L’ora solare? Meglio abolirla

L’ora solare? Meglio abolirla

Per molti, l’ora solare è non solo inutile ma anche dannosa, in quanto portatrice di fastidi e problemi.

Essi sostengono perciò l’adozione esclusiva dell’ora, in quanto “Più luce del giorno corrisponde a più salute perché si può svolgere un maggior numero di
attività all’aperto”.

A supporto di tale idea arriva una ricerca dell’University of Westminster (Londra, Gran Bretagna), diretta dal professor Mayer Hillman e pubblicata dal “British Medical Journal” (BMJ).

La squadra del professor Filmando mette sul tavolo un dato di fatto e due ricerche, una condotta nel 98 l’altra più recente.

In base a tali analisi, all’origine di molte patologie croniche (in primis l’obesità) vi è la grave mancanza di esercizio fisico. Infatti, spiegano gli esperti, bisognerebbe fare
almeno 1 ora (se over 18) o 30 minuti (se under 18) di moto al giorno. Tuttavia, tali indicazioni vengono rispettate poco o nulla: così, è probabile che nel 2050 la maggioranza
degli abitanti di Albione abbia gravi problemi di sovrappeso.

Ecco allora la soluzione: per gli studiosi, bisogna adottare tutto l’anno l’ora legale. Per la squadra di Westminster, ciò porterebbe numerosi vantaggi. In primis, più tempo per
la cura del corpo. Ormai molti sanno che lo sport aiuta contro diversi disturbi (dalle malattie cardiovascolari al diabete ad alcuni tumori) ma non hanno tempo di praticarlo. L’ora legale
risolverebbe tale mancanza.

Ancora, numerose analisi scientifiche dimostrano come l’esposizione alla luce renda più attivi fisicamente e contenti psicologicamente. L’ora legale aiuterebbe tale esposizione: in base
ai calcoli, l’operazione sponsorizzata offrirebbe 300 ore all’anno di luce per gli adulti e 200 per i bambini.

In più, esiste uno studio dell’Università di Cambridge, che rileva come non adottare l’ora solare porterebbe in dono, nella sola Gran Bretagna, mezzo milione di tonnellate di
emissioni di anidride carbonica in meno l’anno.

Infine, chiude Hillman, la maggior parte degli inglesi è d’accordo sullo spostare in le lancette dei propri orologi, non solo d’inverno (un’ora avanti), ma anche d’estate (ben due ore
avanti).

FONTE: “More daylight, better health: why we shouldn’t be putting the clocks back this weekend”, BMJ 2010; 341:c5964

Matteo Clerici

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