Consorzio Aceto Balsamico di Modena,”Dalla Cassazione nessun nulla osta alla produzione di falsi”

Consorzio Aceto Balsamico di Modena,”Dalla Cassazione nessun nulla osta alla produzione di falsi”

Nel mondo del diritto alimentare, si è distinta una recente vicenda,
capace di farsi notare, provocando non pochi dubbi.

All’attenzione della Corte di Cassazione è infatti arrivato il sequestro, posto in essere dalla Procura di Modena ai danni di condimenti riportanti la dicitura “Balsamico Bianco” pur
senza contenere il noto Aceto di Modena.

Secondo il rappresentante della Procura, il sequestro era legittimo in quanto i condimenti utilizzavano il termine “balsamico” in maniera impropria. Secondo la Corte di Giustizia Europea, tale
termine può essere utilizzato solo dai produttori della specialità modenese.

La decisione della Corte si era concretizzata nella sentenza 21279/12. In base al provvedimento, la protezione dell’UE (e quindi, l’esclusiva d’uso) si limita alla dicitura completa “Aceto
balsamico di Modena”. Al contrario, il singolo termine “balsamico”, “Non può formate oggetto di uso esclusivo e riservato” e che “Non designa di per sé se un prodotto agricolo o
alimentare, ma più in generale cose che hanno le caratteristiche o l’odore del balsamo”.

Recentemente, la sentenza della Suprema Corte è stata oggetto di considerazione da parte di Cesare Mazzetti, Presidente del Consorzio Aceto Balsamico di Modena.

Subito, il Presidente Mazzetti elimina possibili dubbi: la sentenza della Cassazione non è “Un nulla osta alla produzione di prodotti imitativi dell’Aceto balsamico di Modena”.

Anzi, “E’ proprio la Cassazione che con la frase ‘il termine balsamico può essere liberamente utilizzato a condizione che siano in concreto rispettate le norme applicabili
nell’ordinamento giuridico comunitario e, in particolare, in modo tale da non indurre in errore il consumatore conferma la posizione da sempre sostenuta dai Consorzi”, come si evince dal testo.

Detto questo, il Presidente non nasconde perplessità verso i giudici, secondo lui incapaci di capire “Appieno la portata giuridica del caso”.

Diventa allora possibile che la sentenza renda più difficile il contrasto ai produttori “Senza arte né storia”. Ed il pericolo maggiore arriva da oltre confine: “Sono numerosi gli
operatori esteri che stanno cercando di legalizzare il nome ‘aceto balsamico’ per produzioni fatte da loro, letteralmente derubando l’Emilia di una delle proprie specialità di maggior
successo”.

Matteo Clerici

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