Cibo e dintorni
2 Agosto 2013
Frutto di un periodo d’oro del cinema italiano, il film di Mario Mattòli “Miseria e nobiltà” del 1954, è un testimone del nostro tempo, per la tavola, immortalata sul grande
schermo.
Il principe de Curtis, in arte Totò, inventa una esilarante “tarantella degli spaghetti” con relativa mangiata comicamente scomposta, inverosimilmente maleducata ed esageratamente
“affamata”, e alla visione si ride perché la finzione non è molto lontana dalla realtà. Tanto che si rimane con l’amaro in bocca!
Nella tipica trattoria romana di fuori porta è ambientata “Bellissima”, interpretata da un’indimenticabile Anna Magnani, disposta a tutto pur di costruire alla figlia un destino
migliore, diverso dal suo.
Cambio di soggetto e di scena per i film dell’ultimo periodo di Visconti, candelieri d’argento, alzate di cristallo, raffinate apparecchiature, camerieri in livrea, signore in eleganti abiti da
sera caratterizzano le ultime opere del grande Maestro: “La caduta degli dei”, “Ludwig”, “Morte a Venezia”.
Ritualità in punta di forchetta, invece, nello splendido film di Ermanno Olmi “Lunga vita alla signora!”. Ogni anno una vecchia e ricca signora ama riunire a cena, in un antico castello
fra le montagne, alcuni ospiti. Sono esponenti della politica, della finanza, dell’industria e la cena si svolge secondo l’elegante e complicato rituale voluto dalla padrona di casa.
L’atmosfera, però, inebria il giovane aiutante di cucina che, alla fine, uscirà di scena per respirare un’aria più naturale e meno artefatta.
… e la mitica torta Sacher… a cui Nanni Moretti ha dedicato una casa cinematografica, un cinema ed un premio… il regista romano ha portato sullo schermo il desiderio segreto di
un’intera generazione. Il barattolo di Nutella.
Si può completare il discorso con tanti altri esempi, avendo il cinema riservato un posto in prima fila “al cibo e ai suoi dintorni”.
Registi e sceneggiatori hanno, infatti, utilizzato la tavola, bene imbandita o anche spoglia, per catturare l’attenzione degli spettatori sui caratteri dei personaggi o per descrivere
relazioni.
Per arrivare alla tavola con la sua rigida etichetta protagonista nel film di James Ivory “Quel che resta del giorno” del 1993, esempio perfetto di equilibrio ed eleganza dove tutto ubbidisce a
regole ferree. Nulla è lasciato all’improvvisazione, neppure la distanza tra i bicchieri e il bordo del tavolo, che è misurato dal cameriere prima del ricevimento.
Una particolare rappresentazione del cibo, visto come afrodisiaco, sono le fragole di Mike Rourke e Kim Basinger in “Nove settimane e mezzo”.
La signora in Rosso
in esclusiva per Newsfood.com




