Malpensa: Regione Lombardia e sindacati uniti per difendere l'Hub

Milano – Conferma della centralità di Malpensa, definizione di un periodo di moratoria in cui mantenere inalterati i servizi dello scalo, mantenimento degli impegni sulla
realizzazione delle infrastrutture, tutela dei posti di lavoro e convocazione in tempi brevissimi di un incontro a Milano in cui affrontare le varie questioni.

Sono questi alcuni dei punti principali di un documento congiunto che Regione Lombardia e le Segreterie Regionali CGIL, CISL e UIL inviano al Governo in riferimento alla vendita di
Alitalia.
Il documento – «a sostegno della competitività e dell’occupazione» – fa seguito all’incontro di lunedì scorso tra il presidente della Regione Lombardia, Roberto
Formigoni (insieme agli assessori alle Infrastrutture e Mobilità, Raffaele Cattaneo e al Territorio e Urbanistica, Davide Boni) e i segretari regionali di CGIL, CISL e UIL, Susanna
Camusso, Carlo Borio e Walter Galbusera. Nel corso di quel colloquio era già stata ribadita la convergenza dei sindacati sulla linea proposta e perseguita dal presidente Formigoni. La
Regione prosegue la sua azione di regia del sistema lombardo, per rafforzare l’unità sulla strategia contro la svendita di Alitalia e per la salvaguardia degli interessi non solo della
Lombardia e di Malpensa ma dell’intero Paese e della sua accessibilità aerea.
Già venerdì il presidente Formigoni ha in programma un incontro con gli imprenditori.

Questo il testo integrale del Documento.

«Regione Lombardia e le Segreterie Regionali CGIL, CISL e UIL esprimono una posizione comune a sostegno dell’aeroporto hub di Malpensa in considerazione del valore strategico per il
miglioramento della competitività della Lombardia e di tutto il Paese».
I suddetti soggetti, in considerazione delle gravissime ed inevitabili ricadute produttive ed occupazionali previste nell’area lombarda, esprimono una netta contrarietà all’applicazione
del Piano annunciato da Air France-Klm che prevede un abbandono di Malpensa da parte del proprio vettore di riferimento, abbandono che per dimensioni e per modalità è da
considerarsi senza precedenti nel settore del trasporto aereo.

Ritenendo inaccettabile lo scenario che si prospetta chiedono al Governo di:
– assumere gli atti conseguenti alla dichiarata centralità di Malpensa, a partire dal rifiuto della proposta di Air France-Klm, rendendone trasparenti i contenuti al fine di conoscere e
discutere il piano industriale, che non potrà essere in continuità con quello «di sopravvivenza» presentato da Alitalia in quanto determina l’automatico
ridimensionamento dell’aeroporto di Malpensa;

– definire un adeguato periodo in cui l’attività operata sullo scalo lombardo sia mantenuta agli attuali livelli di offerta, in termini di frequenza e destinazioni intercontinentali,
internazionali e nazionali, per consentire la creazione delle condizioni affinché il mercato trovi una soluzione alternativa all’attuale hub carrier;

– utilizzare il periodo della «moratoria» per attuare una rapida revisione degli accordi bilaterali, che consenta la pluridesignazione delle Compagnie aeree e la pluridestinazione
dei voli, promuovendo una maggiore liberalizzazione del mercato e garantendo inoltre una modalità di slot release da parte dell’attuale hub carrier che consenta il subentro di uno o
più operatori in grado di offrire un adeguato numero di collegamenti intercontinentali;

– confermare gli impegni in ordine alla realizzazione delle opere di accessibilità a completamento del quadro infrastrutturale previsto, che consentirà di ampliare il bacino di
attrazione dell’aeroporto dagli attuali 6 milioni di abitanti ai 18 milioni previsti nel 2015;

– salvaguardare i livelli occupazionali diretti e indiretti presenti nel sistema aeroportuale di Malpensa, scongiurando, attraverso il mantenimento degli attuali livelli di servizio, la
prospettiva di pesanti riduzioni, limitando un gravoso ricorso agli ammortizzatori sociali, strumenti comunque da prevedere in caso di necessità.

Regione Lombardia, le Segreterie Regionali CGIL, CISL e UIL della Lombardia, chiedono che venga convocato quanto prima un incontro a Milano tra il Governo e tutte le rappresentanze del mondo
economico e sociale interessate per discutere i punti suesposti e si riservano di intraprendere, nell’ambito delle rispettive autonomie, ogni iniziativa ritenuta necessaria per dare ulteriore
forza ai contenuti sopra espressi».

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