Bergamo: Due studi per analizzare i rischi e i bisogni formativi nelle industrie chimiche della provincia di Bergamo

 

Bergamo – Due ricerche per analizzare i rischi e i bisogni formativi nelle industrie chimiche della provincia
di Bergamo. I due studi sono stati realizzati dalla Provincia di Bergamo, settore Attività Produttive, in collaborazione con l’Osservatorio Chimico e l’Associazione
dei Medici Competenti e Ospedali Riuniti di Bergamo per quanto riguarda la tutela della salute e con Servitec per le figure professionali. Le due ricerche sono state pubblicate su
altrettanti opuscoli.

La prima, intitolata “La tutela della salute dei lavoratori nell’industria chimica” è stata progettata e realizzata
dall’U.O. di Medicina del Lavoro degli Ospedali Riuniti di Bergamo con la collaborazione del Gruppo Industriali della provincia di Bergamo. Lo scopo principale dello studio era
quello di razionalizzare le procedure adottate dalle aziende per monitorare i livelli di esposizione e valutare le diverse tipologie di rischio connesso all’uso e alla
manipolazione di sostanze chimiche al fine di ottimizzare il rapporto tra l’impegno per la tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori e l’impiego di risorse. Alla
proposta di collaborazione hanno aderito 19 aziende chimiche della provincia. L’indagine ha documentato che “le tecnologie produttive utilizzate nel comparto chimico
bergamasco sono al top degli standard di sicurezza internazionali. Le sole carenze evidenziate erano legate all’incompletezza degli elenchi delle sostanze, alla mancanza o
incompletezza dei dati di monitoraggio dell’esposizione e al non corretto utilizzo dei valori limiti di esposizione proposti da agenzie internazionali”.

Lo studio “Bisogni formativi e figure professionali nelle industrie chimiche della provincia di Bergamo”, realizzato con Servitec, raccoglie
tutti i dati, i commenti e i suggerimenti riguardanti la formazione professionale e il know-how aziendale nel settore chimico. Dalla ricerca emerge una generale soddisfazione da parte
delle imprese sul fronte del sostegno fornito dalle associazioni territoriali e di categoria, “seppur evidenziando la carenza di corsi mirati al settore chimico o specifici alle
sue attività e la conseguente ricerca di un consulente privato”.

Studio alla mano, “secondo la maggior parte delle aziende il panorama del sistema scolastico non ha contribuito a un avvicinamento dei giovani al
settore chimico, la cui attrattività rimane molto bassa”.

Il settore Attività Produttive ha inoltre realizzato una terza pubblicazione dal titolo “Lo Sportello Unico per le attività
produttive” con l’obiettivo di delineare un’attenta analisi della normativa nazionale e regionale.

 

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