Come vivremo dopo covid, quando saremo fuori dal tunnel?

Come vivremo dopo covid, quando saremo fuori dal tunnel?

Come vivremo dopo covid, quando saremo fuori dal tunnel?

Dopo il Covid, che sarà nel 2022 per il vino, la ristorazione, il turismo…?
Cerchiamo di capire cosa ci lasceranno gli anni 2020-2021. Quale vita lavorativa e scolastica. Quali rapporti con gli altri.
E’ indubbio che questa pandemia sia una immensa catastrofe per la maggior parte dei cittadini del mondo ma, come tutte le guerre, è anche una opportunità per ripartire.  
17 marzo 2021
Nico Da Comolonia
Guardando cosa scrivono i giornali, su ciò che succede nei vari paesi europei e non solo (vedi Nuova Zelanda e Canada per esempio), cosa dicono i consumatori e come stanno reagendo o attrezzandosi gli esercenti pubblici (sia ristoranti che distribuzione moderna e commerciale), diventa molto difficile ipotizzare strade certe e sicure, concrete, di quello che succederà, o vedremo di fronte a noi, finito il covid 19.

Quando e come saremo fuori dal tunnel per la ripartenza?

La prima domanda: quando e come vedremo la fine o cosiddetta ripartenza o rinascimento?
Il vaccino ci immunizzerà certamente non ho dubbi, ma a che prezzo, e sarà in modo definitivo come il vaiolo o periodicamente e annualmente dovremo fare dei richiami? in ogni caso sicuramente se l’uscita dal tunnel ritarda a dopo l’estate, saranno molte le imprese che non riapriranno e che lasceranno a casa persone. Credo che questo sia “un” tema fondamentale della politica e del governo Draghi.
Credo anche che Draghi faccia bene a non twittare come tutti i politici che non avendo altri mestieri devono continuamente far capire che esistono e che hanno una opinione.

Capire cosa fare e agire per vincere la pandemia

Io mi sforzerei di capire quale modello e quali misure avere a disposizione per imprenditori che hanno chiuso, piuttosto che monopattini, banchi con rotelle, fiori margherita, correnti di partito, scuola aperta o chiusa, mancette. Se non ci sono 200 giorni di istruzione scolastica  come minimo in un anno, vedi già il 2020, per legge l’anno non dovrebbe essere valido e 200 giorni su 365 sono molto pochi!  Non muore nessuno se una generazione perde un anno o fa il recupero biennale l’anno successivo liberi dalla pandemia. Pensiamo a quanti bocciati a scuola c’erano una volta e nessun genitore si strappava le vesti.

Se c’è il lavoro, c’è reddito, consumi, spese, … riparte l’economia

Al primo posto metto il lavoro: se c’è il lavoro, c’è reddito, consumi, spese, viaggi, investimenti, crescita del Pil quindi l’economia gira. Poi se invece di una economia parassita o speculativa o depauperante o di bassa sussistenza si volesse puntare alla circolarità, sussidiarietà, sostenibilità allora bisogna fare quelle benedette riforme strutturali e strumentali che l’Europa chiede, dalla riforma dei contratti di lavoro all’accesso al credito delle famiglie, dalla giustizia almeno molto più veloce alla transizione digitale, dalla eliminazione di molti passaggi e tavoli burocratici alla fiscalità minore e fissa per i bassi redditi e una progressione crescente con la crescita del reddito famigliare non individuale.

Agroalimentare, enogastronomia turistica, ristorazione e asporto…

Tutte azioni che si ripercuotono nell’agroalimentare ed enogastronomico turistico. Per il vino e per il cibo oggi l’online e l’asporto è diventato un nuovo modello di acquisti, certo i ristoranti restano, devono, ma anche migliorando servizi e spazi con costi diversi. Da non dimenticare che turismo e ambiente, diventano sempre più scelte di vita e saranno modificati certi stili di vita e di fruizione. Sicuramente la vacanza e la vita all’aria aperta sarà ambita. Su questo occorre anche definire una politica di approccio e di accesso sia nazionale che internazionale, soprattutto con lo sviluppo di due estremi:  la villeggiatura quasi stanziale di lungo periodo in ambienti naturali e vacanze spot brevi non molto distanti.
Il vino non perderà l’appeal ottenuto e riconosciuto, ma andrà sostenuto, valorizzato, reso ancor più accessibile soprattutto alle fasce sociali medio basse. Oltre alla immagine sostenuta dai premium. La ristorazione sarà sempre più regionale e le forniture di materiale da cucina sempre più di filiera corta, dell’orto vicino, da agricoltura biologica.

