L’ITALIA NON E’ POI COSI’ PESSIMA – PERCHE’ NON PUNTIAMO SUL POSITIVO INVECE DI PARLARE SEMPRE DELLE NEGATIVITA’

L’ITALIA NON E’ POI COSI’ PESSIMA – PERCHE’ NON PUNTIAMO SUL POSITIVO INVECE DI PARLARE SEMPRE DELLE NEGATIVITA’

L’ITALIA NON E’ POI COSI’ PESSIMA – PERCHE’ NON PUNTIAMO SUL POSITIVO INVECE DI PARLARE SEMPRE DELLE NEGATIVITA’

NOTA DEL DIRETTORE
Nico da Comolonia non ha torto quando dice che siamo tra i migliori al mondo. Io sottolineoo che gli imprenditori Italiani sono sicuramente i migliori del mondo perchè riescono a fare impresa nonostante il Covid, nonostante le difficoltà del mercato, nonostante il costo del lavoro, nonostante la burocrazia, nonostante i giochi dell’alta finanza, nonostante la (in)Giustizia, nonostante i politicanti…  (purtroppo di Politici ne sono rimasti ben pochi… la Politica è morta con Peppone e Don Camillo… idee diverse ma un cuore d’oro).
Giuseppe Danielli

L’Italia dei successi, l’Italia positiva contro i mostri e le negatività sbattuti sempre in prima pagina e sul web. la crisi pandemica come motore di un ulteriore miglioramento. Draghi è a conoscenza. Symbola elenca i 10 asset top dell’Italia nel mondo. Design primato di formazione e scuola. Agroalimentare sui monti&colli vulnerabili risposta da primato “eco-green-bio” in tutta Europa    

E’ stato il presidente Mario Draghi, in alcuni recenti interventi pubblici e privati anche con alcuni suoi colleghi premier europei, ha sottolineare che l’Italia non è proprio il fanalino di coda in Europa e non è proprio nelle condizioni che molti giornali e politici dell’Europa (e anche nazionali) vogliono far credere. Certo oggi, tutto e tutti, da oltre un anno parlano solo di Covid, pandemia, di virologi e virologhe, di infettivologhi e colleghe di genere diverso, delle azioni e controazioni che vedono al centro Renzi e Salvini, adesso anche di papà-Grillo con una difesa assurda errata volgare catastrofica del figlio, della sindaca Raggi, giustamente delle violenze della polizia, giustamente delle donne deboli, giustamente dei problemi di convivialità e vivibilità, di crisi economica e di crisi individuali…. Ma come si vede tutti temi-notizie improntate su una “negatività”. Solita storia della carta stampata e dei giornalisti: fa più audience un delitto che un premio a meno che non si tratti di un Oscar di un divo, o un vip trovato con le mani nella marmellata o di un calciatore a fare shopping. A proposito: anche il calcio con la superlega sbatte la Juve e il rampollo Agnelli in prima pagina. Chi lo avrebbe mai detto. Forza del ballon!

Ma alcuni temi “negativi” spesso non sono in prima pagina e non hanno 50.000 followers all’ora: per esempio tutte le notizie che da anni riguardano il cambio climatico, l’inquinamento, la crisi occupazionale, la ricerca lo studio e la scelta di nuovi lavori che servano. L’assistenzialismo, le prebende, i redditi gratuiti non servono al paese, alla collettività, ma neanche ad destinatario individuale. Come sostiene il manifesto di Assisi, la pandemia e il covid possono essere una grande occasione per trasformare o guidare la nostra economia occidentale capitalistica che ha evidenziato pecche notevoli fuori dal guado diventando più forti e con un futuro davanti grazie alla creazione di una società integrata sostenibile. Ecco la chiave di tutto: integrazione, aggregazione, sistemicità, programmazione di lungo periodo contro collusione, consociativismo, lobbies e caste ovunque. Quello che abbiamo davanti ( indipendentemente dal rischio del prelievo forzoso notturno sui conti correnti come dice , oggi,  la Bce) è una sfida – dice il presidente di Symbola Ermete Realacci – di enorme portata che richiede il contributo delle migliori energie tecnologiche, istituzionali, politiche, sociali, culturali. Va portata avanti senza lasciare indietro nessuno, senza lasciare solo nessuno. L’Europa ha accettato questa sfida mobilitando importanti risorse intorno ai temi della coesione, della transizione verde, dell’economia digitale e dell’innovazione. E assumendo l’obiettivo di azzerare le emissioni nette di CO2 entro il 2050: ne parleranno presto Biden e Xì.

