Marino Morioni, il barbiere che da ragazzo prendeva a calci i tartufi
5 Novembre 2026
A 85 anni lavora ancora nella sua bottega storica di Alessandria. Dal Polesine ai 71 anni di mestiere, una vita di lavoro, amicizia e fedeltà alla famiglia.
Newsfood.com, 5 novembre 2026
di Giuseppe Danielli
«Quando ero ragazzo, in autunno andavamo con mio padre e i miei fratelli a raccogliere la legna per l’inverno. Qualche volta, scavando vicino alle radici degli alberi rinsecchiti, trovavamo delle strane patate puzzolenti. Non sapevamo cosa fossero e le prendevamo a calci. Poi siamo arrivati in Piemonte e ho scoperto che erano tartufi bianchi!».
Me lo ha raccontato Marino Morioni, mio amico da oltre cinquant’anni, con quel sorriso di chi sa guardare alla propria infanzia senza rimpianti, anche quando l’infanzia è stata dura.
Oggi, mentre il mondo della gastronomia celebra il tartufo bianco, “Tuber magnatum Picco” — dal cognome del botanico piemontese che lo descrisse nel 1788 —, mi torna in mente quell’immagine: tre ragazzini del Polesine che prendono a calci un piccolo tesoro nascosto nella terra.
Non cercavano tartufi. Cercavano legna per scaldarsi. E questa differenza racconta un’epoca meglio di molti libri di storia.

Un ragazzo del Polesine che voleva cambiare vita
Marino nasce il 15 agosto 1941 a Villamarzana, in provincia di Rovigo. I genitori, Cecilia ed Evangelista, sono contadini, semplici braccianti. Con i fratelli Amos, detto Orlando, e Rino, cresce in un ambiente dove il lavoro non è una scelta, ma una necessità per sopravvivere.
A quattordici anni, dopo aver completato la scuola elementare, comincia a fare il garzone di barbiere, prima a Villamarzana e poi nella vicina Fratta Polesine. Impara osservando, ripetendo i gesti, sbagliando e correggendosi. Non ci sono scorciatoie.
Dopo gli anni difficili seguiti alla grande alluvione del Polesine del 1951, nel 1957 la famiglia Morioni arriva ad Alessandria. Marino prosegue il suo apprendistato da barbiere, prima in corso Acqui e poi in un negozio vicino alla stazione ferroviaria. Comincia a costruirsi un futuro, un’attività in proprio, senza un padrone.
Nel 1962 apre una bottega in via Machiavelli insieme al fratello Orlando. Nel 1965 si trasferisce da solo in via Pisacane, dove continua a lavorare ancora oggi.
Il 18 ottobre 2026 ha festeggiato sessant’anni di Partita IVA. Ma i suoi anni con forbici o rasoio in mano sono settantuno.
Nel 2022 il negozio è stato inserito nel circuito delle Botteghe Storiche di Alessandria.
Provate a immaginare quante teste, quanti capelli, quante conversazioni e quanti cambiamenti della società siano passati davanti al suo specchio.

Una laurea in psicologia? Marino l’ha conquistata sul campo
Conosco Marino dai primi anni Settanta. Ricordo le nostre partite a boccette. Lui era decisamente più bravo di me, anche se ogni tanto cercavo di convincermi del contrario.
Ma soprattutto Marino è un amico affidabile, leale, di parola. Uno di quelli ai quali si può chiedere un favore sapendo che, se promettono qualcosa, faranno il possibile per mantenerla.
La sua bottega non è mai stata soltanto un negozio dove si andava, e si va ancora oggi, solo per sistemare i capelli. Col tempo è diventata una tappa obbligata, un’oasi di serenità, dove si finisce per parlare dei figli, del lavoro, delle preoccupazioni, di qualche piccolo successo, di una delusione. Marino ascoltava. E ascolta ancora oggi. A questo punto mi permetto una proposta: dopo settantuno anni trascorsi a raccogliere confidenze, forse una laurea ad honorem in Psicologia se l’è meritata sul campo.
Marino è stato, ed è tuttora, il confessore laico di un quartiere.
Senza camice, senza lettino e senza parcella per i consigli da buon padre di famiglia. Con le forbici o un rasoio in mano e il buon senso di chi ha conosciuto gli stenti e la fatica.
Dalla chierica dei sacerdoti al ciuffo alla Little Tony
Nella carriera di Marino c’è anche una piccola storia delle acconciature italiane. Da ragazzo imparò a realizzare la chierica dei sacerdoti, un lavoro in punta di forbici che richiedeva precisione. Poi arrivarono le nuove mode e i ciuffi alla Little Tony.
