Lino Cauzzi contro Domenico Maria Sannino: chiesti 23 milioni di risarcimento danni

Lino Cauzzi contro Domenico Maria Sannino: chiesti 23 milioni di risarcimento danni

Siena, 25 novembre 2013
Per Lino Cauzzi non è una fatica alzarsi presto, lo ha sempre fatto, gli bastano poche ore di sonno e alle sei di ogni mattina è già in piedi.  
Lunedì 25 novembre è una giornata particolare. Deve andare a Siena dove il Tribunale deve decidere se la richiesta danni di 23.000.000 di Euro fatta al notaio Sannino, deve essere
accolta.

Ci vogliono tre ore per andare da Desenzano a Siena. 32 km prima dell’arrivo, vedendo il cartello “Poggibonsi”, Lino Cauzzi ha avuto un momento di sbandamento; in un attimo ha rivisto un film che
l’ha tormentato per diverso tempo.
In pochi minuti, la sera del 26 giugno 2009, nello Studio del Notaio Sannino, proprio lì a Poggibonsi, Lino Cauzzi è stato costretto con la forza a cedere il controllo dei suoi
cinque hotel al Gruppo Catapano di Ottaviano. Una banda di malavitosi che si avvaleva della connivenza di commercialisti, avvocati, direttori di banca, notai, professionisti del crimine in giacca
e cravatta che con minacce, ma soprattutto usando la Legge come arma impropria, spogliava imprenditori, lasciando loro debiti e disperazione.
Anche gli uomini più forti, specie quelli che hanno il senso dell’onore e del dovere, quando si trovano in quelle condizioni disperate, non ce la fanno a sostenere lo sguardo dei
creditori, la commiserazione di chi prima ti era amico, il disprezzo dei familiari … e la fanno finita. L’ho detto e ridetto, e lo ribadisco ancora: coloro che commettono questi crimini -e i
loro complici- non sono semplici truffatori. Costoro, consapevolmente, commettono un crimine ben più grave perchè, oltre a togliere i beni materiali, alla loro vittima tolgono la
voglia di vivere: è tentato omicidio, è istigazione al suicidio.

Mezz’ora dopo, Cauzzi arriva davanti al Tribunale di Siena. Sono le ore 9:40 e alle 10:00 ci sarà l’udienza.
Un giornalista gli chiede:-“Sig.Cauzzi ma lei non ha paura ad andare apertamente contro la malavita? Non ha paura di quello che potrebbero farle?”.
-“Non sono io a dover aver paura ma loro. Sono loro che mi hanno già ucciso una volta -risponde -Cauzzi- e ora devono rispondere davanti alla Giustizia degli uomini e poi davanti a quella
di Dio, per il male che hanno fatto”.

Si fa avanti anche una bella signora, è uno degli avvocati dei Lloyd’s di Londra (l’assicurazione professionale del notaio Sannino) che si complimenta con il sig. Cauzzi per la sua tenacia
e la sua perseveranza nel voler far emergere e dimostrare la verità. Una verità sepolta da atti falsi, menzogne, querele basate su fatti inesistenti, minacce tutte fatte per
annientare anche moralmente un morto vivente… (per ben due volte, Lino Cauzzi, nei giorni delle feste natalizie a dicembre del 2009, ha tentato di togliersi la vita).

Alla verità che Cauzzi urlava, ben pochi hanno creduto. Anche gli amici sono improvvisamente scomparsi.
Fino ai primi mesi del 2011, anche Google riportava solo falsità su Cauzzi, falsità create ad arte dal Gruppo Malavitoso.
Finalmente si è riusciti ad eliminarle; per conoscere la sua storia basta digitare Lino Cauzzi in Google: articoli e video permettono di ricostruire cinque anni di calvario di un uomo che
in una notte ha perso un patrimonio di 60.000.000 di Euro e si è ritrovato pieno di debiti.

Il 6 maggio di quest’anno c’è stata la prima udienza presso il Tribunale di Poggibonsi; il processo continua presso il Tribunale di  Siena che oggi ha rigettato le richieste degli
avvocati del Notaio Domenico Maria Sannino ed ha accettato invece quelle di Cauzzi.
Presto saranno sentiti i testimoni ma non dovrebbero sorgere colpi di scena  poichè agli atti vi è un documento di 29 pagine, redatto dal Consiglio dei Notai di Firenze, nel
quale vi sono anche le ammissioni spontanee del notaio Sannino che ammette candidamente la sua colpa (…per denaro) e conferma totalmente la verità di Cauzzi, scagionandolo da ogni
eventuale dubbio.