Se tralasciamo i casi “negativi” tanto decantati e da prima pagina, sempre secondo Symbola, l’Italia ha punti di forza formidabili, come dice anche il premier Draghi, su economia circolare, design, tradizioni alimentari sane e salutari, empatia e tecnologia condivise,  riciclaggio rifiuti, riduzione sprechi, spazi green e green economy già avviata, attenzione ai deboli, piccole newco talentuose, società tascabili di altissimo valore. Purtroppo positività e successi che sono dimenticati. Sempre Symbola li enuncia in modo schematico, sintetico, diretto. C’è una capacità diffusa ma anch’essa nascosta di tenere insieme un modello di imprese famigliari seppur in difficoltà di concorrenza e di competizione sui mercati globali, ma salvate dall’insegna “ made in Italy” a cui ancora poco cede questo paese. L’Italia non deve essere antagonista dell’Europa, l’Italexit non esiste perché sarebbe un danno enorme per tutti, ma l’Italia deve far cambiare l’Europa a volte succube di poteri extracontinente, incapace di prendere una decisione chiara su temi forti, inconcludente nei fatti su temi di ampio risvolto per tutti, indietro nelle scelte di opportunità verso chi cerca rifugio, ora anche in difficoltà per i contratti dei vaccini. L’Europa ha dato una grande mano all’Italia, pima a Conte ora a Draghi con un recovery fund, accettato e condiviso dai 27 paesi, ma solo se prima ci sono le riforme. L’Europa in questo sta aiutando l’Italia a risolvere uno stop e un buco nero che dura da 30 anni almeno.  Per molti aspetti della PA e del sistema pubblico-privato siamo 30 anni indietro rispetto a Germania, Svezia, Francia. Per questo che partire o tenere conto degli “asset paese positivi” può essere molto utili  per “ non sprecare la crisi”, per  costruire un mondo più sicuro, più civile, più gentile, per  ridare forza alla speranza in una situazione difficile. Ecco i 10 successi italiani nei confronti di tutti gli altri paesi:

1.Siamo primi in Europa per tutta l’economia circolare

2.E’ di origine italiana il più grande operatore nel settore delle energie rinnovabili

3.I prodotti a marchio made in Italy sono sempre più green di tutti gli altri

4.Siamo secondi nell’export di prodotti green finiti per il consumo diretto

5.Campioni del design in moltissimi settori e comparti

6.Primi al mondo nella realizzazione della nautica da diporto

7.Davanti a tutti per produzione ed export dell’arredamento in legno da economia circolare

8.Primato europeo per la sostenibilità della agricoltura

9.Leader europeo nella produzione farmaceutica grazie soprattutto all’export

10.Primo esportatore europeo di biciclette        

Di asset ne abbiamo. Alcuni, non tutti, possono rientrare in qualche PNRR integrato della Next Generation UE  come per esempio il design fra nautica, arredo e made in Italy oppure una incentivazione tecnologica e digitale dell’agroalimentare già vincente se si potesse sfruttare il potenziale naturale “green&bio” delle montagne e colline incontaminate da rendere fonte di occupazione e di lavori sostenibili, resilienti, sussidiari, di salvaguardia e di tutela di un territorio sempre più vulnerabile e precario difronte ai cambi climatici.     

Nico da Comolonia
in esclusiva
per Newsfood.com
Nutrimento & nutriMENTE
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