Ludwig II di Baviera

Ludwig II di Baviera

Verlaine lo definì “Le seul vra roi de ce siècle”. Ludwig di Baviera nasce il 25 agosto 1875, mezz’ora dopo la mezzanotte, nel castello di Nymphenburg presso Muenchen. (Non a
caso, da adulto, preferirà la notte al giorno).

La madre è una principessa di Prussia. Il padre è il principe ereditario in quanto figlio del sovrano regnante. Il Re si mostra particolarmente felice che il nipote, Ludwig come
lui, nasca il giorno del suo cinquantanovesimo compleanno.

La famiglia regnante dei Wittelsbach è originaia del Palatinato bavarese, la regione posta sulla via del vino tra la foresta e il Reno. Il paese dov’era Spira, dov’è Worms, la
città invasa dai Burundi, il popolo della leggenda dei Nibelunghi.

Dal 1623 i Wittelsbach sono Principi Elettori dell’Impero. Il nonno di Ludwig è un sovrano conservatore amico di Metternich ma nel 1848 è costretto ad abdicare per una rivolta
popolare provocata, anche, dalla relazione scandalosa con la ballerina Lola Montez di trent’anni più giovane. Gli succede il figlio, Maximillian II, che concede la costituzione e regna
fino al 1866. Alla sua morte, improvvisa, sale al trono il primogenito, di ventuno anni.

Ludwig II idolatra Wagner ed è seguace delle teorie di Nietzsche. Incantato nel suo stesso sogno di estetismo, di irrazionalità e di sensualità fa restaurare il castello di
Lohengrin, fa edificare sia quello del Parifal wagneriano dedicato al Graal, sia la fastosa dimora di Linderhof sulle Alpi bavaresi dedicata al “Thannauser” .

Le finanze del regno devono sostenere anche la costruzione del teatro wagneriano di Bayreut, in Franconia. Tra le attività filantropiche favorisce lo sviluppo della Croce Rossa.

La sua condotta di vita sregolata e le spese incontrollate lo portano a essere giudicato folle da una commissione medica e detronizzato.

La tavola di Ludwig è un riflesso della sua follia. Necessaria ma fastidiosa interruzione delle occupazioni spirituali. Non loda e non critica. Mayonnaise all’astice, testina di vitello
in tartaruga guarnita con scaglie di tartufo, champignon, fette d’uovo e fleurons (piccole mezzelune di sfoglia), pasticcio di beccacce con salsa Cumberland, omelette surprise o omelette
soufflée. Ma non vuole aspettare!

Ogni dimora ha le sue prelibatezze. Nella casa Marocchina, al castello di Linderhof, l’ananas è servito con tortine ai datteri e la coppa di violette è preparata con le radici di
violette essiccate lasciate macerare per ore in champagne francese. Per quanto riguarda le zuppe la scelta è illimitata. Ai consommé chiari e bruni, semplici o guarniti con riso,
capelli d’angelo, gnocchetti di prosciutto e di fegato, si aggiungono le minestre legate, le creme e le vellutate a base di selvaggina o la Creme à la Reine, la crema di cicoria, la
zuppa di coda di bue ma anche la zuppa di pane passata e legata con tuorlo e panna e servita con un uovo in camicia.

Al castello di Linderhof Ludwig consuma il suo pasto sul Tischlein deck dick: il “tavolino magico” è issato tramite una macchina nascosta e appare da una botola del pavimento già
apparecchiato e imbandito. E’ solito pranzare solo, ciò nonostante ogni portata è preparata per altre tre persone. Madame Pompadour, Madame Maintenon, Madame Dubarry.

In mezzo il lago di Starnberg, ai piedi del massiccio alpino con la più alta montagna tedesca, lo Zugaspite, c’è l’isola delle Rose col castelletto pompeiano.

Là il deposto re Ludwig II di Baviera si toglie la vita in circostanze oscure. Il cugino Carlo Teodoro ipotizzò che fosse morto in un disperato tentativo di fuga dalla sua
“prigione dorata”.

Oggi, a differenza di tanti altri monarchi del passato, il suo ricordo è vivo e lo comprova la folla di turisti che visita i luoghi dove visse perché l‘atmosfera magica che
emanano stimola la fantasia e i sentimenti romantici in un’epoca in cui sembrano prevalere valori materiali e tecnologici.

La signora in Rosso in esclusiva per Newsfood.com

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