Medicina naturale, Eleuterocco e Rodiola per la salute delle donne
17 Gennaio 2013
Se la modernità offre nuovi problemi alle donne, l’antica medicina delle erbe offre antiche, ma sempre valide, soluzioni.
A dirlo l’Osservatorio AIIPA, l’Associazione Italiana Industrie Prodotti Alimentari. Come ricorda l’AIIPA, sondaggi recenti hanno mostrato come otto donne su dieci denunciano stanchezza dovuta
a stressanti psico-fisico, impegni di lavoro e carichi in famiglia.
Allora, l’Associazione consiglia Eleuterocco e Rodiola, piante adattogene e perciò capaci di aumentare la resistenza a stress e pressioni di varia natura.
L’Eleuterococco (Eleutherococcus senticosus) cresce in Mongolia ed in Siberia, da cui il nome popolare, Ginseng Siberiano. Pianta spinosa, dai
fiori gialli e viola, offre diversi composti: cumarine, polisaccaridi, steroli, lignani e fenilpropanici.
Antonello Sannia, presidente della Società di Medicina Naturale, ricorda come la pianta sia protagonista positiva di alcune ricerche. Ad esempio, prove su cosmonauti hanno mostrato la
capacità della pianta di aumentare la resistenza a freddo e sforzo fisico.
Più importante per l’uomo comune, altri studi, che hanno concluso come l’assunzione della pianta stimoli la memoria, il sistema immunitario ed il benessere fisico in generale. Infine,
conclude Sannia, “La presenza di polisaccaridi conferiscono a questa pianta proprietà immunostimolanti, in quanto aumenta il numero dei linfociti T e rinforza l’attività dei
globuli bianchi”.
La Rodiola (Rhodiola rosea) è anch’essa pianta nordica, comune in Scandinavia e nella Russia settentrionale. Conosciuta per i bellissimi
fiori gialli, dal profumo simile alla rosa, negli antichi erbari viene descritta come rimedio per le basse temperature.
Più recenti, analisi e controlli hanno mostrato come la pianta è ricca di composti utili: tannini, flavonoidi, sisterolo, acidi organici ed olio essenziali. Da sottolineare,
sempre secondo Sannia, i test su volontari che hanno mostrato come la Rodiola sia capace di ridurre il tempo di recupero dopo uno sforzo fisico.
Secondo Sannia, la pianta provoca l’aumento delle proteine nei muscoli e favorisce la penetrazione del glucosio, degli acidi grassi e delle vitamine nelle cellule muscolari, provocando un
aumento d’energia.
Matteo Clerici
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