Milano: «Milano scopre Guareschi – Guareschi scopre Milano»

By Redazione

 

In occasione del centenario della nascita di Giovannino Guareschi (1908-1968), dal 14 al 30 novembre, la Sala Fontana di via Boltraffio 21 ospiterà l’iniziativa
«Milano scopre Guareschi – Guareschi scopre Milano»: una mostra, uno spettacolo teatrale e una conferenza in omaggio al genio letterario dell’autore di Don Camillo e
Peppone.

«Con Guareschi – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory – non si può che affermare che ancora oggi questa è un’Italia
provvisoria, che non sa pensare da sola, chiusa in retaggi ideologici».

«Parlare di Guareschi – ha aggiunto – significa rappresentare l’esistenza di una terza via tra la cultura conformista e la cultura anticonformista: si chiama libertà
artistica e dignità del pensiero».

Il progetto è realizzato da Elsinor Teatro Stabile d’Innovazione in collaborazione con il Centro Culturale di Milano e promosso dall’Assessorato alla Cultura del
Comune, con il Patronato della Regione Lombardia, il Patrocinio del Comitato Nazionale per le celebrazioni della nascita di Giovannino Guareschi e della Direzione Generale per i Beni
Librari e gli Istituti Culturali del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Nel centenario della nascita di Giovannino Guareschi (1908-1968), Elsinor Teatro Stabile d’Innovazione in collaborazione con il Centro Culturale di Milano realizza il Progetto
MILANO SCOPRE GUARESCHI GUARESCHI SCOPRE MILANO, un doveroso omaggio al genio del padre letterario di Don Camillo e Peppone, specchio dell’Italia degli anni ’50.

Promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, con il Patronato della Regione Lombardia, con il Patrocinio del Comitato Nazionale per le celebrazioni della nascita
di Giovannino Guareschi e della Direzione Generale per i Beni Librari e gli Istituti Culturali del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il progetto si articola in una
mostra, uno spettacolo teatrale, una conferenza.

L’opera di Guareschi va riletta nella sua complessità, perché lo scrittore lavorava su diversi piani contemporaneamente, quindi a completamento dell’allestimento
teatrale si propone un percorso fatto di immagini e parole, che comprende il coinvolgimento di altre iniziative per ripercorrere una vita, una carriera artistica e intellettuale
controversa, segnata da successi e polemiche.

Il progetto, presentato al Teatro Sala Fontana, prevede la mostra Don Camillo nel mondo: le copertine e le illustrazioni internazionali di Mondo Piccolo, lo spettacolo Don Camillo e
Peppone sono me e la conferenza Ho scelto la libertà.

Allestita nel foyer del teatro per gentile concessione di Carlotta e Alberto Guareschi e dell’Archivio Guareschi di Roncole Verdi, la mostra, ad ingresso gratuito dal 14 al 30
novembre, mette a disposizione del pubblico milanese una straordinaria raccolta delle più belle copertine e illustrazioni dei libri di Guareschi nelle edizioni di tutto il mondo.
Sono state selezionate le creazioni grafiche più originali e interessanti dal punto di vista artistico ed espressivo tra più di trecento edizioni straniere delle opere
letterarie dello scrittore, conservate nell’Archivio Guareschi di Roncole Verdi.

Lo spettacolo Don Camillo e Peppone sono me, prodotto da Elsinor Teatro Stabile d’Innovazione in collaborazione con Arrivano dal mare!, diretto da Franco Palmieri e interpretato
da Stefano Braschi, è in scena dal 18 al 30 novembre in prima nazionale. Tratto da racconti di Giovannino Guareschi è un poetico omaggio all’autore. Lo spettacolo ha
incontrato il beneplacito di Carlotta e Alberto Guareschi, figli dello scrittore.

Ho scelto la libertà è il titolo e il tema della conferenza di lunedì 24 novembre alle ore 21,00, rivolta al pubblico milanese per parlare dell’incontro tra
la nostra città e il mondo dello scrittore emiliano attraverso le testimonianze degli scrittori e giornalisti Alessandro Gnocchi e Giorgio Torelli e con Camillo Fornasieri,
direttore del Centro Culturale di Milano.

