Trasferire al Giudice di Pace la competenza sui reati in materia di stupefacenti

Trasferire al Giudice di Pace la competenza sui reati in materia di stupefacenti

Una delegazione della Confederazione Giudici di Pace composta dal Presidente Trincanato, dal Vice Presidente Massimo Libri e dal Segretario Generale Cav. Franco Antonio Pinardi e ha avuto
un incontro con il Vice Capo del DAP Francesco Cascini, su incarico del Ministro della Giustizia.

I rappresentanti della delegazione hanno esposto le proposte della Confederazione, finalizzate non solo alla riduzione della popolazione carceraria, ma anche alla realizzazione una più
efficiente azione dello Stato nella repressione dei reati c.d. predatori (quali ad esempio le fattispecie di furti, ricettazione e rapine non aggravate), che interessano direttamente la
quotidianità dei cittadini.

Il Giudice di Pace può avvalersi di un rito più rapido di quello del Tribunale, nel pieno rispetto dei principi dell’articolo 111 della Costituzione, rito che, inoltre dà una
effettiva risposta di giustizia, non applicandosi alle sentenze di questo magistrato la sospensione condizionale della pena.

Il trasferimento della competenza per questa tipologia di reati unita ad una modifica legislativa che preveda la possibilità di applicare la permanenza domiciliare continuativa in prima
battuta, costituisce poi una risposta adeguata alla tipologia di reato commesso, nel pieno rispetto del principio della proporzionalità della pena così come ribadito dall’Unione
Europea.

L’intervento normativo più efficace proposto riguarda poi la previsione del trasferimento della competenza al Giudice di Pace in materia di ‘piccolo spaccio’, in cui il più delle
volte l’autore del reato è anche consumatore di sostanza stupefacente.

Tale tipologia di reati interessa quasi il 40% dei detenuti in carcere.

L’attuale situazione carceraria non è più sostenibile in quando disumana e sta inoltre comportando la condanna dell’Italia a pesanti risarcimenti dalla Corte Europea dei Diritti
dell’Uomo per la violazione all’art. 3 della Convenzione a causa del sovraffollamento carcerario.

La sanzione della permanenza domiciliare applicata dal Giudice di Pace, invece di quella detentiva, realizzerebbe inoltre quel modello delle Drug Courts americane, che si sta diffondendo nel Nord
Europa e che ha determinato una risposta efficace al fenomeno del consumo di sostanze stupefacenti ed alla repressione dello spaccio.

Il Consigliere Cascini si è detto interessato delle proposte, condividendole in linea di principio ed ha confermato che avrebbe riferito al Ministro ed all’Ufficio Legislativo,
trasmettendo i progetti della Confederazione.

Il Giudice di Pace è un magistrato appartenente all’ordine giudiziario, un primo grado di giurisdizione, che può garantire professionalità ed imparzialità, trattando
con competenza la materia dell’immigrazione irregolare (in ambito civile e penale) e reati di diretto impatto sociale e gravità quali le lesioni colpose con esiti gravi e gravissimi; per
questo occorre valorizzarne le funzioni, nell’interesse del Paese e del funzionamento del servizio Giustizia.

www.giustiziadipace.it
www.magistratidipace.it

 

Redazione Newsfood.com WebTv

Leggi Anche
Scrivi un commento