Per ottenere il risultato desiderato si fece persino costruire un particolare beccuccio per il phon. Non aveva frequentato corsi di innovazione. Semplicemente, quando serviva uno strumento migliore, cercava il modo di procurarselo. O di costruirselo, come fece con l’arredamento.
È una lezione che vale ancora oggi: il mestiere si conserva soltanto se si continua a imparare.
Mariangela, l’amore e quei libri di cucina
C’è un altro aspetto della vita di Marino che merita di essere raccontato. Sua moglie Mariangela, che aveva convissuto a lungo con seri problemi di salute e aveva bisogno di cure continue, è mancata nel 2022. Amava cucinare e aveva una libreria piena di libri di gastronomia e ricette.
Dopo la sua morte Marino ha voluto dare a quei libri un nuovo significato, mettendoli a disposizione per raccogliere offerte destinate all’ATA, l’associazione che si occupa di animali abbandonati e del rifugio Cascina Rosa. Un gesto che mi ha colpito. Perché non ha trasformato i ricordi in oggetti da chiudere in un armadio, ma in un’occasione per aiutare qualcuno e tenere vivo il ricordo di Mariangela.
Le parole di un figlio
Nei giorni scorsi Manuele, il figlio di Marino, mi ha scritto una lettera molto intensa.
Non voglio trasformare quelle parole private in un comunicato celebrativo. Ma c’è un pensiero che, con il suo consenso, vorrei condividere. Manuele racconta un padre capace di affrontare difficoltà e sacrifici senza perdere la dignità, la generosità e l’amore per la propria famiglia.
Scrive, e mi autorizza a pubblicare:
«Marino resta, per me, un esempio da seguire».
E ancora:
«Sto scrivendo di un uomo che ha amato perdutamente la propria donna per tutta la vita, e tutt’ora ne parla con immutata ammirazione».
Credo che, per un padre, non esista riconoscimento più importante.
Sessant’anni di Partita IVA. E anche domani si riapre
Il 18 ottobre Marino Morioni ha festeggiato sessant’anni di attività con Partita IVA, dopo un percorso professionale iniziato nel Polesine, proseguito ad Alessandria e diventato attività in proprio nel 1962.
Qualcuno potrebbe domandarsi perché un uomo di 85 anni continui ad andare in bottega ogni mattina invece di godersi la meritata pensione.
La risposta è molto semplice. Marino l’ha già data:
«Finché sto bene lavoro. Il lavoro è la mia vita, parlare con la gente mi dà soddisfazione».
Non è soltanto attaccamento al mestiere. È il modo in cui ha scelto di stare al mondo.
Anche La Stampa racconta la storia di Marino
Il 28 ottobre 2026 *La Stampa*, nell’edizione di Alessandria, gli ha dedicato un ampio servizio, intitolato «Il decano dei barbieri: “Grazie Alessandria per avermi accolto”».
Un riconoscimento che ha dato ulteriore visibilità a una storia fatta di lavoro, famiglia e riconoscenza verso la città che lo ha accolto.
Ma Marino non ha dimenticato Villamarzana, Fratta Polesine e le proprie radici venete. Proprio in questi giorni ha preparato una lettera in dialetto polesano per salutare i vecchi compaesani e, magari, ritrovare qualcuno che ricordi lui e la sua famiglia.
E allora torno con il pensiero a quel bambino del Polesine che prendeva a calci le «patate puzzolenti». Oggi quei tartufi bianchi avrebbero un valore economico considerevole. Ma Marino, senza saperlo, stava già cercando qualcosa di più importante: un futuro costruito con le proprie mani.
Quel futuro l’ha trovato ad Alessandria, dietro una poltrona da barbiere.
Auguri, Marino.
E brindiamo alla nostra venerabile amicizia e stima ultracinquantennali.
Giuseppe Danielli
Marino Morioni: una vita da barbiere
- Nascita: 15 agosto 1941, Villamarzana (Rovigo).
- 1955: inizia a lavorare come apprendista barbiere.
- 1957: si trasferisce con la famiglia ad Alessandria.
- 1962: apre una bottega in via Machiavelli con il fratello Orlando.
- 1965: si trasferisce in via Pisacane.
- 2022: il negozio entra nel circuito delle Botteghe Storiche di Alessandria.
- 18 ottobre 2026: festeggia 60 anni di Partita IVA.
- Oggi: 85 anni di età, 71 di mestiere, ancora al lavoro.
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