L’olio di pesce difende dalla schizofrenia

L’olio di pesce difende dalla schizofrenia

By Redazione

Supplementi di olio di pesce possono aiutare la salute dei malati affetti da schizofrenia o disturbi simili.

Lo afferma uno studio dell’Università di Melbourne (Australia), diretto dal dottor G. Paul Amminger e pubblicato da “Archives of General Psychiatry”.

Amminger ed il suo staff sono partiti tenendo conto della difficoltà di trattare le malattie mentali nei giovani, per cui gli effetti collaterali di antipsicotici possono essere
particolarmente gravi.

Allora, gli scienziati hanno lavorato con 81 soggetti a rischio, d’età compresa tra i 13 ed i 25 anni. In particolare, tali individui dovevano aver manifestato sintomi (lievi o moderati)
di disagio mentale insieme ad un netto declino delle funzionalità cognitive.

I volontari sono stati così divisi in 2 gruppi: una volta al giorno, ai primi veniva assegnato una dose di olio di pesce (1.2 grammi di omega-3) ai secondi la stessa quantità di
placebo. La somministrazione è durata 12 settimane, l’osservazione clinica 40 settimane in più.

Alla fine del lavoro, Amminger e collaboratori hanno constatato come, di base, 76 dei soggetti (94%) aveva terminato l’esperimento. Dopo un anno, il 5% (2 su 41) di coloro che avevano ricevuto
omega-3 aveva sviluppato un disturbo psicotico, contro il 28% (11 su 40) di quelli “a base” di placebo”.

In più, chi aveva assunto omega-3 mostrava una riduzione dei sintomi ed un aumento delle facoltà cognitive, con effetti collaterali praticamente inesistenti.

Secondo i medici, tale forza dell’olio di pesce può avere diverse spiegazioni. Innanzitutto, gli omega-3 sono fondamentali componenti dei neuroni. Inoltre, sono basilari per il
funzionamento corretto dei sistemi della dopamina e della serotonina, le cui deviazioni sono implicate nella schizofrenia.

Infine, l’olio di pesce aumenta i livelli di glutatione, antiossidante che difende il cervello dallo stress ossidativo.

In ogni caso, gli studiosi australiani fanno notare come il loro lavoro, per quanto positivo, rappresenta un inizio, non un punto di partenza. Entro breve, i risultati saranno verificati su
scala più ampia, coinvolgendo 320 volontari, tutti soggetti a rischio.

Se l’olio di pesce supererà anche tale esame, conclude Amminger, potrebbe essere considerato il modo migliore per la prevenzione di psicosi nei soggetti a rischio e ritardare (se non
eliminare) la presenza di depressione, disturbo bipolare e dipendenza.


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Matteo Clerici

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