La sensibilità al freddo dei neonati si sviluppa dopo la nascita
22 Giugno 2010
La sensibilità al freddo non è una caratteristica innata: al contrario, i neonati la sviluppano (quasi) totalmente dopo la nascita.
Questo il messaggio di una ricerca dell’University of Southern California (USC), diretta dal professor David McKemy e pubblicata su “Neuroscience”.
Il professor McKemy e compagni si sono appoggiati a ricerche precedenti. In particolare, essi hanno preso in esame un’indagine, svolta nel 2008 da un team dell’University College di Londra, che
aveva mostrato come i bambini di 11 anni nati prima del termine fossero molto meno sensibili alla temperatura di quelli nati a termine gravidanza.
Gli scienziati USC hanno così lavorato con cuccioli di topi da laboratorio, modificati geneticamente per rendere visibile una proteina verde fluorescente quando il recettore TRPM8
(transient receptor potential melastasin 8) viene prodotto. Come spiegano gli studiosi, il recettore TRPM8 (noto anche come “recettore al mentolo”) è implicato nelle sensazione di
freddo, i famosi brividi.
Allora, l’osservazione dei topolini ha mostrato come i circuiti neurali fossero pienamente attivi solo 14 giorni dopo la nascita.
Spiega il professor McKemy: “Circa tre o quattro giorni prima della nascita dell’animale la proteina è già attiva. Tuttavia, gli assoni dei nervi che entrano nel midollo spinale
non sono completamente formati fino a due settimane dopo la nascita. Questo è coerente con le nostre osservazioni che indicano che il circuito [neurale] non è pienamente
sviluppato fin dopo la nascita. Quindi tutto ciò che disturba la formazione del feto in questa fase importante potrebbe avere effetti a lungo termine”.
Oltre a conoscere meglio i neonati, il lavoro degli esperti vuole aiutare anche quelli più grandi. Come infatti fa notare McKemy, capire la meccanica delle sensazioni potrebbe dare nuove
prospettive contro il dolore cronico e per per ridurre l’estrema sensibilità al freddo legata al diabete.
Perciò, “Se si vogliono comprendere le condizioni di allodinia (l’impulso doloroso causato da uno stimolo innocuo è necessario centrare il bersaglio. Se si capiscono i “dadi e i
bulloni” di base delle molecole dei neuroni e il modo in cui essi captano il dolore, allora forse possiamo capire perché avvertiamo il dolore anche quando non dovremmo”.
Fonte: Y. Takashima, L. Ma, D.D. McKemy, “The development of peripheral cold neural circuits based on TRPM8 expression”, Neuroscience in Press, doi:10.1016/j.neuroscience.2010.05.039 |
Matteo Clerici
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