Mediterraneo a rischio: E’ allarme per petrolio, reflui zootecnici e buste di plastica

Mediterraneo a rischio: E’ allarme per petrolio, reflui zootecnici e buste di plastica

Roma – “Sono il petrolio, i reflui zootecnici e industriali, i residui delle attività di pesca, le cicche di sigaretta e le buste di plastica gli inquinanti che stanno uccidendo il
nostro mare e i suoi abitanti”, questo il commento dell’Ente Nazionale Protezione Animali ai dati del primo “Census of marine Life”.

“L’allarme lanciato dal primo censimento delle specie animali marine non ci sorprende – dice Ilaria Ferri, direttore scientifico dell’Enpa – ma è perfettamente in linea con le nostre
aspettative. Più volte abbiamo denunciato quanto siano fragili i nostri ecosistemi marini, aggrediti dallo sfruttamento indiscriminato, dall’inquinamento e da comportamenti
irresponsabili”.

I dati parlano chiaro. Il 60% del commercio mondiale di petrolio e dei suoi derivati passa per il “Mare Nostrum” mentre sulle coste si concentra il 27% di tutta l’attività di raffinazione
mondiale. Ogni anno nel Mediterraneo le petroliere compiono circa 3000 viaggi, trasportando circa 400 milioni di tonnellate di greggio. Solo tra il 1990 e il 1999, ci sono stati 250 incidenti e
sono finite in mare 22.150 tonnellate di petrolio.

Le attività antropiche che si svolgono sulla terraferma, invece, sono responsabili per il 70% dell’inquinamento marino (dati Fao): si tratta in prevalenza dei reflui di allevamenti ed
industrie (nitriti, nitrati, fosforo, azoto e metalli pesanti) ma anche dei fertilizzanti e delle altre sostanze chimiche impiegate in agricoltura.

“Attenzione poi alla plastica e ai mozziconi di sigaretta – prosegue Ferri – . Sono in molti a non sapere che una semplice disattenzione, come gettare a mare una cicca o una busta di
plastica, può essere letale per tantissimi animali”.

“Di fronte all’agonia del nostro mare – conclude Ferri – c’è purtroppo da registrare una sostanziale indifferenza della politica: moltissimi summit e pochissime azioni concrete. Con la
campagna di sensibilizzazione Salviamo il mare, che proprio in questi giorni sta entrando nel vivo, l’Enpa sta facendo la sua parte. Ma i governi dove sono? E’ forse necessario che si compia
l’irreparabile prima che la politica si impegni fattivamente per la tutela della biodiversità marina?”.

Enpa.it
Redazione Newsfood.com+WebTv

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