L’odore dei predatori tiene lontano le zanzare tigri
19 Luglio 2010
Creme, unguenti, spray, fornelletti e piastrine: i rimedi anti zanzara potrebbero presto finire nel dimenticatoio, sostituiti dai feromoni dei predatori.
E’ quanto sostiene una ricerca del’Università di Haifa (Israele) e del Rockefeller University (USA), diretta da Alon Silberbush e dal professor Joel Coen e pubblicata su “Ecology
Letters”.
Gli scienziati hanno osservato le zanzare tigri nel loro ambiente naturale. Essi hanno così notato il rapporto tra le femmine della specie e le nottolette, insetti acquatici che si
nutrono delle zanzare.
Quando la femmina di zanzara tigri si avvicina ad uno specchio d’acqua per deporre le uova, osservano la zona: se percepiscono gli odori delle nottolette, rinunciano. Successivamente, la
femmina si sposta, in cerca di un luogo più sicuro.
Gli studiosi hanno così analizzato le nottolette con spettrometri di massa e cromatografi. In questo modo sono stati identificati i composti anti zanzara: l’n-eneicosano e l’n-tricosano.
Allora prossimo obiettivo del lavoro sarà trasferire tali feromoni in strumenti artificiali, in grado di aumentare le difese dell’uomo contro le zanzare pur avendo un impatto limitato
sulla natura.
Fonte: Alon Silberbush, Shai Markman, Efraim Lewinsohn, Einat Bar, Joel E. Cohen, Leon Blaustein, “Predator-released hydrocarbons repel oviposition by a mosquito”, Ecology Letters July
2010, doi:10.1111/j.1461-0248.2010.01501.x
Matteo Clerici
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