ECCO ALCUNI STRALCI
Ecco alcuni stralci della relazione della Commissione Regionale di
Disciplina per la Toscana -III° Collegio (Presidente Dott. Antonio Grassi,
Relatore Notaio Mario Miccoli, membro Notaio Giuseppe Di Stefano –
Sessione 29 giugno 2011) nel procedimento a carico del Notaio Sannino:

“…illecito uso del sigillo notarile: il rilascio (erroneo, come lo definisce
bonariamente l’incolpato <>) di certificati e copie
autentiche di atti mai stipulati…”,
“…lungo e complesso è l’iter che ha consentito al gruppo Catapano di
spoliare dei propri beni il Cauzzi, la violazione deontologica del
notaio…instaurarsi dei rapporti fra il gruppo Catapano e il notaio Sannino…”,
“…in realtà ciò che stride è che il notaio Sannino si presti ad un atto che egli
sa essere irregolare…”,
“… perchè il Cauzzi doveva essere tenuto all’oscuro dell’ulteriore destino
delle sue aziende… un inutile guscio vuoto, hanno preso il volo (n.d.r. i cinque
alberghi di Cauzzi) con destinazione finale nella società controllata dal solo
Catapano, senza alcuna possibilità d’ingerenza o di controllo del Cauzzi…”,
“…per privare illecitamente la controparte (n.d.r. Cauzzi) delle sue
proprietà…”,
“…come riferisce testualmente lo stesso Sannino, perchè: lui (n.d.r. Cauzzi) e
i suoi familiari erano stati minacciati di morte al fine di indurlo alla stipula dei
predetti atti…”,
“…notaio Sannino sordo alle invocazioni del Cauzzi che si batte per
recuperare le sue proprietà, continua imperterrito a prestare la propria
compiacente opera nei confronti del gruppo Catapano…per soldi…”,
“…per di più le società oggetto del ramo d’azienda (n.d.r. Immobiliare Italia/
hotel Hermes e hotel La Contea) erano state fatte fallire dal gruppo
Catapano…”,
“…con l’aggravante morale di aver dato al povero Cauzzi l’illusione di aver
finalmente trovato il bandolo della matassa, quando il notaio…ben sapeva
che…”,
“…Sannino continua imperterrito a prestare la propria opera per il gruppo
Catapano e non solo nel caso di Cauzzi ma per molte altre aziende del
nordest
cadute vittime del disegno ormai chiaramente criminoso del gruppo
Catapano…”,
“…il Cauzzi pochi giorni dopo la stipula del dell’atto ebbe a rivelare al notaio…
di reati di violenza…il notaio non ha mai inoltrato alcun rapporto e denunzia
all’autorità giudiziaria…”,
“…P.Q.M. rigettate le istanze istruttorie, ritenuta la responsabilità del notaio…
Infligge al notaio Domenico Maria Sannino la pena della sospensione per un
anno (pena massima senza alcuna attenuante).

NOTA
Questo provvedimento disciplinare del Collegio dei Notai di Firenze verso una pecora nera della loro categoria è sicuramente una pedina molto importante per Cauzzi, sia per i processi
penali che per i civili di richiesta danni. Soprattutto è importante perchè il Collegio dei Notai ha avuto il coraggio di non nascondere la verità e di punire, ad un anno di
privazione del sigillo notarile (il massimo della pena) colui che ha sbagliato.
Questo ha un significato grande per chi crede sempre nella Giustizia, per chi ha ancora la speranza di un futuro migliore.
Vogliamo sperare che anche le associazioni degli altri professionisti disonesti (avvocati, commercialisti, funzionari di banca, consulenti …) prendano esempio dai Notai di Firenze.

Il processo penale contro il Gruppo Catapano e qualche decina di complici e conniventi vari, oramai accentrato al Tribunale di Padova, sta per chiudersi con condanne e patteggiamenti.
La strada che Lino Cauzzi deve percorrere per poter riavere ciò che gli è stato estorto è però ancora lunga.
Proprio in questi giorni il Tribunale di Cremona dovrebbe finalmente metter fine alla brutta storia del fallimento dell’Hotel Hermes, restituendolo a Cauzzi, legittimo proprietario.

E poi ci sono una serie di richieste danni: uno dopo l’altro, tutti coloro che hanno partecipato alla “rapina” dei cinque alberghi o hanno procurato danni, dovranno renderne conto.
Secondo quanto dice l’avv. Giacomo Triolo, il legale del sig. Cauzzi, l’ammontare dei danni patiti è di circa 140 milioni di Euro.
Lino Cauzzi ha pubblicamente dichiarato che, non appena ne avrà le possibilità, pagherà i debiti verso i creditori meritori e saprà essere riconoscente verso chi ha
creduto in lui e lo sta aiutando a riprendersi la sua vita.
Ci chiediamo come sia possibile che nessun mezzo stampa di importanza nazionale si sia interessato al malaffare che non ha colpito solo Lino Cauzzi ma una serie di imprenditori in tutto il
Nord-Est ed in altre parti d’Italia.

Già dai primi mesi del 2011 sono stati inviati comunicati e segnalazioni alle agenzie di stampa ed alle redazioni dei principali giornali, radio e TV: ha risposto solo Giulia Bosetti di
Presa Diretta, Rai Tre che ha fatto un bel servizio andato in onda il 9 di settembre di quest’anno.
Dopo aver visto l’intervista, un suo grande fan, Roberto Saviano, ha chiamato Lino Cauzzi: 
”Io ho scritto contro la malavita ma tu li hai mandati in galera”.

Giuseppe Danielli
Newsfood.com
 

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