Milano: “Seminario per le direzioni strategiche delle strutture sanitarie lombarde”. Formigoni presenta 5 obiettivi

Milano – Un forte appello ad unire sforzi e condividere responsabilità “per migliorare ulteriormente la qualità della sanità lombarda” è stato rivolto
dal presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, a circa duecento tra direttori generali e alti dirigenti della strutture sanitarie, che – insieme ai componenti della Consulta
della Sanità (insediata lo scorso novembre) – si sono riuniti al Palazzo Pirelli per confrontarsi sul tema de “La qualità nel Sistema Sanitario Regionale”. L’occasione
è stata il “Seminario per le direzioni strategiche delle strutture sanitarie lombarde”.

“Il nostro sistema – ha detto Formigoni che era affiancato dall’assessore alla Sanità, Luciano Bresciani e dal Direttore Generale, Carlo Lucchina – cura quasi 10 milioni di
persone, che sempre più arrivano dall’estero e che per la stragrande maggioranza esprimono soddisfazione per i servizi ricevuti.Questi risultati di eccellenza rappresentano per
tutti una grandissima responsabilità che ci invita ad un rinnovato impegno”.

Cinque i macro-obiettivi prioritari indicati da Formigoni per la sanità lombarda: elevare la qualità, umanizzando i servizi; ottimizzare i costi e ridurre le spese
correnti; puntare sul capitale umano: formazione e ricerca; sviluppare il metodo di lavoro in rete; rinnovare la fedeltà al giuramento di Ippocrate.

1 – Elevare la qualità, umanizzando i servizi – Umanizzare i servizi, secondo il presidente, significa innanzitutto “accogliere le persone in strutture tecnologicamente
avanzate”. Il piano di edilizia sanitario approvato recentemente dalla Giunta per il 2009 prevede un investimento di 812 milioni per realizzare 85 interventi. Entro il 2009 saranno
anche completati 5 nuovi ospedali (Niguarda, Como, Bergamo, Vimercate, Legnano).

Altro obiettivo fondamentale la diminuzione dei tempi di attesa: nonostante gli importanti risultati già ottenuti in questo campo, “si può fare ancora meglio”. “Per questo
– ha detto il presidente – nelle linee di indirizzo del sistema socio-sanitario 2009 abbiamo previsto un incremento dello stanziamento per le prestazioni di specialistica
ambulatoriale
pari a 125 milioni destinati prioritariamente alla riduzione delle liste d’attesa”.

E’ necessario inoltre “attuare il nuovo sistema dei controlli rigorosi delle prestazioni e delle professionalità impiegate nelle aziende per assicurare alla comunità la
bontà del servizio offerto”. “Siamo consapevoli – ha sottolineato il presidente – che la sanità lombarda è sana, ma sappiamo che anche solo una ‘mela marcia’
può incrinare la fiducia dei cittadini conquistata grazie all’ottimo lavoro svolto dai nostri medici e infermieri”. La riduzione degli errori medici e il maggiore ricorso ai
servizi informatici gli altri due punti indicati dal presiedente per l’umanizzazione dei servizi.

2 – Ottimizzare i costi e ridurre le spese correnti – La Lombardia investe 16 miliardi di euro all’anno nel settore della sanità, che rappresenta più di tre quarti
del bilancio della Regione. “Questi fondi – ha proseguito Formigoni – vanno investiti accuratamente. Dobbiamo decapitare le spese improprie, non le prestazioni, nella consapevolezza che
razionalizzare non significa razionare i servizi. Il nemico da combattere sono gli esami e i ricoveri non necessari così come l’abuso di farmaci”.

Il presidente ha chiesto quindi massima collaborazione sulle iniziative avviate: la Dote sanitaria (in sperimentazione nelle Asl di Bergamo, Brescia, Cremona, Milano2, Monza Brianza e
Lecco); l’indicazione obbligatoria dal 1 marzo 2009 della motivazione clinica (il cosiddetto “quesito diagnostico”) per le impegnative per le prestazioni ambulatoriali dei pazienti non
cronici e per le prestazioni diagnostiche (laboratorio analisi, e radiologia).

E’ necessario inoltre, “promuovere la gestione degli acquisti di beni e servizi con gare pubbliche aggregate”, “dare vita a una strategia della prevenzione, riallocando risorse
preziose” (per il 2009 c’è uno stanziamento di 7 milioni per azioni mirate) e “attuare al più presto il federalismo fiscale”. La necessità di introdurre quanto
prima il meccanismo dei costi standard, prendendo a modello le Regioni con un sistema efficiente e senza debiti, è stata sottolineata dall’assessore Luciano Bresciani.

3 – Puntare sul capitale umano: formazione e ricerca – “Valorizzare le risorse umane – ha spiegato Formigoni – significa, per la Regione, intraprendere azioni concrete:
aumenteremo le occasioni di formazione e per il 2009 abbiamo previsto un investimento di oltre 8 milioni di euro e promuoveremo la sperimentazione di tecniche innovative. Punteremo,
inoltre, su progetti di ricerca indipendente, finanziandoli con 7 milioni nel 2009”.

4 – Sviluppare il metodo di lavoro in rete – Tre i punti sottolineati dal presidente Formigoni per “passare dal solismo a una visione corale”: in una prospettiva lombarda,
incrementando l’impegno (8 milioni nel 2009) su tutte le reti di patologia e valorizzando il servizio unico di emergenza-urgenza extraospedaliero; in una prospettiva italiana, facendo
decollare i protocolli di collaborazione in campo sanitario come quello tra Lombardia, Veneto o Emilia Romagna; in una prospettiva internazionale non solo come già fatto in
ambito europeo con regioni come Rhône-Alpes e Andalusia, ma anche con Stati come Israele e Massachussets.

“La salute, oggi – ha detto Formigoni – non ha più confini e ogni cittadino europeo può decidere di essere assistito allo stesso modo in qualunque Paese europeo. La
Lombardia è pronta a sviluppare ulteriormente la sanità dei popoli, aprendo le porte della cooperazione”.

5 – Rinnovare la fedeltà al giuramento di Ippocrate – “Chiedo – ha aggiunto il presidente – un ulteriore scatto di responsabilità. Tutti gli sforzi di miglioramento
sono vani se non c’è l’impegno forte e la collaborazione dei medici, degli infermieri e di tutto il personale sanitario, che hanno un loro punto di sintesio nel giuramento di
Ippocrate, abc della professione medica”.

Formigoni ha infine citato un passo del libro di Gianni Bonadonna, che ha sollecitato quanti si occupano di medicina a fare un esame di coscienza, evitando di approcciarsi ai pazienti
come fossero un puzzle di tanti pezzetti, una specie di quadro cubista alla Picasso. “Per fare i medici – ha concluso Formigoni citando il libro di Bonadonna – serve focalizzare
l’attenzione, oltre che sulle malattie, sui pazienti e sulla loro irresistibile voglia di vivere. Perché in sanità la scienza non può mai essere scissa dalla
coscienza”.

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