Mercoledì 19 novembre la protesta nazionale di Confagricoltura

 

Allarme per la tenuta del sistema agricolo. Crollo generalizzato dei prezzi dei prodotti, dai cereali all’olio di oliva, dalla carne al latte. Aumento dei costi di produzione,
macchine, carburanti, fertilizzanti, fitofarmaci. Mancati interventi sul fronte della previdenza, del fisco, delle assicurazioni, del credito, della semplificazione burocratica,
dell’energia. Sono questi i motivi che hanno spinto Confagricoltura a manifestare il malessere dei propri agricoltori

La protesta nazionale, annunciata oggi dal presidente Federico Vecchioni, si svolgerà a Bologna il prossimo mercoledì 19 novembre, in concomitanza con il negoziato
sull’Health Check, a Bruxelles, che rischia di chiudersi con un insuccesso per il nostro Paese.

“Ci sembrano motivi sufficienti – ha detto il presidente Vecchioni – per raccogliere ed interpretare correttamente il malessere e la collera di chi ogni giorno produce per la
collettività, di chi non sciopera mai perché sa di svolgere un servizio vitale, di chi sa accettare la variabilità delle stagioni e la volubilità dei
mercati”.

Gli imprenditori agricoli reclamano oggi quanto promesso, affinchè l’agricoltura italiana possa svilupparsi a vantaggio di tutti.

Confagricoltura guida queste legittime istanze e si fa carico verso il governo, verso la politica tutta, verso il Paese di rappresentarle con forza.

 

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