Biologico, sostenibile, digitale

Ecco biologico, sostenibile, digitale.
Tre fattori che saranno al centro di tutto il processo produttivo e saranno al centro della domanda dei consumi. I bravi imprenditori saranno quelli che metteranno insieme questi fattori offrendo un prodotto di fabbricazione certa, ben identificato, di prezzo contenuto equivalente. Uno degli aspetti del nostro futuro sarà quello di saper legare le sensazioni motivazionali dettate dai ricordi, dalla voglia e dalla mente con quelle che sono le disponibilità economiche e le condizioni ambientali e infrastrutturali del luogo dove si vive e si lavora.

Lavoro da casa, smart whorking cene a casa…

Sicuramente il lavoro da casa manterrà e migliorerà il suo peso ovunque. Come le cene a casa, soli in famiglia con pochi amici: almeno questo è un augurio in favore di un ritmo di vita diverso e più conforme alla condizione fisica dell’essere umano in generale.  Ma la pandemia lascerà domande e riflessioni in essere per un po’ di tempo. Mi auguro che queste riflessioni sul passato siano di aiuto per un futuro migliore, appena usciti dal grande buco nero e vedremo la luce; diverso dal nostro vecchio stile di vita.
Già il disastro economico del 2009 e del 2012 ci avevano  insegnato ( ma in pochi lo abbiamo imparato) che la crescita economica non è infinita, che se non mettiamo un freno a certi sfruttamenti rischiamo di brutto non solo una nuova pandemia.
Per questo che vale la pena di “studiare” come fare in modo che anche il cibo e il vino siano un compagno e uno strumento di convivialità, di condivisione, di relax difronte ad un panorama naturale e coltivato a regime biologico, e non una speculazione televisiva, mediatica, dei blogger e degli influencer. Anche questo cambierà.

Sempre più verso energie rinnovabili e pulite per un mondo green

Diventa urgente inserire e applicare tutte le energie alternative prima possibile bloccando l’uso dei carboni fossili attraverso progetti di stimolo, di binaria attivazione. Nello stesso modo gli enti pubblici devono essere di esempio e puntare su una economia circolare e su trasporti non inquinanti. Il finanziamento o il credito alle imprese deve essere dato, agevolato e a fondo perduto e anche di lungo periodo e con tassi di poco superiore allo spread, solo a fronte della creazione di nuova occupazione a tempo indeterminato, resilienza e presidio attivo e costruttivo dei territori vulnerabili produttivi e anche solo ambientali boschivi.
Siamo tornati tutti a godere e a saper gestire le 4 mura domestiche, chi più e chi meno, anche questo dovrà essere adattato e trasformato in modo intelligente con la ritrovata libertà, attraverso nuovi piani urbanistici delle grandi e medie città, arredi urbani, servizi alla persona, sanità a portata di mano, ospedali di comunità.  Per questo che anche rivedere la didattica e i percorsi scolastici sarà una sfida uguale a quella della occupazione: riusciremo a non studiare durante gli anni dello scuola dell’obbligo tre volte la vita di Dante e Cesare, reintroducendo dalla materna l’educazione sociale, alimentare e civile e la lingua inglese obbligatoria. Potremo avere un diploma a 16-18 anni che consenta di trovare subito un lavoro sicuro e ben remunerato senza falsi e inutili strumenti, lauree triennali  già specializzate adatte agli spazi lavorativi con master post laurea molto specializzati e molto mirati. Anche la scuola è un segno di necessario cambiamento e di rinascimento.

Nico da Comolonia
in esclusiva
per Newsfood.com
Nutrimento & nutriMENTE
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