Guareschi, tradotto in più di cinquanta lingue e letto, quindi, in tutto il mondo, continua a registrare in Italia da oltre cinquant’anni vendite vertiginose e costanti nel
tempo. È stato celebrato in tutt’Italia e, fra le varie località, ricordiamo Bologna, Roma, Rimini, Genova, Cervia.

Milano, città protagonista della rinascita degli anni ’50 e ’60, che ha visto la nascita editoriale e giornalistica del Candido di Guareschi, con le ali spiegate
verso l’EXPO, nel centenario della nascita festeggia e ricorda questo suo figlio adottivo, che ha fatto tanta strada, partendo proprio da questa città.

PROGRAMMA

dal 14 al 30 novembre 2008
Teatro Sala Fontana – Foyer

LA MOSTRA

Don Camillo nel mondo: le copertine e le illustrazioni internazionali di Mondo Piccolo
per gentile concessione di Carlotta e Alberto Guareschi e dell’Archivio Guareschi di Roncole Verdi

ORARI

da lunedì a venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18
sabato e domenica dalle 15 alle 18

INGRESSO LIBERO

info Teatro Sala Fontana tel. 02.69015733
prenotazioni scuole tel. 02.606021

dal 18 al 30 novembre 2008
Teatro Sala Fontana

LO SPETTACOLO

Don Camillo e Peppone sono me

prima nazionale

tratto da racconti di Giovannino Guareschi produzione Elsinor Teatro Stabile d’Innovazione in collaborazione con Arrivano dal mare! con Stefano Braschi scrittura e messa in scena
dei burattini Stefano Giunchi costruzione dei burattini Brina Babini drammaturgia e regia Franco Palmieri.

ORARI

da martedì a sabato ore 20.30
domenica ore 16
lunedì riposo

info Teatro Sala Fontana tel. 02.69015733
http://www.elsinor.net

24 novembre 2008 – ore 21.00
Teatro Sala Fontana

LA CONFERENZA

Ho scelto la libertà
conversazione con Alessandro Gnocchi, Giorgio Torelli

coordina Camillo Fornasieri in collaborazione con il Centro Culturale di Milano

INGRESSO LIBERO

info e prenotazioni Centro Culturale di Milano – tel. 02.86455162 – http://www.cmc.milano.it

LA MOSTRA

Teatro Sala Fontana
dal 14 al 30 novembre 2008

DON CAMILLO NEL MONDO: LE COPERTINE E LE ILLUSTRAZIONI DI MONDO PICCOLO
per gentile concessione di Carlotta e Alberto Guareschi e dell’Archivio Guareschi di Roncole Verdi

La mostra, allestita nel foyer del Teatro Sala Fontana ad ingresso libero, è l’omaggio più significativo a Giovannino Guareschi, autore amato e conosciuto non solo
in Emilia e in Italia, ma in tutto il mondo. E se in Italia le vendite del primo libro di Don Camillo superarono il milione di copie, in Francia raggiunsero le ottocentomila. Lo stesso
autore restò stupito della fortuna che i suoi personaggi riscuotevano ovunque, ma lo sarebbe ancor di più oggi se sapesse che in tutti questi anni sono state acquistate
oltre venti milioni di copie di tutti i suoi libri. Grazie al suo successo internazionale, con 20 milioni di copie vendute nel mondo e oltre 400 edizioni in tutte le lingue, Guareschi
è, e resta, ancora oggi uno degli scrittori italiani più tradotti e più amati dal pubblico internazionale.

La mostra mette a disposizione del pubblico milanese una straordinaria raccolta delle più belle copertine e illustrazioni dei libri di Guareschi nelle edizioni di tutto il mondo
e allo stesso tempo un’incredibile testimonianza della fama inalterata di questo autore a livello internazionale. Fra le oltre trecento edizioni straniere delle opere letterarie
di Guareschi conservate nell’Archivio Guareschi di Roncole Verdi, sono state selezionate le creazioni grafiche più originali e interessanti dal punto di vista artistico ed
espressivo. Nella carrellata di copertine ed illustrazioni spiccano gli autori che si contraddistinguono per estrema finezza e qualità e per essere riusciti a elaborare
un’immagine personale del prete, del sindaco e di tutti gli altri personaggi del Mondo Piccolo, profondamente diversa dalle illustrazioni di Guareschi e dalla trasposizione
cinematografica dei suoi racconti.

