Viterbo: Provincia e Comune a Bagnoregio ricordano Bonaventura Tecchi

 

Con un incontro di alto spessore scientifico, organizzato dal Comune di Bagnoregio e dall’assessorato alla Cultura della Provincia di Viterbo, sarà celebrato venerdi 31
ottobre il 40° anniversario della morte di Bonaventura Tecchi, all’auditorium «V.Taborra» della città dove lo scrittore nacque nel 1896.

Tecchi è uno dei massimi romanzieri cattolici del ‘900. Vissuto per lungo tempo anche in Germania e Boemia, fu forse il più insigne germanista del secolo, docente
universitario a Padova e Roma, direttore del Gabinetto scientifico e letterario G.P. Viesseux di Firenze.

Fu anche membro della Deputazione della Provincia di Viterbo dal 1944 al 1951, cittadino onorario del capoluogo e di Ronciglione, di cui era originario il padre Giovanni. Un letterato
che alla sua «antica terra» – che è anche il titolo di una sua opera – a Bagnoregio e nella Tuscia tornava sempre perché lì, ricorda il sindaco Erino
Pompei «trovava quello che Giorgio Petrocchi definiva un patrimonio, un bagaglio dal quale traeva forza e continua alimentazione, continuo fomite alla sua arte narrativa e anche
alla sua attività di germanista, di critico, di studioso, di storico».

Un meeting, quello di venerdì, che l’assessore alla Cultura della Provincia, Renzo Trappolini, considera «importante nell’attuale momento di trasformazioni
attese per la Tuscia dall’aeroporto e dal porto di Civitavecchia, in termini di multiculturalità dei flussi di viaggiatori che si confronteranno con la nostra solida
identità culturale».

Tema dell’incontro, che avrà inizio alle 9,30 e si protrarrà per l’intera giornata, è infatti «Identità di una terra antica: Bonaventura
Tecchi, la Tuscia, l’Europa».

Dopo il saluto del sindaco Pompei apriranno i lavori gli interventi del vescovo di Viterbo, Lorenzo Chiarinelli, del rettore dell’Università della Tuscia, Marco Mancini, e
dell’assessore Renzo Trappolini, che ricorderà l’attività di Tecchi amministratore provinciale.

Le relazioni ufficiali saranno tenute dal presidente dell’Istituto Studi germanici, Paolo Chiarini, sul tema «La Villa Sciarra» di Bonaventiura Tecchi, dal preside
della facoltà di Lingue dell’Università di Bologna, Alberto Destro, sul tema «Dall’individuale all’universale: la definizione goethiana di Tecchi
germanista».

La dottoressa Laura Desideri del Gabinetto Viesseux parlerà del Tecchi direttore del Viesseux, prima che Michelina Tecchi, presidente del Centro Studi Bonaventuriani, fondato
dallo zio, e custode delle sue memorie, intrattenga l’uditorio con «Le due voci».

Letture dalle opere dello scrittore sono state affidate all’attrice Dunia Batoli e, nel pomeriggio, Luigi Martellini, docente di Letteratura italiana moderna e contemporanea
all’Università della Tuscia parlerà de «L’Antica terra abbandonata di Tecchi, ovvero della poetica rimembranza». Paola Cagiano de Azevedo, del
ministero dei Beni culturali, illustrerà «L’Archivio Tecchi: considerazioni e possibili prospettive».

I lavori saranno conclusi dalla relazione di Alberto Raffaelli, docente di Lingua e letteratura italiana all’Università di Avignone su «Bonaventura Tecchi: lettere
tra amici».

«In Provincia – ricorda Trappolini – il grande scrittore era stato già commemorato, per iniziativa del Consorzio delle biblioteche, il 23 maggio del 1978 nel decennale
della scomparsa e nel 1988 dall’Università. Ora si aggiunge questa giornata di studio a testimonianza dell’identità culturale di una terra che, con Tecchi come
con Vincenzo Cardarelli, ha segnato pagine di grande e duraturo valore nella letteratura italiana».

 

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