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Mastella indagato dalla procura di Catanzaro, ma nessuna conferma ufficiale

By Redazione

Roma – “Il ministro della Giustizia Clemente Mastella sarebbe indagato dal pm Luigi De Magistris”: queste le parole che aprono l’odierna edizione di Libero e che questa mattina hanno
lasciato senza parole mezza Italia, “la notizia è montata nel corso della nottata – continua l’articolo del numero due di Vittorio Feltri, Gianluigi Paragone – non trovando ancora
conferme ufficiali”.

“Al momento non si conoscono i motivi per cui il pm di Catanzaro avrebbe iscritto nel registro degli indagati il ministro. C’è chi parla di un riferimento con la posizione di Saladino e
alle intercettazioni telefoniche di cui molto s’è discusso nel caso De Magistris”.

Fin dallo scorso 14 ottobre, dunque, Mastella risulterebbe iscritto nel registro degli indagati della Procura di Catanzaro, ma “non avrebbe ricevuto alcun avviso di garanzia”.
Su tutta la vicenda il condizionale è d’obbligo, poiché dalla procura non è arrivata alcuna conferma ufficiale della notizia di Libero ed dal palazzo di giustizia arrivano
solo “no comment”.

Lo stesso Mastella si è detto sorpreso della notizia ed ha sottolineato che attende “serenamente” ulteriori sviluppi: “Apprendo da notizie giornalistiche che sono stato iscritto nel
registro degli indagati della procura della Repubblica di Catanzaro – ha osservato il ministro della giustizia – Se così è (e non dubito perché spesso alla stampa sono
fornite notizie che dovrebbero essere riservate in quanto coperte dal segreto d’ indagine) dichiaro di attendere serenamente gli sviluppi di questa situazione”, ha sottolineato.

Mastella, comunque, ha ribadito la propria estraneità rispetto alle accuse che in questo periodo lo attaccano da tutti i fronti: “La mia tranquillità – ha spiegato – deriva dal
fatto di essere completamente estraneo alle vicende per le quali mi si muoverebbe addebito.”
“Ribadisco, come ho avuto modo di ripetere a più riprese, di non essere mai stato iscritto a nessuna loggia massonica, né in Italia né all’estero – ha concluso – e di non
aver mai partecipato a comitati d’affari o a singoli affari, come testimonia la mia trentennale vita pubblica e parlamentare nella prima, nella seconda e spero anche nella terza Repubblica”.

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