ELENCO ILLUSTRAZIONI

Gus Bofa alias Gustave Blanchot
5 illustrazioni da Le petit monde de Don Camillo, Ed. Vie, 1956
(Prima storia, Il Battesimo, La disfatta, La processione, Giallo e rosa)

Karel Thole
5 illustrazioni da varie opere

Gipi alias Gian Alfonso Pacinotti
5 illustrazioni da Don Camillo, Ed. Cuore, 1994

Istvàn Kelemen
5 illustrazioni da Don Camillo kisvila’ga, Europa Konyvkiado, 1990
(Peccato confessato, In riserva, La bomba, La disfatta, Inseguimento)

LO SPETTACOLO

Teatro Sala Fontana
dal 18 al 30 novembre 2008

Elsinor Teatro Stabile d’Innovazione in collaborazione con Arrivano dal mare!
presenta

DON CAMILLO E PEPPONE SONO ME

prima nazionale

dai racconti di Giovannino Guareschi adattamento e regia Franco Palmieri con Stefano Braschi e in baracca Luca Ronga scene e costumi Emanuela Pischedda suoni Franco Visioli disegno luci
Giorgio Cervesi Ripa scrittura e messa in scena dei burattini Stefano Giunchi costruzione dei burattini Brina Babini spettacolo inserito in Invito a Teatro

Lo spettacolo, prodotto da Elsinor Teatro Stabile d’Innovazione in collaborazione con Arrivano dal mare!, è un omaggio a Guareschi non solo per celebrarne il centenario
dalla nascita, avvenuta il 1° maggio scorso, ma anche per la ricorrenza dei 60’anni dalla pubblicazione di Don Camillo e i 40’anni dalla morte, avvenuta il 22 luglio
1968.

La passione per lo scrittore emiliano ha messo in contatto Franco Palmieri, regista dello spettacolo, con il Festival Arrivano dal mare!, che aveva indipendentemente già
realizzato le maschere di Peppone e don Camillo, lasciandole in attesa di impiegarle in un progetto adatto alla messa in scena. Nel 1993 il Festival Arrivano dal mare! aveva ospitato
Rosencrantz e Guildenstern sono morti, di Tom Stoppard, prodotto da Elsinor, a cui viene assegnata la Sirena d’oro.

Rivivono nello spettacolo gli indimenticabili Don Camillo e Peppone e altri personaggi, gli oggetti parlano, il fiume scorre, la scena è la pagina bianca su cui Stefano Braschi
veste i panni dell’autore e ricrea brani di vita della bassa, vicende sagge e ben piantate per terra, tra la Via Emilia e il Po.

Le scene disegnate da Emanuela Pischedda e gli ambienti sonori di Franco Visioli sono il teatro e lo spazio vitale di quel Mondo Piccolo, che «non è qui, però: non
è in nessun posto fisso: il paese di Mondo Piccolo è un puntino nero, che si muove in su e in giù lungo il fiume per quella fettaccia di terra che sta tra il Po e
l’Appennino, ma il clima è questo in un paese come questo, basta fermarsi sulla strada a guardare una casa colonica affogata in mezzo al granturco e alla canapa. E subito nasce
una storia». Nascono storie che sono spettacolo, sempre.

