L’UE ha deciso: sì all’aranciata con le arance (vedi precisazione ASSOBIBE)

L’UE ha deciso: sì all’aranciata con le arance (vedi precisazione ASSOBIBE)

Nota ASSOBIBE del 27 giugno 2012:

La normativa UE cui si riferisce l’articolo riguarda i succhi di frutta 100% , non le bevande a base di succo denominate “aranciate” (come invece sembra suggerire il titolo dell’articolo) ai
sensi dell’art. 4 del Dpr 719/1958 per cui vige in Italia il livello minimo del 12%

Sospiro per gli amanti dell’alimentazione senza ombre. L’Unione Europea ha deciso, e le sue norme lasciano ai produttori di bevande d’arancia 18 mesi per conformarsi alla nuova situazione.

In base alla nuova normativa, nei drink in questione è vietato allungare il succo d’arancia al 100% con
sostanze artificiali come coloranti, aromi e zuccheri; sono invece legali gli aromi naturali presenti nel frutto d’origine. Inoltre, l’etichetta deve indicare tutti i componenti presenti,
allegando la percentuale.

Tale risultato è doppiamente importante: non solo conclude positivamente mesi di trattative e negoziati, ma aiuta a metter ordine in settore tutt’altro che esente da rischi.

Ad esempio, l’affare Tropicana. Come spiega “Il
Fatto Alimentare”
in Gran Bretagna Pepsi Cola ha rimosso dagli scaffali centinaia di lotti della bevanda, con una perdita economica non indifferente. Motivo dell’operazione, la
composizione del drink: niente succo d’arancia ma acqua con carica batterica.

Ma anche il succo “puro” non è esente da problemi.

Dopo la segnalazione delle autorità sanitarie, gli USA hanno interrotto l’importazione
di succo d’arance
brasiliane
. Secondo i test della FDA (l’Agenzia per la sicurezza di cibo e farmaci) il succo contiene dosi elevate di carbendazim, un funghicida potenzialmente
cancerogeno e dannoso per il feto. Dato che le dosi del farmaco erano superiori al limite di 10 parti per miliardo, gli States hanno fermato il commercio.

Le arance brasiliane non sono esclusiva degli USA: il 70% di queste viene acquistato dall’Europa, Italia compresa.

E proprio in Italia, la situazione è ancora indecisa. A fronteggiarsi, favorevoli e contrari ad una norma che imponga anche alle bevande come aranciata di non contenere meno del 20% di
succo: attualmente, la legge è ferma al 12% come soglia minima.

Questa l’opinione di Franca Peron, responsabile Settore succhi nettari di frutta dell’Associazione Italiana Industrie Prodotti Alimentari: “Il succo al 100% subisce solo un processo fisico di
refrigerazione, concentrazione e ricostituzione, e anche quando vi si aggiungono aromatizzanti, si tratta sempre di aromi naturali estratti dalle arance; non può contenere zuccheri,
aromi artificiali o coloranti, e lo stesso vale per i nettari, che però hanno lo zucchero”.

Matteo Clerici

Newsfood.com

PRECISAZIONE ASSOBIBE
Inizio messaggio inoltrato:
Da: Michela Quattrocchi
Data: 27 giugno 2012 10.58.07 GMT+02.00
Cc: redazione@newsfood.com
Oggetto: Precisazione su articolo Newsfood
Buongiorno,

In qualità di ufficio stampa di ASSOBIBE, l’Associazione di Confindustria che rappresenta, tutela e assiste le imprese che producono e commercializzano bevande analcoliche in Italia,
vorremmo fare una precisazione in merito all’articolo pubblicato ieri sul vostro sito dal titolo L’UE ha deciso: si all’aranciata con le arance
) e a firma di Matteo Clerici.

La normativa UE cui si riferisce l’articolo riguarda i succhi di frutta 100%, non le bevande a base di succo denominate “aranciate”, per le quali vige il livello minimo del 12%  in
Italia (ai sensi dell’art. 4 del Dpr 719/1958), un livello tra i più elevati dell’Unione Europea, dove la media è del 5%, ed in molti Paesi non esiste un vincolo di questo
tipo.

Pertanto, il titolo dato all’articolo, “Sì all’aranciata con le arance” appare inesatto, dal momento che si sta parlando di due normative differenti, riferite a prodotti
differenti.

Vi saremmo grati se fosse possibile prevedere una chiarimento.

Ringraziando per l’attenzione, porgo cordiali saluti.
Ufficio Stampa Assobibe

Leggi Anche
Scrivi un commento