Milano, Museo di Storia Naturale: dal 28 novembre al 28 giugno, “Food la scienza dai semi al piatto”

Milano, Museo di Storia Naturale:  dal 28 novembre al 28 giugno, “Food la scienza dai semi al piatto”

food_mostra_locandinaAl Museo di Storia Naturale di Milano, dal 28 novembre al 28 giugno 2015, la mostra “Food la scienza dai semi al piatto”.
Un percorso dinamico tra le biodiversità

La Storia fatta a tavola
Storia dell’essere umano, storia dell’alimentazione. In questo modo si potrebbe riassumere l’interessante mostra allestita al Museo di Storia Naturale di Milano dal titolo “Food la scienza dai semi al piatto” a cura di Dario Bressanini con il coordinamento scientifico di Beatrice Mautino, patrocinata dal Comune di Milano, gruppo 24 ORE e dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.

La finalità della mostra, legata agli eventi intorno a EXPO 2015 (il cui tema sarà appunto quello dell’alimentazione), divisa in quattro sezioni, è quella di sostenere come “non c’è sviluppo umano senza sviluppo dell’alimentazione” come sottolinea Beatrice Mautino sulle pagine de “Il Corriere della Sera” di venerdì 28 nell’articolo “Romanzo alimentare” di Giovanni Caprara. E la sensazione è appunto quella di trovarsi di fronte ad una “storia fatta a tavola” dove i grandi “balzi” che l’umanità ha compiuto da quando le scimmie si sono evolute in qualcosa di “altro” sino ai giorni nostri, sia stata punteggiata proprio da scoperte, evoluzioni e modificazione in merito all’alimentazione.

Tutti quanti noi abbiamo studiato sui sussidiari alle Scuole Elementari di come l’agricoltura si fosse sviluppata, per la prima volta circa ottomila anni fa, nella cosiddetta “mezzaluna fertile”, ovvero la Mesopotamia. La mostra, nelle parole di Dario Bressanini, vuole anche smentire qualche luogo comune, come appunto questo: “Non è falso affermare che l’agricoltura si affermò in Iraq in quel periodo, ma è giusto dire che vi furono conquiste similari, nello stesso arco temporale, sia in Cina che nelle Ande.
Questo è stupefacente se si pensa alla grandissima lontananza geografica delle zone interessate”.

Manet - Natura morta con pesci e ostriche

Manet – Natura morta con pesci e ostriche

Un’altra grande conquista, più che l’invenzione dell’aratro, fu l’invenzione della pentola: “Sicuramente cuocere verdure ha consentito alla popolazione umana di incamerare più nutrimenti e quindi di aumentare sensibilmente” afferma Beatrice Mautino. La mostra è un susseguirsi di grandi tappe in cui Storia e Alimentazione viaggiano, per così dire, “a braccetto”. Ecco notare come l’agricoltura ottiene grandi successi e fa grandi scoperte fino all’epoca romana, dove sostanzialmente si ferma.

Poi, con le invasioni barbariche, i popoli del nord riportano in Europa una società legata più alla caccia che alle colture, che sopravvivono solo nei monasteri.
“Il Rinascimento è stato anche rinascita dell’agricoltura” dicono i due curatori e poi la sterzata decisiva arriva con la commercializzazione su larga scala di piante e frutti provenienti dal continente Americano. “La storia dell’Uomo sarebbe stata molto diversa se non fossero esistite la patata e il mais, che furono, per almeno trecento anni, l’alimento principale di praticamente l’intera popolazione mondiale” dice Mautino.

Un lungo percorso evolutivo quindi che non si è ancora concluso: “Il prossimo obiettivo è quello di coltivare lattuga su Marte” dice un po’ scherzando e un po’ no Dario Bressanini.
Chissà che i marziani non siano i più rigorosi vegetariani del Sistema Solare?

Mattia Nesto
Newsfood.com

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