Il sipario si apre con le parole di Giovannino Guareschi: «Il mio cappotto ha una piccola toppa proprio in corrispondenza del cuore. Ed è ben cucita, e di panno spesso, ma
dal forellino che essa copre entra un sottile soffio d’aria gelida, anche quando non c’è vento e il sole è tiepido. E il cuore duole, trafitto da quello spillone di
ghiaccio». Il cuore, per l’autore, coincide con la sua penna e con la sua originalissima scrittura, capaci, entrambe, di scorgere e di fissare gli infiniti tratti di una
piccola-grande umanità, che vive tra la bassa e l’argine del fiume, vicina e legata a quell’acqua che «la gente stava lì a guardare trattenendo il fiato,
e si udiva soltanto lo scrosciare dell’acqua, ma pareva una musica». La presenza del grande fiume, che silenzioso attraversa la pianura, è costante nell’opera dello
scrittore emiliano e scandisce anche il tempo dello spettacolo, con il suo carico di storie, di poesia, di umanità e di mistero. Il fiume è un personaggio, è il
perimetro e l’orizzonte delle storie, è un amico di ogni vita. La realtà e la poesia si intrecciano senza sosta in tutte le trame del Mondo Piccolo e si rinsaldano
sul palcoscenico in questo spettacolo, che ricrea, in un clima di magica e immediata popolarità, scene umili e poetiche, nate dalla saggia e infantile logica contadina, capace di
nominare le cose e di gustarne il valore.

NOTE DI REGIA

Guareschi ha una casa sul palco

Tutto è cominciato nel 2005, in autunno, con la lettura del Diario clandestino quando, pagina dopo pagina, affiorava il segreto e l’anima della sorprendente
creatività di Giovannino. Il viaggio è proseguito attraverso tanti altri episodi del Mondo Piccolo che alimentavano ancora di più la voglia di conoscerlo e di
ripercorrere quella terra spanna a spanna. Poi in auto fino alla casa di Roncole, in gennaio, quando di mattina la brina è stesa sui campi. E altre volte in primavera, per
cercare di imparare la linea austera dell’argine. Fino all’inaspettata e autentica familiarità con Alberto e Carlotta, i due figli, che, ricordando storielle
appassionanti e commoventi del loro padre, raccontavano preziosi e rari aneddoti dello scrittore.

Ci siamo avvicinati a Guareschi in occasione del centenario della sua nascita e abbiamo scoperto che per lui il cuore coincide con la penna: «Il mio cappotto ha una piccola toppa
proprio in corrispondenza del cuore e dal forellino che essa copre entra un sottile soffio d’aria gelida. E il cuore duole, trafitto da quello spillone di ghiaccio».

E così si alza il sipario.

Le trame del Mondo Piccolo, con santa pazienza, attendono uno spettatore, che riviva la loro bizzarra e concreta poesia. E ora, che quelle parole abitano la casa del palco, il teatro di
Guareschi ci prende per mano fino a farci toccare, con gli occhi, ogni piccolo frammento della Bassa e ci conduce ad una distanza talmente ravvicinata, da farci provare la vertigine
dell’infinito. La sfida è quella di sempre: dare voce e corpo alle parole. Ed è unicamente l’urto con i racconti di Giovannino il motore, che ha messo in
movimento la fabbrica di questo spettacolo, dove ognuno, insieme agli altri, ha costruito con passione.

Sulla scena scorrono alcuni episodi, che hanno come protagonisti i burattini in carne e ossa di don Camillo e di Peppone, gli oggetti parlano e si animano, un fiume di luce scorre e la
scena è una pagina bianca sulla quale Stefano Braschi riscrive il mondo. La terra, la magia, il sole, il dolore, l’orizzonte, il vino, l’insonnia e la gente sono i
colori, che rivivono sul palco, gli stessi che Giovannino ha dipinto con la sua saggezza contadina, capace di nominare le cose ad una ad una e di assaporarne il senso. Come quello del
fiume, il grande fiume silenzioso, che attraversa tutta la pianura e scandisce il tempo dello spettacolo, un fiume che è personaggio, perimetro, orizzonte e amico. Un fiume che
«scorre placido e lento, lì a due passi, sotto l’argine, ed è anch’esso una poesia».

Franco Palmieri

NOTE DI REGIA ARRIVANO DAL MARE!

In Romagna siamo convinti di condividere un bel tratto di DNA con Don Camillo e Peppone. In più noi cervesi ricordiamo la figura brusca e tenerissima di Giovannino per averlo
incontrato a passeggio per i viali o mentre beveva un caffè in piazza. E quindi ci sentiamo anche un po’ più intimi, di famiglia. Forse è per il dualismo
tipico del nostro carattere (rosso o nero, dei nostri o dei loro, bèl o brott, maschio o femmina, furb o patàca) che tanto ci fa rissosi e reattivi. C’è
inoltre la stessa incrollabile certezza (cristiana e laica) di essere fatti della stessa pasta, della stessa carne, dello stesso destino umano. Sembra una banalità oggi, di
fronte ai cultori del pensiero unico (qualunque sia) che non sopportano le diversità. Al contrario, è ancora ottima moneta, filosofica e morale. Litigare e volersi bene.

