Micro-protesi per riparare le lesioni del midollo spinale
22 Gennaio 2011
Riparare le lesioni del midollo spinale utilizzando protesi artificiali, di dimensioni ridotte ed in grado di dissolversi dopo l’impianto.
Questa la procedura avanzata da una ricerca dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza e dell’Ospedale Niguarda Ca’ Granda, diretta dal dottor Angelo Vescovi e da Fabrizio Gelain e prossimamente
pubblicata su “ACS Nano”.
Come spiegano gli esperti, il centro del sistema sono le protesi, dalla forma tubolare e composte da una guaina cilindrica contenente materiali biologici di sintesi con funzione di supporto
(scaffolds), nano strutturate e bio-riassorbibili. Inserite nel midollo lesionato, le neuro-protesi dovrebbero stimolare la rigenerazione dei fasci nervosi e del tessuto midollare colpito.
Così facendo si dovrebbe eliminare (almeno in parte) la paralisi ed effetti negativi collegati.
La squadra del dottor Vescovi ha messo alla prova le neuro-protesi su cavie animali, topi di laboratorio mielolesi.
I ricercatori hanno così osservato come le protesi venissero riassorbite con facilità, scomparendo così nei tessuti. Inoltre, esse si dimostravano capaci di generare fasci
nervosi e tessuto midollare, sovrastando cisti e e cicatrici responsabili dell’interruzione degli impulsi nervosi. Per questo, i roditori mostravano un netto miglioramento dalla condizione
iniziale, evidenziando un recupero di mobilità e sensibilità degli arti paralizzati.
Nonostante la ricerca non sia completa, il dottor Vescovi è soddisfatto: “I risultati della sperimentazione rappresentano l’avvio di un nuovo settore di ricerca sino ad oggi neppure
concepibile, consentendo la ricostruzione di interi frammenti di tessuto nervoso”.
FONTE: Fabrizio Gelain, Silvia Panseri, Stefania Antonini, Carla Cunha, Matteo Donega, Joseph Lowery, Francesca Taraballi, Gabriella Cerri, Marcella
Montagna, Fausto Baldissera, and Angelo Vescovi, “Transplantation of Nanostructured Composite Scaffolds Results in the Regeneration of Chronically Injured Spinal Cords”, ACS Nano, 2011, 5 (1),
pp 227-236 DOI: 10.1021/nn102461w
Matteo Clerici
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