Autunno, tempo di cachi, un frutto autunnale per eccellenza

Autunno, tempo di cachi, un frutto autunnale per eccellenza

Cachi fotoUno dei frutti autunnali per eccellenza può essere una buona alternativa per un gustoso snack energetico

Nel suo “Quaderno di quattro anni” il poeta Eugenio Montale, dopo un pellegrinare durato qualche anno verso più o meno intrepidi sperimentalismi, ritorna alla consacrazione simbolica delle piccole cose: la spazzola, il lustrino, il colpo di scopa, il briquet e pure il punteruolo di diaspro.
Ma nella magica e simbolica lingua del poeta che cosa stava a significare “il punteruolo del diaspro”? I termini appaiono molto più simili ad invocazioni alchemiche piuttosto che a cose comuni.  Niente di più sbagliato; si tratta invece, molto semplicemente, del picciolo del caco.
Al poeta di Monterosso dunque piacevano i cachi, quei dolci “globi color del fuoco” così tipici del periodo autunnale. Infatti la parola dyaspros deriva dal greco e vuole dire “frutto di fuoco”.

Ecco che da un rimbalzo poetico si può andare a parlare di alimentazione.
Ma come si scrive in modo corretto?
Chiediamo a Wikipedia

Caco – divinità della mitologia romana.
Cachi (o diòspiro, caco è una forma popolare) – il frutto dell’albero Diospyros kaki
Caco – duca del Friuli tra il 610 e il 625 circa.

Il cachi è un frutto tipicamente autunnale, molto dolce e dall’alto contenuto zuccherino ed energetico.

Cento grammi di questo frutto forniscono 65-70 calorie. Quindi si tratta di un alimento molto indicato per gli sportivi, al posto di barrette energetiche o integratori, ed anche per i bambini. Infatti il sapore molto dolce può convincere anche il bambino più ritroso nei confronti della frutta, ad assaggiare questo globo-tramonto. Per le sue proprietà, come il fatto di essere ricco di fibre, minerali e vitamine (potassio, ferro, magnesio e vitamina C, oltre al beta-carotene) è consigliabile per combattere i problemi relativi alla stitichezza.

Originario della Cina, è molto diffuso in Italia, soprattutto nel Centro-Nord, ma anche in Campania. Il frutto viene raccolto quando il processo di maturazione non è ancora completato e così lo si trova anche al momento dell’acquisto. Infatti per assaggiare il caco bisogna farlo maturare, compiendo un piccolo esercizio di pazienza, utile in questo mondo frenetico.
Ponendolo di fianco ad esempio a delle mele, in pochi giorni i nostri cachi diventeranno morbidi, dolci e succosi: un gustoso spuntino, mentre fuori “piove e tira vento”, con i frutti del fuoco.

Mattia Nesto
Newsfood.com

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