Due anni fa, noi di Arrivano dal Mare!, abbiamo ripreso la lettura di Guareschi e abbiamo allestito un recital (con figure) con Sergio Diotti, a partire dalla Favola di Natale. È
stata l’occasione per conoscere Alberto e Carlotta Guareschi, con i quali abbiamo accarezzato l’idea di trasporre l’epopea del Mondo Piccolo nell’interno del
Teatro dei Burattini. Abbiamo subito cominciato l’opera e, man mano che lavoravamo sui testi e sulle storie, ci siamo accorti di una cosa straordinaria: Camillo e Peppone in
baracca ci stavano talmente bene, che sembravano esserci nati.

Intanto il Mondo Piccolo è progettato da Guareschi per essere non solo uno sfondo in cui far muovere gli eventi, ma come un ambiente dettagliatissimo, dove far vivere in modo
realistico e convincente i suoi personaggi, i loro oggetti, i loro animali, le loro macchine, i loro sogni. Con i poteri assoluti di un dio, così l’autore dà vita e
autonomia al suo micro-universo; ne determina leggi, regolamenti e confini; lo popola di caratteri bene abbozzati. Un po’ come un vivaio, o meglio un laboratorio vivente. Poi lo
lascia andare, facendo sì che si agiti, cresca, prenda movimento. Poi vi guarda dentro e pesca le storie, che questi meravigliosi esserini sono riusciti a combinare. Ogni tanto
interviene per correggere qualche esagerazione o intemperanza e poi li lascia di nuovo correre e scontrarsi e dannarsi. Soffrono veramente, gioiscono veramente. Sono legati tutti dallo
stesso destino del Mondo Piccolo. Sono tutti fatti della stessa sostanza. L’Autore è il loro Creatore benevolo, il ruvido e affettuoso padre che dà il senso decisivo
alle loro trame.

Questo è anche il Teatro dei Burattini. Al posto del Prete e del Sindaco ci sono Fagiolino e il Dottor Balanzone (è fra l’altro straordinario come i caratteri di
base del nostri burattini si adattino facilmente all’epopea guareschiana). Al posto dei fedeli delle due chiese vi sono i comprimari della Commedia (Sganapino, Sandrone,
Brisabella, i Gendarmi e tutti, ma proprio tutti, gli altri). Grandi litigate e sproloqui, decisioni sconsiderate e testardaggini. Al posto delle panche di Camillo e Peppone, le
bastonate dei burattini (sempre di legno sonante si tratta). Situazioni che vanno da zero a mille in un attimo, ma anche idilli, confessioni, turbamenti emotivi. Anche i burattini
nascono con un carattere scolpito, si muovono dentro a precisi limiti (fisici nel loro caso), agiscono entro un kit predestinato di movimenti e azioni. Il Mondo Piccolo è
combinatorio: fatto cioè di elementi base con cui giocare liberamente. Come Guareschi, anche i burattinai hanno un repertorio di lazzi, di sentimenti e di storie a cui fare
riferimento. Allo stesso modo possono costruire storie, secondo la fantasia o l’ispirazione della attualità. Il Burattinaio è autore assoluto e determina il senso di
ciò che avviene in baracca. Nello stesso tempo, per una magia non ancora spiegata fino in fondo, i burattini gli prendono la mano. Hanno una tale potenza espressiva, una volta
inguantati, che sembrano avere una vitalità loro.

