dell’Agricoltura” (154.800 euro) e ”L’Asta Internazionale del Tartufo” (263.210 euro), quest’ultima attraverso Buonitalia S.p.a (societa’ interamente partecipata dal Ministero).

Per l’ex capo di gabinetto dei ministri Zaia e Galan, l’accusa non è soltanto quella di avere favorito, dietro compenso, alcuni imprenditori ma anche di avere cooperato alla concessione di
contributi pubblici in favore del Comune di Maratea (Potenza) e di Todi (Perugia), rispettivamente per 63.500 euro e 125mila euro, ricevendo in cambio l’omessa vigilanza edilizia da parte dei
soggetti preposti su alcune opere realizzate abusivamente nelle ville di proprietà.

Ville per la cui realizzazione il funzionario avrebbe impiegato risorse per 1.273.000 euro, non coerenti con il proprio reddito familiare. Partendo da questi elementi la Gdf ricostruendo i
redditi e il patrimonio dei due coniugi, dal 1993 al 2008, accertando una sproporzione di oltre 925.000 euro tra entrate e uscite.

“Ho piena consapevolezza di dare sempre sostegno alla magistratura di cui ho totale fiducia e attendo gli sviluppi ulteriori del procedimento anche mantenendo pieno rispetto degli indagati”. E’
quanto ha affermato il ministro delle Politiche agricole, Mario Catania, durante una affollata conferenza stampa al ministero, convocata d’urgenza in seguito alla notizia degli arresti.

“Non è un evento di cui posso dire di essere felice – ha continuato Catania – sul piano umano sono addolorato, sono cose che mai un ministro vorrebbe comunicare all’esterno”.

Il ministro ha poi riferito di aver “azzerato la spesa a partire dal 2013 delle attività di comunicazione istituzionale e promozionale del ministero in quanto hanno un alto tasso di
discrezionalità gestionale a mio parere non positivo”, ha spiegato riferendosi proprio alle spese con i fondi in bilancio dello Stato, oggetto dell’indagine rispetto alle quali è
accusato Ambrosio, già ex capo di gabinetto dei ministri Zaia e Galan.

“Stiamo parlando di fatti che sono accaduti dal marzo 2007 al maggio 2011 – ha continuato Catania – fatti tutti che ruotano sostanzialmente attorno ad attività di comunicazione
istituzionale e promozione del ministero, per le quali ogni ministero dispone di fondi. Tutti gli episodi sono riconducibili a questo – ha sottolineato – perché siccome il ministero fa
un’attività amplissima e ci lavorano migliaia di persone di assoluta onestà, e sottolineo che quello che è in ballo è ‘soltanto’ purtroppo uno specifico e singolo
spezzone delle attività del Mipaaf”.
Il ministro delle Politiche agricole ha annunciato che verranno infine formalizzate le sospensioni delle persone investite dall’indagine che ha coinvolto il ministero e sarà avviata una
verifica interna su tutto quello che è rimasto fuori dal perimetro dell’indagine.

Redazione Newsfood.com

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