Meglio il locale: a Bari, la birra è barese
20 Febbraio 2013
In Italia, va sempre più forte la birra artigianale e locale, e Bari non fa eccezione. Ecco allora il gusto mediterraneo che diventa base per prodotti di luppolo, amati tanto nei pub
quanto nei ristoranti e locali. E, quando resistono, le classiche birre nordiche devono sempre inchinarsi al gusto meridionale, con bionde tedesche e rustiche belghe servite con cipolle di
Altamura, panzerotti alla mozzarella e crostini con lardo di Altamura.
In ritardo col resto del Paese, il fenomeno della birra local si è diffuso a fine Anni Novanta- inizio Duemila. Tra i primi, Vito Lisco col suo birrificio Svevo: aperto nel 2002, il locale verrà trasferito in un capannone sulla 98.
Spiega Lisco: “La gente apprezza sempre di più i prodotti artigianali e da un ambito inizialmente cittadino ci siamo via via estesi al resto di Puglia e anche fuori. Abbiamo ordinazioni
dalla Lombardia, per esempio e credo che la birra artigianale prodotta in Puglia abbia tutti i numeri per poter essere esportata anche all’estero. Ovviamente servirebbe il giusto marketing un
po’ come accade per il vino”.
Detto questo, i punti cruciali rimangono passione e competenza. Non esiste un albo dei maestri birrai e la fama si conquista così con amore per la materia prima ed il lavoro svolto sul
campo con deduzione.
Tra quelli che si sono fatti avanti due locali, che tentano di conciliare la birra locale con le colleghe più straniere.
Il primo è il Birrbante, brew pub con due ali diverse, a funzioni separate. Nella prima ala, il maestro birraio crea la bevanda: nella
seconda, questa viene consumata, sfruttando la zona ristoro. Nato dalla scommessa di un imprenditore locale, attira principalmente studenti universitari e si fa forte di due birre particolari,
la bionda lager e la rossa in stile inglese. A crearle, il maestro Gigi Pupilla, è di Bitritto, dove gestisce il birrificio Del Levante, altre realtà locale (ma di sola
produzione) nel settore della birra artigianale.
Per chiudere, il Fermento: un beershop, dove il consumo fa spazio allo studio ed alla meditazione al luppolo. Il tutto con uno
stile familiare: non vi sono menu, le birre si contrattano, più che clienti ci sono compagni ed amici. Il titolare è Rosario Piergianni, capace di offrire 400 etichette
provenienti dalla Germania, Irlanda e perfino dagli Stati Uniti. Come detto, la pratica si accoppia alla teoria, con corsi di avvicinamento e degustazione.
Matteo Clerici