Poi il nostro progetto si è fuso con quello di Elsinor. Attore e burattini assieme: una bella scommessa drammaturgica e di messa in scena. Avere, per un attore pur padrone della
scena come Stefano Braschi, sul palco con lui dei burattini è pericoloso, credetemi sulla parola (ve ne accorgerete comunque vedendo lo spettacolo). Luca Ronga stesso,
burattinaio esperto, una volta che gli partono le mani sotto le teste di legno e i corpi di stoffa dei burattini, sa che deve spesso assecondarne i movimenti, gli scarti improvvisi. In
questo caso la loro pre-potenza scenica è stata rafforzata dal testo e dalle intenzioni guareschiane. Anche per lui avere un attore in scena diventa fattore di vertigine. Abbiamo
rispettato la forte autonomia dei due linguaggi teatrali. Li abbiamo accostati e li abbiamo lasciati lavorare, cercando di valorizzare i punti di contatto, gli incontri, i giochi
comuni. Alla fine la partita è diventata la stessa. Come succede sempre anche a Camillo e Peppone.

Stefano Giunchi

ELSINOR TEATRO STABILE D’INNOVAZIONE

È il primo centro interregionale di produzione e programmazione teatrale in Italia. L’attività di Elsinor spazia dalla produzione di teatro di prosa e di teatro
ragazzi all’organizzazione di rassegne e della formazione in Lombardia, dove a Milano gestisce il Teatro Sala Fontana, in Toscana, dove a Firenze gestisce il Cantiere Florida, e
in Emilia Romagna, dove a Forlì gestisce il Teatro Giovanni Testori. Soci fondatori e direttori artistici sono Stefano Braschi, Franco Palmieri ed Enrica Paoletti.

Al centro dell’impegno produttivo di Elsinor, condiviso con artisti, registi, scenografi e attori di diversa formazione, è l’attenzione ai linguaggi della
drammaturgia contemporanea, il confronto con la tradizione e le nuove prospettive di lettura dei testi classici. Attuando diverse forme di collaborazione tra artisti, enti locali,
università e scuole e rispondendo alla crescente domanda di utilizzo del teatro come strumento educativo e formativo, Elsinor gestisce interventi di formazione teatrale e conduce
stages teatrali con associazioni universitarie. Collabora stabilmente con l’Associazione Universitaria Compagnia degli Scalpellini di Bologna, La Skenè di Milano, Teatro 26
di Firenze con progetti articolati, che prevedono attività seminariali e allestimenti teatrali. Inoltre è titolare della collana Il teatro come gesto, per cui ha curato
l’adattamento teatrale di Decalogo 1 di Kieslowski-Piesewicz, Giotto l’uomo che dipinge il cielo, l’inedito La Rocca di T. S. Eliot e I Trionfi di Giovanni Testori.

Elsinor organizza, in collaborazione con il Teatro del Buratto e Regione Lombardia, il Festival dello Spettacolo per Ragazzi Segnali ed ha curato la realizzazione di eventi di letture
pubbliche della Divina Commedia, proponendo i 100 canti dell’opera simultaneamente a Milano, Firenze e Bologna in luoghi significativi delle città.

ARRIVANO DAL MARE!

È il nome del più antico e noto festival del Teatro di Figura in Italia, che si svolge dal 1975 a Cervia, in Emilia Romagna. Il festival si svolge nelle prime settimane di
maggio e coinvolge anche altre località. Nel festival, tradizionale appuntamento annuale di professionisti, studiosi, amatori e pubblico, trovano ospitalità compagnie e
artisti provenienti da tutto il mondo. È ospitata, ogni due anni, la Vetrina Italiana del Teatro di Figura con una rassegna delle più recenti produzioni. Nel festival si
svolgono convegni e workshop e vi è annesso uno show-room con la presentazione di artisti e costruttori del settore. Ogni anno nell’ambito della manifestazione vengono attribuite
le Sirene d’Oro, premio ad artisti e personalità che “con il loro lavoro abbiano contribuito a sviluppare e illuminare il Teatro di Figura nel mondo”. Tra i nomi di rilievo: Tom
Stoppard, Lele Luzzati, Dario Fo, Mimmo Cuticchio, Maria Signorelli, Otello Sarzi, Sergej Obratzov, Sergio Leone, ecc.

