Maltempo: ingiustificati forti rincari per frutta e verdura, ma si temono speculazioni

Maltempo: ingiustificati forti rincari per frutta e verdura, ma si temono speculazioni

La Cia segnala lievi aggiustamenti fisiologici per le colture orticole, dovuti alla minore disponibilità di prodotto a causa degli effetti delle intemperie (molte le coltivazioni a cielo
aperto andate distrutte) e per il maggior ricorso al gasolio per riscaldare le serre. Per la frutta non dovrebbero esserci problemi: la maggior parte di quella attualmente sui mercati (mele, pere
e kiwi soprattutto) è stata da tempo già raccolta.
 
L’ondata di maltempo che da giorni sta imperversando sull’Italia ha provocato ingenti danni anche alle campagne. Devastate soprattutto le colture orticole a campo aperto e molte strutture
aziendali (in particolare stalle e serre). Si superano ormai i 300 milioni di euro. Nonostante questa difficile situazione, sono ingiustificati, al momento, rincari elevati per frutta e ortaggi,
in quanto i prezzi all’origine, pur registrando lievi incrementi fisiologici, dovuti essenzialmente ai cresciuti costi per il riscaldamento delle serre e alla minore disponibilità di
alcuni prodotti distrutti dalla pioggia o dalle gelate, continuano a segnare un andamento riflessivo (meno 7 per cento a novembre e dicembre), seguendo un trend che va avanti dall’inizio del
2009. E’ quanto evidenzia la Cia-Confederazione italiana agricoltori che mostra preoccupazione per eventuali speculazioni e per lo stato generale della nostra agricoltura che è sempre
più precario.

Manovre artificiose sui prezzi – avverte la Cia – appaiono, quindi, fuori luogo. Basti pensare che prodotti come mele, pere e kiwi sono stati già raccolti da tempo, mentre arance,
mandarini e clementine si stanno ancora raccogliendo. Per quanto riguarda le produzioni di ortaggi e verdure, si hanno leggeri incrementi sui campi e questo è dovuto sia al calo produttivo
causato dalle intemperie che agli incrementi dei costi sostenuti dagli imprenditori, in particolare per acquistare gasolio che nelle ultime settimane ha subito repentini aumenti. Tali rialzi,
tuttavia, possono incidere in maniera molto marginale sul prezzo finale e non certo dare origine a forti rincari che possono essere favoriti soltanto da manovre artificiose e speculative. Per la
Cia, dunque, è quanto mai indispensabile attivare controlli che impediscano rincari che attualmente non hanno alcun fondamento.
Il freddo rigido – evidenzia ancora la Cia – ha, infatti, contribuito a far lievitare i consumi di gasolio agricolo, soprattutto per il riscaldamento delle serre, e questo ha aumentato i
già alti costi di produzione che sono costretti a sopportare gli agricoltori.

Il maltempo, comunque, sta avendo effetti devastanti sull’agricoltura. Sono colpite tutte le regioni, dal Nord al Centro, dal Sud alle Isole. Campagne allagate, gravi conseguenze per le aziende,
in diversi casi anche isolate, smottamenti e frane, gelo, esondazioni dei fiumi e dei corsi d’acqua, neve che è caduta copiosamente e ha distrutto serre e alcune strutture aziendali, come
le stalle. In molti campi dove da poco si era seminato, si dovrà procedere alla risemina.

Nei campi a cielo aperto le temperature rigide e la pioggia abbondante e i conseguenti allagamenti hanno messo a dura prova diverse coltivazioni. Al momento si registrano, in particolare, danni
per alcuni tipi di insalate e di cicoria, per i broccoli, per i carciofi, cavolfiori e carciofi.

La violenza delle acque – avverte la Cia – ha spazzato via intere colture. Oliveti, vigneti, frutteti, orti sono andati sottoacqua. Stesso discorso per i macchinari agricoli coperti dal
fango.
Anche per il settore zootecnico -sostiene la Cia- lo scenario non è certo più allegro. Le intemperie hanno provocato, infatti, danni agli allevamenti. La neve e la pioggia hanno
reso impraticabili molte strade di campagna che conducono alle imprese agricole. E sono in forte pericolo gli approvvigionamenti (mangime e foraggio) per il bestiame, mentre si continuano a
verificare non poche difficoltà nel trasporto del latte.

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