Migrazione e salute in Piemonte

«Mettere a disposizione degli operatori uno strumento che comprenda tutte le informazioni pratiche sui servizi sanitari e sociali destinati agli stranieri non iscritti al Servizio
sanitario nazionale, consentirà di rafforzare la collaborazione esistente tra gli enti che si occupano di immigrazione e di agevolare i percorsi di assistenza e cura».

Lo ha dichiarato questo pomeriggio l’assessore alla tutela della salute e sanità della Regione Piemonte, Eleonora Artesio, in occasione dell’incontro «Malattie e immigrazione,
conoscersi tra culture diverse», organizzato dal coordinamento regionale dei Centri Isi (Centri di informazione salute immigrati) e dall’ambulatorio Misa (Migrazione e salute)
dell’ospedale Amedeo di Savoia.

Al convegno hanno preso parte tutti i soggetti istituzionali e le associazioni di volontariato che lavorano per offrire agli immigrati assistenza sanitaria e sociale, con l’obiettivo di
realizzare una rete di servizi per la Città di Torino e l’area metropolitana quanto più possibile omogenea e integrata. I dati relativi alla salute degli immigrati non regolari
evidenziano come, a fronte dei molti servizi presenti sul territorio, siano ancora molte le criticità, dovute principalmente alla difficoltà di accesso alle strutture – per i
problemi linguistici, per fattori culturali, per il timore di andare incontro all’espulsione – e dalle difformità in termini di bisogni tra un’etnia e l’altra.
Il primo passo verso la realizzazione del progetto è stato la distribuzione di una guida pratica ed operativa che contiene informazioni sulle specialità sanitarie offerte e sugli
orari di apertura degli sportelli, i numeri di telefono degli ambulatori, le modalità di accesso e i nominativi dei referenti.
«La guida – ha dichiarato Artesio – è il frutto di un’indagine conoscitiva delle strutture effettuata dal Coordinamento dei Centri Isi. Spesso i singoli operatori non sono a
conoscenza di ciò che viene svolto negli altri punti di assistenza e, di conseguenza, gli immigrati sono spesso indirizzati verso percorsi errati, che possono generare illusioni e false
aspettative o non soddisfare i bisogni sanitari».

«In Piemonte, l’assistenza agli stranieri non iscritti al Servizio sanitario nazionale – ha concluso Artesio – è garantita dal 1996 quando, in via sperimentale, furono introdotti i
Centri Isi, ufficializzati poi nel 2004. Attualmente ve ne sono 13 nella nostra Regione, di cui 6 nella provincia di Torino, ma, in linea con le indicazioni contenute nel Piano socio-sanitario,
stiamo lavorando affinché ci sia una struttura di riferimento in ogni Azienda sanitaria».

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