Stefano Giunchi è Il Direttore Artistico del Festival Arrivano dal mare!, che è anche il nome del Centro Teatro di Figura di Cervia, cooperativa sociale e culturale che
gestisce il festival; una compagnia, una scuola di formazione professionale per burattinai e contastorie (l’Atelier delle Figure/Scuola per Burattinai e Contastorie è attivo dal
2002 ed offre corsi di formazione per animatori del teatro di figura con docenti, tra cui Sergio Diotti, Luca Ronga, Paola Serafini, Luì Angelini, Gaspare Nasuto, Romano
Danielli, Alfonso Cipolla, Luigi Allegri, Mimmo Cuticchio) e il Museo B&F (Burattini e Figure).

Arrivano dal mare! ospita anche la sede delle associazioni Burattini e Salute e FIMS (Federation Internationale Marionnettes et Santé).

GUARESCHI E MILANO

Giovannino Guareschi, nato a Fontanelle, frazione di Roccabianca nel parmense, il 1° maggio 1908, è stato scrittore, giornalista, disegnatore, sceneggiatore e umorista.
È lo scrittore italiano più venduto nel mondo: più venti milioni di copie. La sua creazione più famosa è Don Camillo, il parroco che parla col Cristo
dell’altare maggiore. Suo antagonista è il sindaco del paese, l’agguerrito Peppone, comunista, diviso tra il suo lavoro di meccanico e l’impegno politico.

Arrivato nel 1936 a Milano, Guareschi comincia a collaborare con varie testate, tra cui Bertoldo, rivista satirica edita da Rizzoli ideata da Cesare Zavattini e diretta da Giovanni
Mosca e Vittorio Metz, di cui inizialmente è redattore e subito dopo redattore capo e al quale collabora anche con rubriche e disegni. Pubblica nel 1941 il suo primo libro, La
scoperta di Milano: «una enorme città che comincia sempre e non finisce mai, dove il problema del traffico diventa oggetto di interesse di poeti e musicisti che cercano di
carpire il segreto di quella sublime armonia fatta di rosso, di giallo e di verde, di rapidi arresti e di balzi fulminei. In centro poi, ti trovi al cospetto del Duomo e ti stupisci che
sia senza il regolamentare panettone davanti, come nei cartelli pubblicitari. E come arrivare in Galleria nell’ora in cui la gente non esiterebbe a munirsi di piccone e a scavar dei
condotti sotterranei pur di poter conquistare un aperitivo. […] Solo di notte, a Milano, puoi udire il tuo passo. Di giorno è impossibile: mille passi risuonano assieme al tuo,
mille rumori si sovrappongono e fanno un unico baccano. Forse è per questo che il desiderio di vedere dell’acqua è ossessionante nei milanesi: hanno persino stampata una
serie di cartoline in tricromia, a montaggio fotografico, intitolata: Se a Milano ci fosse il mare. E si vedono le barchette e le gondole in piazza del Duomo e davanti alla
Scala».

Nel frattempo le sue collaborazioni si intensificano, dal Corriere della Sera a La Stampa, all’Ambrosiano, all’EIAR. Nell’ottobre del 1942, però, viene arrestato con
l’accusa di diffamazione contro Mussolini, che gli costa la perdita della collaborazione a La Stampa e all’EIAR. Richiamato alle armi per punizione viene catturato dai tedeschi
dopo l’8 settembre e internato nei Lager in Polonia e Germania. Rimpatriato nel settembre del 1945, ritorna a Milano con la moglie e i due figli sfollati in campagna e nel
dicembre dello stesso anno fonda il Candido, settimanale del sabato, assieme a Giovanni Mosca e Giaci Mondaini. Dirige il settimanale assieme a Mosca fino al 1950, poi come direttore
unico fino al 1957 e continua a collaborarvi fino all’ottobre del 1961, data della chiusura del settimanale.

Nel 1952 si trasferisce con la famiglia a Roncole di Busseto, paese natale di Giuseppe Verdi, dove ha fatto costruire la sua casa che chiama L’Incompiuta. Il 27 settembre 1957
apre un caffè a fianco della casa natale di Giuseppe Verdi, dove in vetrina spicca il cartello «In questo locale non c’è Juke box». Nel 1964 realizza un suo
antico sogno disegnando e inaugurando il suo ristorante dove, scrive, il «servizio è lento, ma cordiale».

Il 22 luglio 1968 Giovannino Guareschi si spegne a Cervia per infarto cardiaco.

LA CONFERENZA

Teatro Sala Fontana
24 novembre 2008 – ore 21

HO SCELTO LA LIBERTA’

conversazione con Alessandro Gnocchi, Giorgio Torelli
coordina Camillo Fornasieri

in collaborazione con il Centro Culturale di Milano

La conferenza dal titolo Ho scelto la libertà, al Teatro Sala Fontana ad ingresso libero lunedì 24 novembre alle 21, vuole essere un omaggio alla memoria di Guareschi,
basato su testimonianze reali che possano restituire al pubblico milanese un ritratto umano e storico del creatore di don Camillo e Peppone.

Interverranno alla conferenza Alessandro Gnocchi, studioso e Giorgio Torelli, giornalista, coordinerà Camillo Fornasieri, Direttore del Centro Culturale di Milano.

Alessandro Gnocchi si occupa delle tematiche religiose nella letteratura moderna e contemporanea. È il maggiore studioso di Giovannino Guareschi, a cui ha dedicato molte opere,
tra le quali Giovannino Guareschi: una storia italiana (Rizzoli), Don Camillo, il Vangelo dei semplici (con Mario Palmaro, Ancora) e Viaggio sentimentale nel Mondo Piccolo di Guareschi
(Rizzoli). Ha pubblicato saggi su Carlo Collodi, Sherlok Holmes, J.R.R. Tolkien, Gilbert Keith Chesterton, Georges Simenon. Con Fede & Cultura ha pubblicato L’Ave Maria di don
Camillo.

Giorgio Torelli (1928), è giornalista dal 1954, quattordici anni con Montanelli a Il Giornale e testimone dei rapporti tra Montanelli e Guareschi nella Milano degli anni
’50 e ’60.

È il testimone contemporaneo più prezioso di Guareschi. Ha conosciuto e frequentato assiduamente il creatore di Don Camillo e i suoi figli Alberto e Carlotta, che hanno
reso disponibile molto del materiale per la realizzazione del suo libro su Guareschi. L’opera è costruita come un album di ricordi, episodi, aneddoti, in cui testo e disegni
(molti dello stesso Guareschi) contribuiscono a dipingere con verità quel mondo così ricco di umanità e per questo sempre attuale.

INGRESSO LIBERO
info e prenotazioni Centro Culturale di Milano tel. 02. 86455162 – http://www.cmc.milano.it

INFO

TEATRO SALA FONTANA -via Boltraffio, 21 – 20159 Milano – Tel. 02.69015733
fontana.teatro@elsinor.net-www.elsinor.net

accesso ai disabili

tram 3- 4-7-11
bus 82-90-91-92
metropolitana linea 3 (fermata Zara)
parcheggio convenzionato Via Ugo Bassi, 3

LA MOSTRA

Don Camillo nel mondo: le copertine e le illustrazioni internazionali di Mondo Piccolo

ORARI

da lunedì a venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18
sabato e domenica dalle 15 alle 18

INGRESSO LIBERO

prenotazioni scuole tel. 02.606021

LO SPETTACOLO

Don Camillo e Peppone sono me

ORARI

da martedì a sabato ore 20.30
domenica ore 16
lunedì riposo

BIGLIETTERIA – apertura solo nei giorni di spettacolo dalle ore 18.00
domenica dalle ore 14.00 – tel. 02.6886314
prevendita su circuito vivaticket.it

BIGLIETTI

posto intero € 16
riduzione giovani fino a 25 anni € 12
riduzione anziani oltre 60’anni e giovani fino a 14 anni € 8
promozione speciale mercoledì posto unico € 12
Fontanacard intero quando e con chi vuoi € 87
Fontanacard ridotto giovani fino a 25 anni ed enti convenzionati – 6 ingressi quando e con chi vuoi € 66

LA CONFERENZA

Ho scelto la libertà

Teatro Sala Fontana – ore 21

Info e prenotazioni CENTRO CULTURALE DI MILANO – Via Zebedia 2 – 20123 Milano – tel. 02.86455162 – http://www.cmc.milano.it

INGRESSO LIBERO

 

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